Fausto Bertinotti eletto Presidente della Camera dei Deputati

Fausto Bertinotti ha raggiunto il quorum richiesto per essere eletto presidente della Camera. I deputati del centrosinistra sono scattati in un lungo applauso quando il conteggio ha evidenziato che era stato superato il traguardo. Bertinotti ha ottenuto al quarto scrutinio 337 voti. La maggioranza richiesta era di 305 voti.
Questo il risultato della votazione letto in Aula dal presidente provvisorio Fabio Mussi. Presenti e votanti 609; maggioranza assoluta dei voti 305. hanno ottenuto voti: Bertinotti 337; D’Alema 100; Gerardo Bianco 3; Berlusconi 2; Cota 2, Cossiga 2; Gardini 2. Voti dispersi 11, schede bianche 144, schede nulle 6.

Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti non hanno preso parte al quarto scrutinio per l’elezione del presidente della Camera.

“Grazie. Dedico l’elezione alla presidenza della Camera alle operaie e agli operai”: così Fausto Bertinotti poco prima di entrare in aula per il discorso d’investitura.
Tra i primi ringraziamenti rivolti dal neo presidente è quello al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che per l’emozione Bertinotti chiama Aurelio. “Saluto gli uomini e le donne di questo paese – ha affermato Bertinotti – saluto Carlo Aurelio Ciampi, mi scuso Azeglio, anche per il modo autorevole e popolare con cui ha rappresentato il paese”.

Bertinotti si è poi rivolto al suo predecessore dicendo: a Pier Ferdinando Casini che mi ha preceduto in questo importante incarico con una capacità e un senso delle istituzioni che spero di poter imitare va il sincero ringraziamento mio e di tutta l’assemblea.

“Il parlamento può concorrere alla rinascita e allo sviluppo delle forze democratiche”, ha detto sottolineando come il compito del Parlamento sia quello di dare una forte valorizzazione alle istituzioni democratiche. E’ una necessita’ storica in questi nostri tempi così difficili di fronte al rischio di un distacco dal paese reale delle forze più deboli’.

‘Bisogna lavorare con attenzione ai corpi e alle amministrazioni da cui dipende la vita dello Stato e cercare di valorizzare le loro autonomie che sono una ricchezza per il paese, dalla magistratura all’ informazione per farci sentire cittadini di uno stato di diritto”. “Il popolo deve investire – ha affermato Bertinotti – tutta la sua fiducia sulle istituzioni democratiche per essere libero da tutti i gioghi che esistono, a partire dalla mafia perché sicurezza deve essere intesa nel senso di diritto all’accesso al futuro”.

“Dobbiamo contare sulla scuola come parte fondamentale per la costruzione della convivenza”, ha aggiunto Bertinotti ricordando “il lavoro prezioso degli insegnanti che sono un patrimonio per il paese”, per poi citare l’esempio “di una grande coscienza civile e riformatrice del paese: don Lorenzo Milani”.