“Fascisti? Sono i cristiani” La sfida di Liberazione

In questo agosto che sembra purtroppo non conoscere leggerezza, capita che l´affermazione di Bush sui «fascisti-islamici» resista nel dibattito più di un giorno, e sempre in prima pagina. Frase analizzata, vivisezionata, respinta o, al contrario, obtorto collo fatta propria. Piero Sansonetti, direttore di «Liberazione», dedica l´editoriale di sabato all´anatema del presidente americano per dire quel che ci si aspetta da un quotidiano comunista: «Il fascismo con l´Islam non c´entra niente e non c´entra niente con il mondo arabo e con la sua cultura». Cioè, insomma, gli unici fascisti, al caso, siamo noi, gli occidentali, gli europei, i detentori del copyright. «La Shoah – ricorda Sansonetti – l´abbiamo fatta noi, noi borghesi europei». Ne consegue che l´espressione usata da Bush (ma non è lui ad averla inventata, bensì più dotti neocon britannici) è da respingere al mittente, addirittura da rovesciare, secondo «Liberazione»: «Se proprio si dovesse accostare il fascismo a una religione, ci dispiace dirlo, ma l´unica religione che ha visto la sua gerarchia, la sua “Chiesa”, coinvolta col fascismo è stata la religione cristiana. Il fascismo non è islamico, è casomai cristiano».
Tanto analizza e sviscera Sansonetti, tanto Valentino Parlato liquida veloce sulla prima pagina del «manifesto» di ieri. Seguace di Samuel Huntington e della sua teoria sullo scontro delle civiltà (peraltro così cara, in periferia, a Marcello Pera), il presidente degli Stati Uniti ha deliberatamente fatto ricorso all´immagine dei «fascio-islamici» per mantenere alte nell´opinione pubblica la paura e l´odio per i terroristi. Parlato si limita a commentare la sortita con una domanda: «Pensate che cosa diremmo noi se, dall´altra parte, ci venisse l´accusa di fascio-cristiani»? Due editoriali, due approcci diversi per un unico approdo: Stefano Menichini, già «manifesto», direttore di «Europa», la voce della Margherita, legge in controluce il lavoro dei colleghi ed esibisce un terzo parere, di segno distante, anch´esso pubblicato sul giornale (di venerdì scorso). Bush e il ministro degli Interni inglese Reid danno dei fascisti «agli strateghi dell´orrore»? «Dobbiamo avere la forza di dar loro ragione – scrive Menichini – e di trarne le conseguenze». A voce, letti Sansonetti e Parlato, il direttore di «Europa» conferma la sua linea: «Secondo me noi dobbiamo accettare l´applicazione di questo giudizio nei confronti del nostro nemico mortale e non penso solo al terrorismo di Al Qaida ma alla fortissima caratterizzazione totalitaria di formazioni come Hetzbollah, le cui manifestazioni, a cominciare dal saluto romano, evocano il fascismo». Insomma: etimologicamente l´uso del termine fascisti sarà pure «discutibile», però «la sostanza» è questa, dice Menichini, che conclude così: «Spero che questo rifugiarsi dei giornali di sinistra nello storicamente corretto non nasconda in realtà, per l´ennesima volta, la protezione dei “compagni che sbagliano” sotto diverse spoglie. Mi riferisco a certa “resistenza irachena”, ad Hamas, Hetzbollah…». E sull´altra sponda? Marcello Veneziani è uno che il fascismo lo conosce bene e, da giovane, scriveva cose di questo tipo: «L´umanità si divide in tre generi: uomini, donne e americani». Adesso dà ragione a Bush: «L´accostamento fascismo/Islam è improprio ma inavvertitamente appropriato. Dal punto di vista della storia delle idee, il fascismo ha avuto nel passato la stessa funzione che hanno certi movimenti islamici: ridare forza all´identità collettiva».