Fascisti scatenati

Terza aggressione in quindici giorni a Roma. Sei giovani finiti in ospedale colpiti con catene e bastoni o con coltelli. Sempre in prossimità di centri sociali e sempre da estremisti di destra. L’ultima volta è successo sabato sera al centro sociale «Ricomincio dal Faro» e a farne le spese sono stati due giovani bergamaschi venuti nella capitale per seguire un concerto. Accoltellati alle gambe e ai glutei, sono stati medicati all’ospedale San Camillo e giudicati guaribili in dieci giorni. Sarà un caso, ma a Roma qualcosa sta accadendo: il 10 gennaio i giovani del Forte Prenestino erano riusciti a mettere in fuga una trentina di malintenzionati armati di bastoni e, quattro giorni dopo, tre ragazzi e una ragazza erano stati aggrediti, in piena notte, con mazze e catene nel parcheggio del «Csoa La Torre» da una decina di persone incappucciate. A salvare i malcapitati, l’intervento in extremis di una volante della polizia.

Sabato notte l’ultimo episodio: due ragazzi di 21 anni, F.M. e D.B., di Dalmine (Bergamo) erano appena usciti dal concerto punk Oi! degli Street Justice. Erano le 3,30 di notte e via del Trullo, dove si trova il centro, era deserta. «Avevamo appena raggiunto la nostra auto – racconta F.M. – quando ho sentito qualcuno che mi urlava “Sharp di merda”, mi sono girato e ho visto un coltello in mano ad un giovane con i capelli lunghi. Poi ho visto che l’affondava nella mia gamba. Non ricordo molto altro: sono scappato. Non so come, ho corso i cento metri più veloci della mia vita». Subito dopo in 3 o 4 sono piombati addosso all’altro ragazzo e l’hanno colpito sul gluteo destro. D.B. è caduto a terra. «Perdeva molto sangue», dicono gli amici romani che li stavano aspettando poco più in là e che, assistendo alla scena, hanno dato l’allarme. «In tutto erano 10 o 15 persone, a volto scoperto e non erano “teste rasate” – raccontano i militanti del Faro – quando siamo usciti stavano già scappando via su tre auto con a bordo qualcuno che li aspettava». F.M. e D.B. sono due skinhead antirazzisti, sharp (skinhead against racial prejudice) appunto, e si vede. Non hanno accettato il ricovero in ospedale perché volevano tornare subito a Bergamo: «Non conosciamo Roma, non capivamo nemmeno cosa ci stava accadendo – dicono – e, certo, per un po’ non avremo più voglia di tornarci». Quando sono arrivati, i carabinieri sono stati inizialmente accolti con urla e lanci di oggetti da parte di chi assisteva al concerto ska, «ma poi i ragazzi si sono calmati e ci hanno raccontato l’accaduto», dicono alla centrale dei carabinieri. E precisano: «Le indagini proseguono a 360 gradi, sia nell’ambiente politico, ma anche in quello delle tifoserie di estrema destra. Stiamo cercando di capire se c’è qualche connessione con altre aggressioni dello stesso tipo».

Di certo non mancano le similitudini con gli episodi già ricordati, ed altri ancora (come il ferimento, al Forte Prenestino, di un giovane accoltellato alla gola) nella dinamica dell’agguato, nel numero di aggressori, nel tipo di frasi urlate. «Evidentemente c’è qualcuno che forse vuole surriscaldare ulteriormente il clima a ridosso della campagna elettorale», concludono gli attivisti antifascisti.