Fabbricando dissenso – Le elites del capitale globale controllano i movimenti popolari

The Real Agenda
in http://www.rebelion.org/noticia.php?id=116109

Tradotto da Marcello Gentile per l’Ernesto online

Ospitiamo come contributo al dibattito sugli sviluppi del movimento che si oppone alla globalizzazione imperialista, un interessante intervento del professor Michel Chossudovsky.

*Michel Chossudovsky, economista canadese, dirige il Centre for Research on Globalization ed è professore di economia all’Università di Ottawa. Ha insegnato in numerose università di altri paesi ed ha collaborato a diversi prgrammi delle Nazioni Unite. Autore di numerose pubblicazioni, è considerato uno dei massimi esperti mondiali in tema di globalizzazione.

Il Foro Sociale Mondiale e il Foro Economico Mondiale, le ONG e i movimenti di opposizione alla globalizzazione sono controllati dalle stesse forze contro le quali protestano 

La fabbricazione del consenso implica la manipolazione e la formazione dell’opinione pubblica. Si stabilisce l’approvazione e l’accettazione dell’autorità e della gerarchia sociale. Si cerca il rispetto dell’ordine sociale costituito.

I movimenti popolari sono controllati dalle elites del capitale globale che usa i suoi leaders, che si inginocchiano di fronte ai controllori.

La fabbricazione del consenso è la presentazione, all’opinione pubblica, della narrazione principale dei mezzi di comunicazione, delle loro bugie e falsità. Sotto l’illusione del capitalismo attuale, deve prevalere l’illusione della democrazia. E’ nell’interesse delle elites corporative accettare il dissenso e la protesta come una caratteristica del sistema nella misura in cui non mettano in pericolo l’ordine sociale costituito. Il proposito non è reprimere il dissenso, al contrario, dar forma e modellare il movimento di protesta, per stabilire i limiti del dissenso. Per mantenere la loro legittimità, le elites economiche favoriscono forme di opposizione limitate e controllate, con il fine di prevenire lo sviluppo di forme radicali di protesta, che potrebbero colpire le fondamenta stesse e le istituzioni del capitalismo globale. In altre parole “la fabbricazione della dissenso” agisce come “una valvola di sicurezza”, che protegge e sostiene il nuovo ordine mondiale. Per essere efficace, tuttavia, il processo di “fabbricazione della dissenso” deve essere meticolosamente regolato e sovrinteso da coloro che sono oggetto stesso del movimento di protesta.

Il finanziamento del dissenso

Come è stato possibile creare e mantenere il processo di fabbricazione della dissenso? Essenzialmente “finanziando il dissenso”, cioè, mediante lo spostamento di risorse

finanziare da coloro che sono oggetto del movimento di protesta a coloro che stanno nell’organizzazione del movimento di protesta. La cooptazione non si limita a ottenere i favori dei politici. Le elites economiche – che controllano grandi fondazioni – sovrintendono anche al finanziamento di numerose organizzazioni non governative e della società civile, che storicamente sono state coinvolte nel movimento di protesta contro l’ordine economico e sociale costituito. I programmi di molte organizzazioni non governative e movimenti popolari dipendono in gran parte tanto dai fondi pubblici, quanto da quelli privati, comprese le fondazioni Ford, Rockefeller, McCarthy e via dicendo. Il movimento No global si oppone a Wall Street e ai giganti del petrolio controllati da Rockefeller e altri.

Tuttavia, le fondazioni e organizzazione benefiche di Rockefeller e altri, generosamente fondano reti progressiste anticapitaliste, come pure ecologiste (in opposizione alle grandi compagnie petrolifere) con il fine ultimo di supervisionare e dare forma alle loro diverse attività. I meccanismi di “fabbricazione della dissenso” richiedono un contesto di manipolazione, un processo di pressione e la sottile cooptazione degli individui che stanno nelle organizzazioni progressiste, incluse coalizioni contro la guerra, ambientaliste e il movimento no global. Considerando che i mezzi di comunicazione “fabbricano consenso”, la complessa rete delle organizzazioni non governative (compresi segmenti dei media alternativi) è utilizzata dalle Elites corporative per modellare e manipolare il movimento di protesta. Grazie alla deregolamentazione del sistema finanziario negli anni 90 e al rapido arricchimento degli enti finanziari, il finanziamento attraverso le fondazioni e organizzazioni benefiche è andato alle stelle. Per ironia della sorte, parte degli utili fraudolenti di Wall Street negli ultimi anni sono stati riciclati e dati esentasse a fondazioni e organizzazioni benefiche. Questi insperati utili non solo sono stati utilizzati per corrompere politici, ma sono stati anche indirizzati alle organizzazioni non governative, istituti di ricerca, centri comunitari, gruppi religiosi, ambientalisti, mezzi di comunicazione alternativi, gruppi per i diritti umani, ecc. “La fabbrica del dissenso” funziona anche nel caso di “corporazioni di sinistra” e “mezzi di comunicazione progressista” , finanziati da ONG o direttamente dalle fondazioni. L’obiettivo è la “fabbricazione del dissenso” e la definizione di limiti “politicamente corretti” dell’opposizione. A loro volta, molte ONG sono spesso infiltrate da informatori che operano per conto delle agenzie di intelligence occidentali. Inoltre, un segmento sempre maggiore di mezzi di comunicazione alternativi progressisti in internet, è diventato dipendente dal finanziamento di fondazioni imprenditoriali e organizzazioni benefiche.

Attivismo a pezzi

I movimenti di protesta popolari sono direttamente controllati da fondazioni e “organizzazioni benefiche” che finanziano le loro attività.

L’obiettivo delle elites è stato quello di frammentare il movimento popolare in un gran mosaico di soggetti. La guerra e la globalizzazione non sono al primo posto dell’ attivismo nella società civile. L’ attivismo tende a manifestarsi a pezzi. Non c’è integrazione tra i movimenti contro la globalizzazione e quello contro la guerra. La crisi economica non si considera in relazione alle guerre sponsorizzate da paesi potenti come gli USA. Il dissenso si è diviso. Movimenti indipendenti che pretendono di impugnare differenti cause (ambiente, globalizzazione, pace, diritti della donna, cambio climatico) sono generosamente finanziati per impedire l’ apparizione di un movimento di opposizione di massa coerente. Questo mosaico già caratterizzava la lotta contro il vertice del G7 e nei summit dei popoli negli anni 90.

Il movimento no global

Il summit anti-globalizzazione a Seattle nel 1999 fu visto come una vittoria del movimento no global: “una coalizione storica” di attivisti per far fallire il vertice della Organizzazione Mondiale del Commercio, la scintilla che ha scatenato un movimento globale anti-capitalista. Seattle fu, di fatto, un importante snodo nella storia del movimento di massa. Più di 50.000 persone di origini diverse, organizzazioni della società civile, dei diritti umani, dei sindacati e ambientaliste si erano riunite in una battaglia comune. Il loro obiettivo era smantellare il programma neoliberale con le sue basi istituzionali incluse. Però Seattle segnò anche un cambiamento importante. Con l’apparizione del dissenso in tutti i settori della società, il vertice del WTO necessitava disperatamente della partecipazione simbolica dei leaders della società civile “al suo interno” per apparire “democratico”. Mentre migliaia di persone convergevano su Seattle, quello che accadde dietro le quinte, fu una vittoria per il neoliberalismo. Un pugno di organizzazioni che si opponevano formalmente al WTO contribuirono a legittimare l’architettura del commercio mondiale del WTO. Invece di sfidare il WTO in quanto organismo intergovernativo illegale, accettarono di portare avanti il dialogo nel summit tra i governi occidentali e il WTO. Partecipanti accreditati delle ONG furono invitati a mischiarsi in un clima amichevole agli ambasciatori, ai ministri del commercio, ed ai magnati di Wall Street in molti degli eventi ufficiali, inclusi i numerosi cocktails e ricevimenti.

Il programma nascosto era indebolire e dividere il movimento di protesta e orientare il movimento anti-globalizzazione verso aree che non mettessero in pericolo gli interessi dell’istituzione commerciale. Finanziati da fondazioni private (come Ford, Rockefeller, Rockefeller Brothers, Charles Stewart Mott, la Fundación para la Ecología Profunda), questi “accreditati” della società civile si sono caratterizzati come gruppi di pressione, in qualità di rappresentanti e per conto del movimento popolare. L’essere stati diretti da autorevoli attivisti, legò le mani al movimento. In ultima analisi si contribuì (senza saperlo) a indebolire il movimento anti-globalizzazione, accettando la legittimità di ciò che è nella sostanza un’organizzazione illegale (l’ accordo del summit di Marrakech del 1994 che portò alla creazione del WTO il 1 Gennaio del 1995). I leaders delle ONG avevano piena consapevolezza della provenienza del denaro. Tuttavia, negli USA e nella comunità europea le ONG, le fondazioni e le organizzazioni benefiche sono considerate come organismi filantropici indipendenti, separate dalle imprese, cioè, la Fondazione Rockefeller Brothers, ad esempio, si considera separata e distinta dal dominio della famiglia Rockefeller, dalle sue banche e delle sue compagnie petrolifere. Con le retribuzioni e i costi operativi a carico delle fondazione private, è diventata una routine accettata (cioè quella di accettare i finanziamenti dal “nemico” di classe-nota del traduttore) .

In una logica ambigua, la battaglia contro il capitalismo è stata una baruffa dei capitali delle fondazioni esenti da imposte, contro il capitalismo. Alle ONG è stata messa una camicia di forza, la loro esistenza dipende dalle fondazioni. Le loro attività sono state controllate da vicino. In una logica ambigua , la natura dell’attivismo anti-capitalista è stata posta indirettamente sotto il controllo dei capitalisti attraverso le loro fondazioni indipendenti.

“Vigilanti progressivi”

In questa saga , le elites imprenditoriali i cui interessi sono debitamente protetti dal FMI, dalla Banca Mondiale e dal WTO, fondano (attraverso le loro diverse fondazioni e istituzioni caritatevoli) le organizzazioni che stanno all’avanguardia nel movimento di protesta contro il WTO e le istituzioni finanziarie con base a Washington. Con l’appoggio del denaro delle fondazioni, si sono creati diversi “cani da guardia” nelle organizzazioni non governative per controllare l’applicazione delle politiche neoliberali, ma senza sollevare la questione più ampia di come i “gemelli” Bretton Woods e WTO, attraverso le loro politiche, hanno contribuito all’impoverimento di milioni di persone. Il programma del SAPRIN (Structural Adjustment Particpatory Review International Network) fu stabilito dal Devolopment Gap, organo dell’ USAID (Unites States Agency for International Development) e dalle ONG finanziate dalla Banca Mondiale con sede a Washington DC. E’ ampiamente documentato che l’ imposizione del Programma di Aggiustamento Strutturale (PAS) da parte del FMI e della Banca Mondiale nei paesi in via di sviluppo, costituisce una forma palese d’ingerenza negli affari interni di stati sovrani per conto delle istituzioni creditrici. Invece di sconfessare la legittimità della “medicina economica letale” del FMI e della Banca Mondiale, il SAPRIN ha cercato di stabilire un ruolo di partecipazione per le organizzazioni non governative, lavorando mano nella mano con l’USAID e la Banca Mondiale. L’ obiettivo era quello di dare un “volto umano” all’agenda politica neoliberale, invece di rifiutare il quadro proposto dal FMI e dalla Banca Mondiale: il SAPRIN è la rete globale della società civile che prese il suo nome dal SAPRI (Structural Adjustment Particpatory Review International), che nacque dalla Banca Mondiale e dal suo presidente, Jim Wolfensohn, nel 1997. SAPRI è concepito come un esercizio tripartito per riunire le organizzazioni della società civile, i loro governi e la Banca Mondiale nell’esame congiunto dei Programmi di Aggiustamento Strutturale (PAS) e nella ricerca di nuove opzioni politiche. Si tratta di legittimare un ruolo “attivo” della società civile nell’assunzione delle decisioni economiche, visto che è concepito per indicare le aree nelle quali i cambiamenti nella politica economica e nel processo di formulazione di politiche economiche sono richiesti. (http://www.saprin.org/overview.htm página web de SAPRIN). Allo stesso modo, l’ Osservatorio del Commercio (prima OMC Watch), che opera a Ginevra, è un progetto dell’ Istituto di Politica Agricola e Commerciale di Minneapolis (IATP), che è generosamente finanziato da Ford, Rockefeller, Charles Stewart Mott, e via dicendo.

Fonte: http://activistcash.com/organization_financials.cfm/o/16-institute-for-agriculture-and-trade-policy

L’Osservatorio del commercio ha il mandato di sovrintendere l’ Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), il Trattato di Libero Commercio (TLC) e la proposta Area di Libero Commercio delle Americhe (ALCA). L’ Osservatorio del Commercio serve anche per ottenere dati e informazioni, così come per promuovere la “governabilità” e la “responsabiltà”. Mai in queste iniziative si fa il rendiconto sulle vittime delle politiche del WTO da parte dei protagonisti delle riforme neo-liberali. Le funzioni dell’Osservatorio del Commercio in nessun modo sono una minaccia per il WTO. Al contrario: la legittimità delle organizzazioni e degli accordi commerciali non viene messa in discussione.

Il Forum Economico Mondiale

Il movimento popolare è stato sequestrato. La selezione degli intellettuali.

Il Forum Economico Mondiale è composto da rappresentanti delle elite, accademici e vari artisti come il cantante degli U2, Bono, che si occupano di rappresentare il falso senso di inclusione dei gruppi “senza voce”.

I dirigenti sindacali e i leaders delle organizzazioni della società civile (tra questi Oxfam, Amnesty International, Greenpeace) sono di solito invitati al Forum Economico Mondiale di Davos, dove si mescolano con i potenti del mondo; gli attori economici e politici. Questo miscuglio delle elites imprenditoriali del mondo con “progressisti”, scelti non certo a caso, fa parte del rituale che crea e conserva il processo di “fabbricazione del dissenso”. Il trucco consiste nel selezionare personalmente i leaders della società civile, dei quali “possiamo fidarci” e integrarli in un “dialogo”, tagliarli dalle loro radici, in modo che si sentano di essere “cittadini globali” che agiscono in nome dei loro compagni di lavoro, ma che lo facciano in maniera tale da essere al servizio degli interessi dell’Establishment e delle imprese: “ La partecipazione delle ONG nella riunione annuale di Davos è la prova dell’intenzione di integrare una vasta gamma dei principali attori della società….nella definizione e nella promozione del programma globale….Crediamo che il Forum Economico Mondiale offra alla comunità degli affari l’ambito ideale per realizzare attività di collaborazione con gli altri attori principali (ONG) dell’economia mondiale per migliorare lo stato del mondo, che è la missione del Forum” (Forum Economico Mondiale , comunicato stampa, 05 gennaio 2001).

Il Forum Economico Mondiale non rappresenta in generale tutta la comunità imprenditoriale. E’ un incontro elitario: i suoi membri fanno parte delle grandi imprese mondiali (con un minimo di fatturato annuale di 5 miliardi di dollari). Le organizzazioni non governative (ONG) sono viste come partner “parti interessate”, così come un conveniente “portavoce dei senza voce che spesso sono esclusi dalle decisioni che vengono prese” (Forum Economico Mondiale – Organizzazioni Non Governative, 2010)

“Loro [le ONG], associati nel forum, producono una gran varietà di documenti collaborando a migliorare lo stato del mondo e sono come un ponte tra le imprese, il governo e la società civile, mettono in connessione i politici responsabili con i loro popoli, contribuendo a soluzioni pratiche…” La società civile”associata” con imprese multinazionali per conto dei “senza voce”. Chi sono quelli che rimangono “esclusi”? I dirigenti sindacali sono anche loro cooptati nella distruzione dei diritti dei lavoratori. I dirigenti della Federazione Internazionale dei Sindacati (IFTU), della AFL-CIO, la Confederazione Europea dei Sindacati,, del Canadian Labour Congress (CLC), e via dicendo, sono soliti essere invitati ad assistere alle riunioni annuali del Forum Economico Mondiale di Davos, così come alle riunioni regionali. Inoltre partecipano al Forum Economico Mondiale i leaders delle comunità del lavoro che si concentrano sui modelli di comportamento mutuamente accettabili per il movimento operaio. Il Forum Economico Mondiale “stima che la voce del lavoro è importante per il dialogo sulle questioni della dinamica della globalizzazione, la giustizia economica, la trasparenza e la responsabilità, per garantire un sistema finanziario mondiale sano” (Forum Economico Mondiale-I leaders del lavoro, 2010).” “La garanzia di un sistema finanziario mondiale sano” portato avanti dalla truffa e dalla corruzione. Non si menziona la questione dei diritti dei lavoratori.

Il Forum Sociale Mondiale: “Un altro mondo è possibile”

Il summit di Seattle contro la globalizzazione nel 1999 pose le basi per lo sviluppo del Forum Sociale Mondiale.

Il Forum Sociale Mondiale costituisce uno degli inganni più grandi al movimento d’opposizione alla globalizzazione e al capitalismo globale delle elites.

La prima riunione del Forum Sociale Mondiale ebbe luogo nel gennaio 2001 a Porto Alegre in Brasile. A questo incontro internazionale parteciparono decine di migliaia di attivisti delle organizzazioni di base e ONG. La riunione del FSM, con le ONG e le organizzazioni progressiste fu in simultanea con il Forum Economico Mondiale di Davos (WEF). L’ intenzione era quella di rappresentare la voce dell’opposizione al sistema finanziario. Fin dal principio il Forum Sociale Mondiale fu un’ iniziativa di ATTAC Francia e di varie organizzazioni non governative brasiliane. “… Nel febbraio del 2000, Bernard Cassen, direttore della ONG francese ATTAC, Oded Grajew, capo di un’organizzazione di impresari brasiliani, e Francisco Whitaker, capo di un’associazione di organizzazioni non governative brasiliane, si riunirono per discutere la proposta di un “evento mondiale della società civile”; nel marzo del 2000, che garantì il sostegno formale del governo municipale di Porto Alegre e del governo statale del Rio Grande do Sul, entrambi controllati in quel momento dal Partito dei Lavoratori brasiliano (PT). … Un gruppo di ONG francesi, comprese ATTAC, gli Amici de L’Humanité, e gli Amici di Le Monde Diplomatique, sponsorizzarono un foro sociale alternativo a Parigi intitolato “Un anno dopo Seattle”, al fine di preparare un’ agenda per le proteste che si sarebbero realizzate per il summit dell’Unione Europea a Nizza. Gli oratori chiesero “il riorientamento” di certe istituzioni internazionali come il WTO, il FMI, la Banca Mondiale, … per creare una “globalizzazione dal basso” e “la costruzione di un movimento internazionale dei cittadini, non per distruggere il FMI ma per riorientare le sue missioni” . (Unità di ricerca per l’ economia politica, Economia e Politica del Forum Sociale Mondiale,Global Research, 20 gennaio 2004.) Fin dall’inizio, nel 2001, il FSM fu sostenuto dal finanziamento della Fondazione Ford, che è noto abbia legami con la CIA fin dagli anni ’50: “la CIA usa le fondazioni filantropiche come il mezzo più efficace per destinare grandi somme di denaro ai progetti dell’Agenzia, senza allertarne i beneficiari sulle sue origini. ” (James Petras, la Fondazione Ford e la CIA, Global Research, 18 settembre 2002)

La stessa procedura dei summit finanziati dai donatori che caratterizzò gli anni 90 (summit popolari) fu usata per il Forum Sociale Mondiale (FSM): “… altri finanziatori del FSM (o ‘partner’, come si dice nella terminologia del FSM) come la Fondazione Ford, — basti dire che ha sempre lavorato nella più stretta collaborazione con gli USA e la CIA per far avanzare gli interessi strategici nord americani – ; la Fondazione Heinrich Boll, che è controllata dal partito dei Verdi tedesco, partner del [2003] governo tedesco di allora e sostenitore delle guerre in Jugoslavia e in Afghanistan (ii suo leader Joschka Fischer è l’[ex] ministro degli esteri tedesco), e le maggiori agenzie di finanziamento come la Oxfam (Regno Unito), la Novib (Paesi Bassi), la ActionAid (Regno Unito), e via dicendo. Con stupore, un membro del consiglio internazionale del FSM riporta che i “considerevoli fondi” ricevuti da queste agenzie “non hanno finora sollevato alcun dibattito significativo (negli organi del WSF) sulle possibili relazioni di dipendenza che potrebbero generarsi”. Tuttavia ammette che “per ottenere i fondi dalla Fondazione Ford, gli organizzatori avevano dovuto convincere la fondazione che il partito dei lavoratori (PT) non era coinvolto nel processo”. Vale la pena qui segnalare due punti. Primo, questo stabilisce che i finanziatori furono in grado di puntare i piedi e di determinare il ruolo delle diverse forze nel FSM – che dovevano essere ‘convinte’ delle credenziali di coloro i quali sarebbero stati coinvolti. Secondo, se i finanziatori si opposero alla partecipazione del completamente addomesticato partito dei lavoratori, si sarebbero altrettanto strenuamente ravvisati verso le forze genuinamente anti-imperialiste. Che lo fecero fu chiaro, basta vedere chi fu incluso e chi escluso dalla seconda e terza riunione del FSM… La questione del finanziamento [del FSM] non figura nemmeno nella carta dei principi del FSM, adottata nel giugno 2001. I marxisti, essendo materialisti, direbbero che si dovrebbe guardare alla base materiale del forum per capirne la natura. (Non c’è certo bisogno di essere marxisti per capire che “chi paga comanda”). Tuttavia il FSM non è d’accordo. Può accettare fondi da istituzioni imperialiste come la Fondazione Ford, mentre lotta contro “il dominio del mondo da parte del capitale globale e di qualsiasi forma di imperialismo” . (Unità di ricerca per l’ economia politica, Economia e Politica del Forum Sociale Mondiale,Global Research, 20 de enero 2004)

La Fondazione Ford ha fornito un sostegno essenziale al Forum Mondiale Sociale, con i contributi indiretti attraverso “organizzazioni associate” come la Fondazione McArthur, la Fondazione Charles Stewart Mott, la Fondazione Friedrich Ebert Stiftung, la Fondazione W. Alton Jones , la Commissione Europea, vari governi europei (compreso il governo laburista di Tony Blair), il governo canadese, così come una serie di organismi delle Nazioni Unite (tra cui UNESCO, UNICEF, UNDP, la ILO e la FAO). Oltre al sostegno essenziale iniziale della Fondazione Ford, molte delle organizzazioni della società civile partecipanti ricevono finanziamenti dalle grandi fondazioni e da istituti di beneficenza. A loro volta, le ONG statunitensi e europee funzionano come agenzie di finanziamento secondarie, dirigendo il denaro delle Fondazioni Ford e Rockefeller verso le loro associate nei paesi in via di sviluppo, compresi i movimenti contadini e quelli per i diritti umani.
Il consiglio internazionale (IC) del FMS è composto dai rappresentanti delle ONG, dai sindacati, dalle organizzazioni dei media alternativi, dagli istituti di ricerca, molti dei quali sono pesantemente finanziati dalle fondazioni e dai governi. (si veda Forum Sociale Mondiale). Lo stesso sindacato che suole essere invitato a mescolarsi ai direttori esecutivi di Wall Street al Forum Economico mondiale di Davos (WEF), come l’AFL-CIO, la Confederazione Europea dei Sindacati e il Canadian Labor Congress (CLC) fa anche parte del consiglio internazionale (IC) del FSM. Tra le ONG finanziate da importanti fondazioni c’è l’ Istituto di Politica Agricola Commerciale (IATP) che sovrintende l’Osservatorio del Commercio di Ginevra nel Consiglio Internazionale del Forum.
Il Funders Network on Trade and Globalization (FTNG ), che ha lo status di osservatore del consiglio internazionale del FSM riveste un ruolo chiave. Mentre stanzia il sostegno finanziario per il FSM, funge anche da centro di interscambio per le grandi fondazioni. Il FTNG si descrive come “un’alleanza di portatori di aiuto impegnati a costruire comunità giuste e sostenibili in tutto il mondo”. I membri di questa alleanza sono la Fondazione Ford, la Rockefeller Brothers, la Heinrich Boell, la C.S.Mott, la Fondazione Merck Family, l’Open Society Institute, Tides, tra gli altri. (Per l’elenco completo delle agenzie di finanziamento del FTNG vedere finanziatori del FNTG). Il FTNG funge da ente per la raccolta fondi per conto del FSM. I governi occidentali ostacolano i summit contro la globalizzazione e reprimono il movimento di protesta. Per ironia della sorte, le sovvenzioni, incluso il denaro dell’Unione Europea, vanno a finanziare gruppi progressisti (incluso il FSM) coinvolti nell’organizzazione di proteste contro gli stessi governi che finanziano le loro attività: “Anche i governi sono stati finanziatori significativi dei gruppi di protesta. La Commissione Europea, ad esempio, finanziò due gruppi che hanno mobilitato un grande numero di persone per protestare ai summit dell’UE di Goteborg e Nizza. La lotteria nazionale britannica, che è controllata dal governo, ha contribuito a finanziare un gruppo al centro del contingente britannico in entrambe le proteste”. (James Harding, Contro il capitalismo, FT.com, 15 ottobre 2001)

Si tratta di un processo diabolico: il governo ospitante finanzia il summit ufficiale, così come le riunioni delle ONG che partecipano attivamente al contro-summit. Inoltre finanzia le operazioni della polizia anti-sommossa, che ha il mandato di reprimere i partecipanti al contro-summit, compresi i membri delle ONG direttamente finanziate dal governo. L’ obiettivo di queste operazioni combinate, comprese le azioni violente delle forze di polizia, è quello di screditare il movimento di protesta e di intimidirne i partecipanti. L’obiettivo generale è di trasformare il contro-summit in un rituale del dissenso, che serve a difendere gli interessi del summit ufficiale e del governo ospitante. Questa logica è prevalsa in numerosi contro-summit dagli anni ’90.
Al Summit del 2001 a Quebec City, il finanziamento del governo federale canadese alle ONG e ai sindacati è stato concesso a certe condizioni. Un grande segmento del movimento di protesta è stato escluso di fatto dal Summit dei popoli. A loro volta gli organizzatori concordarono con le autorità provinciali e federali che la marcia di protesta fosse diretta verso un luogo remoto a circa 10 km fuori dalla città, anziché verso la zona del centro storico dove si trovava il summit ufficiale dell’ALCA, circondato da un perimetro recintato con mattoni fortemente sorvegliato dai servizi di sicurezza privati. Questi servizi di sicurezza furono pagati con i soldi dei contribuenti. “Anziché marciare verso il perimetro recintato e le riunioni del Summit dell’ALCA, gli organizzatori della manifestazione scelsero di marciare dal Summit dei Popoli, attraverso zone residenziali in buona parte vuote fino al parcheggio di uno stadio in una zona remota lontana diversi chilometri dal centro. Henri Masse, presidente della Federation des travailleurs et travailleuses du Quebec (FTQ), spiegò: “lamento che siamo così lontani dal centro cittadino… ma era una questione di sicurezza”.

I leaders delle ONG contro i propri compatrioti

La fondazione del Forum Sociale Mondiale (FSM) è stata senza dubbio un punto di riferimento storico, che ha riunito decine di migliaia di attivisti impegnati. È stato un evento importante che ha consentito l’ interscambio di idee e la creazione di legami di solidarietà.
Quello che è in gioco è il ruolo ambivalente dei leader delle organizzazioni progressiste. La loro intima relazione con i circoli interni del potere, i finanziamenti da parte delle imprese e dei governi, le agenzie di soccorso, la Banca Mondiale, ecc. mina le loro relazioni e le loro responsabilità nei confronti della base. L’obiettivo del “dissenso fabbricato” è proprio questo: allontanare i leaders dalle loro basi, come un modo efficace di mettere a tacere e indebolire le azioni popolari. La maggioranza delle organizzazioni di base che partecipano al Forum Sociale Mondiale, comprese le organizzazioni contadine, dei lavoratori e le organizzazioni degli studenti fermamente impegnate nella lotta contro il neoliberalismo, non erano a conoscenza del rapporto del Consiglio Internazionale del FSM con il finanziamento, negoziato alle loro spalle da un pugno di leader delle ONG vincolate con le agenzie di finanziamento ufficiali e private. Il finanziamento alle organizzazioni progressiste non è incondizionato. Il suo obiettivo è di “pacificare” e manipolare il movimento di protesta. Precise condizioni sono stabilite dalle agenzie di finanziamento. Se non si rispettano, i pagamenti si interrompo. Il FSM si definisce come “un luogo di incontro aperto per la riflessione, di dibattito democratico sulle idee, di formulazione di proposte, di libero interscambio di esperienze e di connessione delle azioni efficaci, da parte di gruppi e movimenti della società civile che si oppongono al neoliberalismo e al dominio del mondo da parte del capitale e di qualsiasi forma di imperialismo, e siamo impegnati a costruire una società imperniata sulla persona umana”. (vedere Forum Sociale Mondiale, 2010)

Il FSM è un mosaico di iniziative individuali che non minaccia direttamente né sfida la legittimità del capitalismo globale e delle sue istituzioni. Si riunisce annualmente. È caratterizzato da moltissime sessioni e laboratori. Riguardo a questo, una delle caratteristiche del FSM è stata quella di mantenere l’impostazione del “fai da te” caratteristica dei summit popolari contro i G7 finanziati dai donatori degli anni ’90. Questa struttura apparentemente disorganizzata è voluta. Mentre favorisce il dibattito su tutta una serie di temi, l’ ambito del FMS non è propizio per l ‘articolazione di una piattaforma comune e coerente per un piano di azione diretto a far fuori il capitalismo globale. Inoltre, la guerra iniziata dagli USA in Medio Oriente e in Asia Centrale che scoppiò alcuni mesi dopo l’inaugurazione della sede del FSM a Porto Alegre nel gennaio 2001, non è stata un tema centrale delle discussioni del forum. Quello che prevale è un’estesa e complessa rete di organizzazioni. Le organizzazioni di base nei paesi in via di sviluppo sono inconsapevoli del fatto che le loro ONG associate negli Stati Uniti o nell’Unione Europea, che forniscono loro l’appoggio finanziario, sono esse stesse finanziate dalle grandi fondazioni. Il denaro impone restrizioni nelle azioni di questi movimenti popolari. Molti di questi leaders delle ONG sono persone impegnate e ben intenzionate che agiscono dentro un quadro che stabilisce i limiti della dissidenza. I leaders di questi movimenti vengono spesso cooptati, senza nemmeno rendersi conto, a causa del finanziamento delle imprese,di avere le mani legate.

Il Capitalismo globale finanza il movimento anti-capitalista: una relazione assurda e contraddittoria

“Un altro mondo è possibile”, ma non può essere realizzato in maniera significativa nell’ambito dell’ attuale accordo.

È necessaria una riorganizzazione del Forum Sociale Mondiale, della sua struttura organizzativa, delle suoi meccanismi di finanziamento e della sua leadership.

Non può esserci un movimento di massa significativo quando il dissenso è generosamente finanziato dagli stessi interessi corporativi che hanno come obiettivo limitare ed eliminare il movimento di protesta. Usando le parole di McGeorge Bundy, presidente della Fondazione Ford (1966-1979), “tutto ciò che la Fondazione Ford ha fatto si potrebbe considerare come la costruzione di un meccanismo per un mondo sicuro per il capitalismo’”