Ex ABB di Legnano: se ne vanno i trasformatori, arrivano le caldaie, restano gli operai

* Assessore al lavoro della Provincia di Milano

I trasformatori se ne vanno da Legnano: male. Arrivano le caldaie: bene. Se non altro non si perde un profilo e una ricca tradizione industriale. Questo mi pare essere il senso del buon compromesso raggiunto tra ABB e SICES. E’ perciò in arrivo, sul sito di 55.000 mq, questa la sintesi, un investitore tenace e serio che, oltretutto, si fa carico della cinquantina di lavoratori che, dal canto loro e con un alto senso di responsabilità, sono rimasti in officina a completare le ultime commesse di una ABB che se ne era già andata. Con loro, l’investitore e questi lavoratori, si può ripartire e, come Provincia, qualche impegno ce lo siamo pure assunto per poter ripartire al meglio. Ora – completo il ragionamento visto che siamo alla conclusione di un processo sofferto – si tratta, in parallelo, di non perdere assolutamente la possibilità di quel consolidamento , sul sito e/o a Legnano, che Dolce e Gabbana avevano fino a ieri adombrato, sostenendola (la possibilità) con grande determinazione e con proposte concrete, anche economicamente, per lo stesso sito. Mi permetto di dire che se oggi ci sono ancora le condizioni dell’accostamento( e, con la nuova proprietà, mi pare non siano escluse) ecco che, senza mettere in discussione l’accordo, potrebbe configurarsi un positivo incontro sul territorio di missioni assai diverse e, anche per questo, di altissimo impatto anche mediatico. In quel sito, in quell’ipotesi che non vorrei rimuovere, si andrebbero a rappresentare plasticamente proprio i caratteri fondanti della nuova Legnano del lavoro: la tradizione dell’ingegneria dell’elettromeccanica innovativa, con la creatività della moda abbigliamento di un marchio prestigioso. Mi domando ancora: ci sono le condizioni per far sì che il primo buon passo (l’arrivo oggi di SICES) diventi domani il “salto di qualità” che sarebbe dato dal consolidamento sul sito o nella sua prossimità di Dolce e Gabbana? Su questo ci lavorerei anche con il Comune che potrebbe aprire, dal canto suo, anche prospettive interessanti. Un’ultima nota riguarda ABB che avrebbe dovuto vendere l’area a prezzo attrattivo ed invece si è trovata a gestire una specie di gara al rialzo senza regole che, invece, a parere mio, era da “stoppare” all’inizio. ABB oggi esce, tanti saluti, esce ma non credo sia molto elegante per una grande impresa che mena vanto per la propria assunzione di responsabilità sociale, andarsene in Svizzera trasferendovi quel margine (del 50% poi!) oltre l’ “attrattivo”. Da ABB mi aspetto un segnale concreto in senso opposto.