“Essere comunisti”: un risultato significativo e politicamente rilevante

Care compagne, cari compagni,
siamo arrivati a circa 2/3 dei congressi svolti, quindi si tratta di un risultato assai rappresentativo.
Come prima valutazione, vorrei dire che il nostro risultato, nel contesto in cui lo abbiamo realizzato, è assolutamente positivo, è significativo e politicamente rilevante.
Dobbiamo fare un ultimo sforzo, in questi ultimi 10-15 giorni, perché si consolidi. Ciò è possibile se lavoriamo con tenacia per coprire tutti i congressi, preparando bene l’illustrazione della mozione, utilizzando i fatti politici nuovi che ci danno ulteriori argomenti, ma soprattutto contattando i compagni (qualche giorno prima dei congressi) e parlando con loro, uno per uno.
Proprio in questi giorni sono avvenuti fatti politici che confermano le analisi contenute nella nostra mozione e le danno maggiore forza.
1) CONCLUSIONI DEL CONGRESSO DS.
Vince in modo schiacciante (80%) la linea Fassino, D’Alema, Morando. E la sinistra interna viene, purtroppo, dimezzata rispetto al precedente congresso. Fassino nelle conclusioni riabilita B. Craxi, il politico che negli anni 80 in Italia si è più di tutti battuto contro i lavoratori (abolizione della scala mobile), il movimento pacifista (installazione dei missili a Comiso) e contro i comunisti.
Lo stesso Fassino, nel salotto di B. Vespa, ha spiegato – a proposito di pace e guerra – che non solo l’intervento in Kosovo è stato giusto, ma che se si ripresentasse una situazione analoga, il governo di centrosinistra interverrebbe militarmente. Non solo: su queste scelte saranno graditi i voti del Polo.
Come vedete, la nostra richiesta di un programma chiaro a partire dal tema della pace e della guerra non nasce dalla volontà di mettere un paletto (come ci stanno dicendo scioccamente i compagni della 1^ mozione), ma dal fatto che, come queste dichiarazioni dimostrano, la linea del centrosinistra sulla politica estera non è affatto cambiata rispetto agli anni 90 e noi non possiamo entrare in un governo senza precise garanzie su un tema così cruciale.
2) RADICALI.
La vicenda dei Radicali è semplicemente scandalosa. Da un lato va sottolineato il mercimonio di un partito che sta trattando con i due schieramenti sulla base di chi gli darà maggiore spazio, e già questo sarebbe sufficiente per prenderne le distanze. Ma la cosa più sconcertante è che sia stata Rifondazione Comunista (attraverso il suo segretario) il partito che più ha insistito perché la GAD accogliesse i Radicali. Non devo ricordare a voi che da almeno 15 anni il partito di Pannella è quanto di più antitetico ci sia ad una forza comunista: sono liberisti, guerrafondai, iper-maggioritari e anticomunisti. Hanno fatto un referendum per abrogare l’art. 18, noi per estenderlo! Come possiamo conciliare cose così diverse?
3) ELEZIONI IN IRAQ.
Anche sulle elezioni in Iraq, Rifondazione si è associata alla vulgata propagandistica americana.
Sono passati 10 giorni dalle elezioni, non si conoscono i risultati, si parla di centinaia di urne manomesse, nessuno saprà mai quanti realmente vi hanno partecipato; elezioni fatte in una situazione di guerra e di occupazione militare senza osservatori internazionali.
Noi però abbiamo già detto, accontentandoci dell’informazione embedded, che si è trattato di una grande prova di democrazia, dimenticando che tale scadenza è stata disertata, oltre che dalla popolazione sunnita, dalle forze della Resistenza irachena e da altre numerose componenti politiche e religiose, essendo da loro ritenuta una truffa e un imbroglio.
Questi e altri argomenti possono essere utilizzati nella presentazione della nostra mozione e nelle repliche, per attualizzare e dare maggiore forza alle nostre argomentazioni.
Ma, dicevo all’inizio, diamo quindi una valutazione fortemente positiva di questo risultato anche perché l’abbiamo ottenuto in una situazione difficile: presentare una mozione alternativa è cosa completamente diversa dalla presentazione di alcuni emendamenti, come avvenne nel congresso precedente. Nonostante ciò, abbiamo raccolto tutti i consensi che avevamo conseguito con gli emendamenti e li abbiamo estesi.
Nel corso dei congressi, è capitato spesso di trovarci di fronte compagni che, anziché illustrare la mozione, hanno usato argomentazioni del tipo: “Se la mozione 1 perde, Bertinotti non sarà più il segretario”.
Stiamo facendo un congresso in cui assistiamo (come ha denunciato Crippa che per tanti anni è stato responsabile organizzazione) a fatti mai accaduti nella storia di Rifondazione Comunista: a partire dall’incremento abnorme delle tessere avvenuto in alcune federazioni nei 10 giorni precedenti la chiusura del tesseramento. Non a caso proprio in queste realtà si svolgono congressi in cui 10-12 compagni assistono al dibattito e poi arrivano a votare in 200.
La partecipazione al voto è passata dal 34% dello scorso congresso al 53% di quello attuale! Qualcuno potrebbe dire: positivo, vi è un allargamento della partecipazione e della democrazia. Tutti sanno che non è così, purtroppo! La realtà è che al congresso precedente votarono 29.000 compagni che coincidevano con quelli che erano presenti ai congressi; in questo congresso voteranno oltre 50.000 compagni di cui solo poco più della metà ha partecipato ai congressi!
Nonostante tutto ciò, la nostra mozione riesce ad ottenere questo importante risultato politico e numerico, estendendo la nostra presenza in tutte le federazioni d’Italia.
Ciò è stato possibile grazie all’impegno veramente straordinario ed entusiasmante di centinaia e centinaia di compagni e compagne, dal Nord al Sud, dal piccolo paese alla grande città, a cui chiedo un altro sforzo per questi ultimi congressi e che voglio ringraziare di cuore.