Eni, Enel e Unicredito macinano utili

Un capitalismo, quello italiano, abbastanza ingessato: è quanto emerge dall’indagine annuale di Mediobanca sulle «Principali società italiane» giunto alla quarantesima edizione. Una analisi meticolosa condotta nei bilanci di 930 gruppi e 2.668 imprese che rappresentano il cuore del capitale italiano, anche se per molte società il cuore, cioè la casa madre, batte all’estero. Le imprese sono divise in base all’attività prevalente e ai vertici tra il 2003 e il 2004 non c’è stato alcun cambiamento. Nel settore industriale (nel quale sono comprese anche le società che oprano nel commerciale e nei servizi) si conferma al prima posto l’Eni; tra le società finanziarie al rpimo posto è l’Enifin; tra le 64 società di leasing primo posto per la Locat; tra le 58 società di factoring e di credito al consumo si conferma la Findomestic; tra le banche il primo posto è ancora per Banca Intesa, mentre tra le imprese di assicurazione sono saldamente in testa alla graduatoria le Assicurazioni Generali. Per quanto riguarda il settore industriale alle spalle dell’Eni si piazzano l’Ifi, l’Enel, Telecom Italia e una new entry al quinto posto: il Gestore della rete di trasmissione nazionale, cioè la società che cura la trasmissione in tutta Italia dell’elettricità. Il gruppo Eni fattura 58,4 miliardi di euro e fa un utile record di 7,2 miliardi; l’Ifi (la Fiat per intenderci) piazzata al secondo posto con oltre 52 miliardi di fatturato (quindi appena 6 miliardi in meno rispetto all’Eni) non può vantare gli stessi risultati visto che i conti registrano un utile di appena 122 milioni, in miglioramento però rispetto al rosso di 130 milioni del 2003. A far felici gli azionisti è, invece, l’Enel (34,3 miliardi di fatturato) che ha scavalcato Telecom al terzo posto della graduatoria: ha chiuso il 2004 con 2,7 miliardi di utili.

Tra i gruppi con migliori risultati economici, spiccano alcune imprese che non figurano ai primissimi posti nella graduatoria per fatturato. Subito dopo l’Enel e Telecom troviamo il gruppo Riva (635 milioni contro i 53 del 2003) Finmeccanica (526 milioni rispetto ai 189 dell’anno prima). Poi Autostrade, Nuovo Pignone e Fininvest. Tra le società controllate i cui bilanci vengono poi consolidati nella capogruppo spicca il risultato della Tim che, nell’ultimo bilancio prima dell’incorporazione in Telecon Italia, ha registrato un utile di 2,35 miliardi. Una cifra che spiega bene perché la Tim è stata incorporata in Telecom.

Fra i settori con risultati più brillanti nel 2004 spiccano quello siderurgico e il metalmeccanico che hanno beneficiato della ottima congiuntura internazionale. La siderurgia, in particolare è andata bene nel 2004 e sta continuando a macinare profitti anche nel 2005 grazie all’export verso le economie emergenti come Cina e India. In termini di fatturato il gruppo Marcegaglia con un aumento del 31% sale dal 40° al 35° posto della classifica. Guadagnano posizioni anche il gruppo Lucchini e le acciaierie Beltrame, ma soprattutto la Riva fire che sale all’ottavo posto della graduatoria grazie a un incremento del 45% del fatturato, grazie in particolare all’aumento dei ricavi nel settore dell’acciaio.

Non tutte le società considerate macinano utili. Anzi. Tra i bilanci più «in rosso», Mediobanca segnala quelli di Fiat Auto con perdite di -1,65 miliardi (1,89 miliardi nel 2003), Alitalia in deficit per 813 milioni, Tiscali con 490 milioni, (ma una perdita che si riduce a 159 milioni a livello consolidato), Syndial (attività diversificate Gruppo Eni) con -397 milioni e Wind con 391 milioni.

L’ufficio studi di Mediobanca seleziona poi un gruppetto di aziende, particolarmente dinamiche con un fatturato compreso tra 50 e 290 milioni di euro, con un tasso di crescita superiore al 20% e incidenza del risultato sul fatturato superiore al 4%. Nel 2004 se ne contavano 18, quasi tutte in Lombardia e nel Nord Est. Si tratta di aziende di nicchia, con produzioni specializzate nel legno, nei gioielli, nelle lavorazioni metallurgiche.

In forte crescita gli utili per del sistema bancario che nel 2004 registra un risultato d’esercizio aggregato di 15,054 miliardi di euro, contro gli 11,1 miliardi del 2003. E’ Unicredito a guidare la classifica dei maggiori utili (2,130 miliardi), seguita da Intesa (1,884), SanPaolo (1,393) e Mediobanca (536 milioni). Per quanto riguarda invece le dimensioni, con il parametro della raccolta da clientela, la classifica rimane immutata: prima Intesa, seguita da Unicredito, SanPaolo Imi, Monte Paschi, Capitalia e Bnl. Nelle retrovie, generale tendenza alla crescita da parte di tutte le banche emanazione di compagnie assicurative. Unipol Banca passa dal 35°al 26° posto, Rasbank dal 42° al 38°, Banca Generali dal 57° al 47°.