Emilia, Rifondazione vuole requisire le case sfitte

Se il popolo dei Bot sta vivendo la stagione del grande dubbio, è certo che saranno tempi duri per i risparmiatori aderenti al trasversalissimo partito del mattone, abituati da tempo immemore a certezze solide, ben sedimentate.
La picconata – forse solo la prima, sperimentale – arriverà in Emilia Romagna, che resta pur sempre il grande laboratorio della sinistra pre e post ulivista.

Il progetto

Rifondazione comunista ha infatti appena stilato un progetto di legge regionale che mira alla «requisizione temporanea delle terze case sfitte»; in burocratese, si tratta di «norme dirette a favorire l’inserimento abitativo stabile dei soggetti socialmente deboli».
Si tratta di un attacco diretto alla proprietà privata, una sorta di una rinascita dell’ esproprio proletario in versione domestica.
Anzi, no: la proprietà resta, ma il padrone è obbligato alla locazione. Insomma, sarà una sorta di sfratto al contrario: mi prendo una casa e decido quando lasciarla.
Leonardo Masella, 53 anni, capogruppo bertinottiano in consiglio regionale e fautore dell’ iniziativa, chiarisce la questione facendo qualche esempio: «Parliamo di sfrattati, di gente senza casa. La requisizione della terza casa, che deve insistere sullo stesso territorio delle altre, deve avvenire solo in situazioni di particolare emergenza sociale».
I tempi
Ricapitolando: «La prima e la seconda casa non si toccano. La terza, che sia sfitta da almeno dodici mesi, viene temporaneamente requisita e data in affitto. L’Azienda casa dell’Emilia Romagna, l’ex Istituto autonomo case popolari, stabilirà il canone che dovrà essere corrisposto alla proprietà. Quando cessa il periodo d’emergenza per l’inquilino, l’immobile viene restituito» .
Masella, ex operaio della Weber, membro della. componente dell’Emesto – quella capeggiata dal reggiano Claudio Grassi – individua nel progetto spaccamattone due finalità: una d’ordine sociale e una di natura economica.
«Da una parte va incontro alle esigenze dei senza tetto, dei tanti che vivono un dramma abitativo; dall’altra cerca di calmierare i prezzi degli affitti, colpendo la speculazione che nelle aree metropolitane è particolarmente avvertita».
Ad individuare i casi d’emergenza provvederanno le amministrazioni locali: «Il progetto di legge è pensato per chi resta fuori dai bandi comunali».
Ma che cosa diranno gli alleati dell’Unione? Il capogruppo del Prc non ha dubbi: «Prodi ci sarà grato. In questo modo si aumenta il consenso sociale e si evita che il malessere si orienti verso la Lega Nord o l’estrema destra. E se gli investitori del mattone non saranno contenti, pazienza. Chi investe nel mattone sta con Silvio Berlusconi. Noi – ricorda Masella stiamo con chi non ha casa, stiamo con la povera gente».