editoriale ernesto su mob scuola_24Ottobre

La mobilitazione contro la riforma Gelmini e il decreto 133 che riguarda tutto il mondo dell’istruzione (dalla scuola primaria all’università) sta esplodendo con grande forza in tutto il Paese e mobilitando milioni di persone. Il governo e le destre hanno fatto di tutto per denigrare le proteste e far passare l’dea che, a mobilitarsi, erano i soliti studenti strumentalizzati dalla sinistra, i soliti scansafatiche insomma. Non ci sono riusciti: le prime mobilitazioni hanno visto come protagonisti proprio i genitori che, dopo il proprio turno di lavoro, hanno occupato le scuole elementari insieme ai propri figli, contro il decreto Gelmini. Poi è arrivato il turno degli istituti superiori e delle facoltà, in lotta contro il decreto 133.

È una protesta che si sta espandendo in tutta Italia e che coinvolge studenti, professori, presidi ed anche qualche rettore. Un protesta che, soprattutto dopo la riuscita della manifestazione dell’11 e lo sciopero generale del 17, comincia a far paura al governo. Tantoppiù in vista del nuovo sciopero del 30. L’opposizione rinasce e, sbaragliando gli schemi fallimentari dell’opposizione a sua maestà voluta del Pd di Veltroni, acquista sempre più consenso, coscienza e radicalità.

Ecco da dove nasce, quindi, l’idea di Berlusconi di spedire la polizia davanti alle Università per impedire qualsiasi forma di lotta. Nasce dalla paura. La paura di perdere consenso e di aprire la strada ad un’opposizione che può intaccare nel profondo il suo consenso, fin qui granitico, nella società. Tagli all’editoria indipendente e dipartito, criminalizzazione del dissenso, progetti di riduzione della libertà di sciopero, uso delle forze dell’ordine per reprimere le proteste popolari (da Chiaiano agli atenei in rivolta) è questa la cifra di una progressiva morsa antidemocratica messa in atto da questo governo.

“Infiltrare le università con agenti provocatori” e poi “reprimere, mandarli tutti all’ospedale”. Questa è la ricetta che Cossiga consiglia oggi a Berlusconi. Lui tutto questo lo ha già sperimentato degli anni ’70. Vi invitiamo a leggere questa sconcertante intervista rilasciata da Francesco Cossiga.

Contro questa grave emergenza democratica studenti, collettivi ed insegnanti si stanno mobilitando. Il movimento nazionale Taglia la Gelmini, nato dalla collaborazione di diverse esperienze territoriali e collettivi, sin da ieri ha istituito uno sportello legale di aiuto ed assistenza a tutti gli studenti. Per maggiori informazioni e notizie sulla protesta, consultate il sito internet www.taglialagelmini.it