È nato il romanzo d’alta moda

Il «sei per tre» è un tipo di cartellone pubblicitario legato nella nostra memoria a due avvenimenti speculari: il fiorire di faccioni del Cavaliere in ogni angolo della penisola durante la primavera elettorale del 2001; e l’abbattimento sistematico dei sei per tre abusivi che invadono Roma, a opera della giunta Veltroni, dal giugno di quello stesso anno. Ora il «sei per tre» s’accampa nella nostra mente con un’altra sfumatura semantica: ecco i primi maxicartelloni che pubblicizzano un romanzo. L’onore se l’aggiudica Questa storia di Alessandro Baricco. Sia chiaro: c’era già capitato di veder finire lì un libro, ma era un titolo di Bruno Vespa e Vespa, si sa, gestisce se stesso come se fosse l’acqua minerale sponsor dei varietà tv domenicali. Troneggia, invade. Insomma, quella di Vespa non è Questa storia. Che è un romanzo con un suo backstage particolare: perché è la «dote» che Baricco, già autore Rizzoli, ha portato entrando come socio alla Fandango quando, a febbraio scorso, il patron Domenico Procacci ha fatto il doppio colpo, cedere il 40% del versante libri a tre scrittori – Baricco appunto, Lucarelli e Nesi – e rubare Rosaria Carpinelli, direttore editoriale, alla casa milanese. In un certo senso quest’uscita ha il brivido dell’esordio: ce la farà il divino Baricco senza le corazzate del secondo gruppo editoriale italiano alle spalle? Ce la farà, ce la farà. Perché, su questo non ci sono dubbi, è un mago della comunicazione. Dunque, studiamo la sua strategia promozionale: cartelloni sei per tre a Torino e a Roma, la prima è la sua città e sede della sua Scuola Holden, la seconda sede di Fandango; mentre a Milano, piazza comunque forte, pubblicità su autobus e metro. Ora, si pensa che un romanzo abbia un’audience potenziale non localizzata, invece qui si vanno a inseguire lettori e lettrici nel quartiere, ovvero si colpisce nel mucchio, sui mezzi pubblici appunto. Cosa diversa, no? dalla pubblicità che ha in mente un target, su quotidiani e settimanali. Baricco, infatti, è autore per le masse. Dopodiché sapiente strategia nell’apparire: una volta sola, ma accipicchia in che modo, tre ore e mezzo di filato, l’altroieri sera, su Radio Tre Suite, in chat con gli ascoltatori. Infine, è il romanzo che si fa strada, e sì che riesce a farsi notare: come avevamo anticipato da Francoforte, Questa storia sta, al libro in quanto oggetto, come Barbie alla sua nascita stette alle bambole tradizionali. Anziché un solo vestito ne ha quattro. Quattro copertine diverse, fra cui scegliere, disegnate da Gianluigi Toccafondo. È nato il romanzo d’alta moda, da sfilata! E ora, sì, oltre ad ammirarlo lo leggeremo.