E’ morto Alvaro Cunhal (traduzione in italiano de

La scomparsa di una grande personalità del movimento comunista internazionale

Il 13 giugno è mancato il compagno Alvaro Cunhal, leader storico dei comunisti portoghesi e tra le figure più rappresentative del movimento comunista e rivoluzionario internazionale ed eroico combattente antifascista.

Il Centro di Cultura e Documentazione Popolare, i “Nuovi partigiani della pace” e la redazione di “Nuove resistenti” si associano al cordoglio dei comunisti di tutto il mondo e intendono ricordare la luminosa esistenza di Alvaro Cunhal, attraverso la traduzione della nota biografica stilata dal Partito Comunista Portoghese, a cui egli ha dedicato l’intera sua vita.

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13 giugno 2005

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La Segreteria del Comitato Centrale del Partito Comunista Portoghese, con profondo dispiacere ed emozione, informa i militanti comunisti, i lavoratori e il popolo portoghese che questa mattina, all’età di 91 anni, è morto Alvaro Cunhal.

La Segreteria del Comitato Centrale del PCP invia alla famiglia le sue sentite condoglianze.

Alvaro Cunhal ha dedicato tutta la sua vita all’ideale e al progetto comunista, alla causa della classe operaia e dei lavoratori, della solidarietà internazionalista, ad un impegno e ad una dedizione senza limiti alla causa dei lavoratori e del popolo portoghese, della sovranità e dell’indipendenza del paese.

Operando con il suo Partito di sempre – il PCP – nel corso di oltre 74 anni di azione rivoluzionaria, ha svolto un ruolo impareggiabile nella storia portoghese del XX Secolo, nella resistenza antifascista, per la libertà e la democrazia, nelle trasformazioni rivoluzionarie di Aprile, e nella loro difesa, per una società libera dallo sfruttamento e dall’oppressione, la società socialista.

Sottoposto a dure prove e sofferenze, a più di 12 anni di prigione, a barbare torture, alle dure condizioni della vita clandestina, ha sempre mostrato le sue qualità eccezionali di militante ed umane.

Nato a Coimbra nel 1913, iniziò la sua attività rivoluzionaria quando era studente alla facoltà di Legge di Lisbona. Partecipò al movimento associativo e fu eletto nel 1934 come rappresentante degli studenti nel Senato Universitario. Fu militante della Federazione della Gioventù Comunista Portoghese (FJCP) e fu eletto nella sua Segreteria Generale nel 1935, anno in cui passò alla clandestinità e partecipò, a Mosca, al IV Congresso dell’Internazionale Giovanile Comunista. Membro del Partito Comunista Portoghese (PCP) dal 1931.

Arrestato nel 1937 e nel 1940 e sottoposto a torture, ritorno immediatamente alla lotta in seguito alla sua liberazione dopo alcuni mesi di prigione.

Partecipò alla riorganizzazione del PCP, nel 1940/41. Trovandosi di nuovo in clandestinità, divenne membro della Segreteria dal 1942 al 1949.

Venne arrestato nuovamente in quell’anno. Nel Tribunale fascista pronunciò una severa accusa della dittatura fascista e difese la politica del Partito. Condannato, dovette passare 11 anni consecutivi nelle galere fasciste, quasi 8 anni in completo isolamento. Il 3 gennaio 1960 evase dalla prigione-fortezza di Peniche insieme ad un gruppo di eminenti militanti comunisti. Nuovamente richiamato alla Segreteria Generale del Comitato Centrale, fu eletto Segretario Generale del PCP, nel 1961.

Da quel momento, partecipò a numerosi congressi e incontri con partiti comunisti ed altre forze rivoluzionarie e a conferenze internazionali.

Dopo il rovesciamento della dittatura fascista il 25 Aprile 1974, fu Ministro senza Portafoglio dei 1°, 2°, 3° e 4° governo provvisori ed eletto deputato all’Assemblea Costituente nel 1975 e all’Assemblea della Repubblica nel 1976, 1979, 1980, 1983, 1985, 1987. E’ stato membro del Consiglio di Stato.

Osservando le decisioni del XIV Congresso del PCP (nel 1992) relative al rinnovamento e alla nuova struttura di direzione, cessò di svolgere il ruolo di Segretario Generale del PCP e venne eletto dal Comitato Centrale Presidente del Consiglio Nazionale del Partito.

Nel dicembre del 1996 (al XV Congresso del PCP), dopo l’estinzione del Consiglio Nazionale del PCP e dell’incarico di Presidente, fu rieletto membro del Comitato Centrale, anche nei successivi congressi, rispettivamente nel 2000 e nel 2004.

Ha dato alle stampe innumerevoli pubblicazioni, in campo politico e ideologico, in quello letterario, con lo pseudonimo di “Manuel Tiago”, e si distinto anche nelle arti figurative.

Alvaro Cunhal è morto, i lavoratori e il popolo portoghese perdono uno dei loro combattenti più conseguenti e pieni di abnegazione, ma il suo esempio di convinzione e combattività costituiscono un appello al raddoppiato intervento dei comunisti e di tutti coloro che si pongono come obiettivo la trasformazione progressista della società.

Il miglior omaggio che possiamo offrire ad Alvaro Cunhal è quello di proseguire la lotta che ha condotto fino agli ultimi giorni della sua vita, sempre con la fiducia nel futuro, per gli interessi e i diritti dei lavoratori, per una società di libertà e democrazia, per il bene del nostro popolo e della nostra patria, per il suo partito quale partito della classe operaia, dei lavoratori, di tutti gli sfruttati e gli oppressi, per una società socialista.

(traduzione di Mauro Gemma)