E Marx seduce ancora i tedeschi: «Giusta la critica del capitalismo»

Secondo un sondaggio è al terzo posto tra i grandi della Germania

COLONIA – Subito dopo Konrad Adenauer e Martin Lutero, i tedeschi mettono Karl Marx al terzo posto fra i grandi della loro storia.
Verrebbe di chiedere: e Goethe? E Kant? E Beethoven? Tant’è. Il sondaggio della Zdf non lascia dubbi. Tanto più se un’altra campionatura, questa di Der Spiegel, rivela che la critica al capitalismo del filosofo di Treviri «ha ancora oggi un senso» per oltre il 50% dei suoi connazionali dell’Ovest, cioè quelli che non hanno conosciuto il comunismo. E ancora più numerosi, il 56%, sono i tedeschi occidentali che considerano il comunismo «una buona idea; fin qui realizzata male».
TI fantasma è di nuovo in giro. Nella Germania in piena febbre elettorale, dove la vera, devastante novità è un partito dell’ultrasinistra che raccoglie gli orfani della dittatura comunista e i delusi della socialdemocrazia, Karl Marx sembra festeggiare l’ennesima resurrezione. Di fronte ai 5 milioni di disoccupati e ai continui allarmi sulla decadenza economica tedesca; il suo vocabolario torna attuale nel dibattito politico e in quello economico. Mentre i processi di globalizzazione rimandano alle sue analisi sui destini del capitalismo, tornando ad affascinare.
«Marx appartiene al capitalismo come le sue crisi», scrive Der Spiegel, che al cosiddetto revival mandano dedica la copertina del suo ultimo numero. Il settimanale di Amburgo ricorda che, nella primavera scorsa, perfino il presidente della Spd, Franz Miintefering, si lanciò in una veemente filippica contro «i capitalisti cavallette», gli investitori esteri che arrivano, sbranano le imprese tedesche, per poi volare via in cerca di nuove prede. Anche se parlava a Treviri, in occasione della riapertura della casa natale di Marx, Miintefering non intendeva certo cancellare Bad Godesberg, il celebre congresso che segnò l’addio definitivo al marxismo della socialdemocrazia tedesca. Ma è indicativo che il suo discorso sia stato salutato da grandi applausi, non solo a sinistra: tre quarti dei tedeschi si dissero d’accordo.
«L’ironia della Storia – dice il filosofo marxista Oskar Negt, 71 anni, docente emerito dell’Università di Hannover – è che per la prima volta il capitale funziona esattamente come Marx l’aveva descritto nel Capitale. Per questo, soprattutto fra i giovani, c’è chi si interessa al suo pensiero».
«Ha visto cose che gli altri economisti non hanno visto, ma gran parte delle sue teorie e previsioni si sono rivelate fallaci, da quella dei prezzi alla caduta tendenziale del saggio di profitto, dall’impoverimento della classe operaia al crollo del capitalismo.., ribatte Joachim Starbatty, professore di economia a Tubinga. Seguendo Marx, spiega Starbatty, si finisce dritto nell’economia centralizzata della Ddr, cioèun disastro: «La proprietà collettiva e il piano sono idee sue».
Cosa può suggerire veramente Marx, oggi, ai critici del capitalismo? Perfino Martin Schmalzbauer, leader di Attac a Berlino e animatore di seminari sul marxismo alla Freie Universitat, si mostra prudente: «La gente che dubita della logica e dell’umanità del capitalismo cerca in Marx risposte e alternative… Ma ammette che la sola, vera risposta utilizzabile è il suo metodo della «critica radicale».