E Chavez va da Moratti “Basta petrolio agli yankee”

La serata finisce tra gli applausi, gli striscioni che lo acclamano «nuovo Che Guevara», i cori di Bandiera rossa. Dal terrazzino della Camera del lavoro dove i partigiani milanesi annunciarono la liberazione dal nazifascismo, Hugo Chavez – con a fianco Dario Fo – cita Gramsci, Gesù Cristo, Simon Bolivar e Giuseppe Garibaldi, «l´anima degli italiani», invitato lì dai sindacati e galvanizzato dalla presenza di centinaia di giovani, in maggioranza dei centri sociali.
Il presidente venezuelano ieri ha macinato un calendario fittissimo: è intervenuto di mattina al vertice Fao di Roma, quindi è volato a Milano dove ha presenziato al Meazza, dando il calcio d´avvio, a una partita amichevole tra l´Inter e la sua nazionale. Di seguito ha partecipato a un convegno sull´America latina, per poi incontrare alla Camera di commercio Silvio Berlusconi, finendo la serata alla Camera del lavoro. Infaticabile, sempre lanciando avvertimenti di fuoco contro gli Usa e l´«imperialismo yanke».
A Berlusconi, Chavez ha tentato di stringere la mano sinistra: «La izquierda es mejor». Ma il Cavaliere non ha ceduto. O la destra o niente. La presenza degli amministratori delegati di Enel ed Eni,Paolo Scaroni e Fulvio Conti, testimonia l´interesse «politico-petrolifero» del vertice. Alla mattina alla Fao, a Roma, Chavez ha detto: «I giovani guideranno la rivoluzione morale per un nuovo socialismo del XXI secolo. Il mondo è sotto l´egida del colonialismo globale e l´unica cosa che cresce è la fame e la povertà. L´impero nordamericano è la vera minaccia per il pianeta». Alle tre del pomeriggio, cravatta rossa a puntini bianchi e in forma smagliante, Chavez arriva allo stadio Meazza dove il presidente Moratti (declassato a «dottor Moratti» per ragioni protocollari) gli ha regalato la vittoria per uno a zero dei suoi vinotintos, presente Adriano, felicemente rientrato dal Brasile. Un immigrati venezuelano ha cantato alla chitarra una canzone contro la politica corrotta del vecchio regime, tra lo sventolio delle bandierine.
Attorniato dalle guardie del corpo armate di scudi anti-cecchino, Chavez si è poi precipitato a palazzo Mezzanotte, piazza Affari, sede della Borsa, per intervenire a un Convegno sull´America Latina. Attacchi agli Usa e appelli antimperialisti in nome della fratellanza latino-americana. La platea non era certo rivoluzionaria, ma la trascinante retorica del presidente ha scatenato applausi a scena aperta. Addirittura 50 secondi – con molti in piedi a batter la mani – quando Chavez ha tuonato: «Gli Usa vogliono il nostro petrolio e noi non vogliamo più regalarglielo come è accaduto per un secolo. Vogliamo usarlo per il popolo, dividerlo con l´Europa e con l´Asia: stiamo vendendo petrolio alla Cina, abbiamo aperto conversazioni con l´India». Il petrolio, appunto. Massimo Moratti ha negato qualsiasi collegamento tra Chavez e l´azienda di famiglia, spiegando così l´incontro del Meazza: «comune sensibilità verso i temi sociali».