Dove va il partito dei democratici di sinistra?

Dove va il partito dei democratici di sinistra?
Dalla chiusura del congresso del più grande partito della sinistra italiana ci si sarebbe aspettati una discussione, anche animata, un confronto serrato per l’individuazione di un programma realmente alternativo alla compagine del centro destra. Al contrario la sensazione che ci lascia l’assemblea dei democratici di sinistra è quella di un “congresso-non-congresso”, tanta confusione, richiesta di Wellfare insieme all’elogio della libertà di mercato, molta ambiguità e poca chiarezza, o per meglio dire, malauguratamente sono stati indicati in modo esplicito i nuovi punti di riferimento del liberal-pensiero dei D.S. Il “riformismo fassiniano in cerca di identità” assegna a Kennedy, Gandhi e Turati insieme a Saragat, proprio quel Saragat che nel dopoguerra era al soldo degli Stati uniti contro il partito comunista, e a Craxi il ruolo di padri putativi. La convention dello scorso fine settimana chiude la parabola P.D.S-D.S. in un’opzione socialdemocratica in salsa craxiana. Anche in questo congresso, quindi, il tema dell’identità sembra rappresentare il vero “bandolo della matassa”. Il binomio Fassino-D’Alema riesce ad imporre la terza via di Blair alla sinistra D.S. che si scioglie come neve al sole; prova ne sia l’ordine conclusivo presentato in comune che tralascia il ritiro delle truppe dall’Iraq e chiede al governo di fare di tutto per liberare la giornalista Giuliana Sgrena, (sembra di essere tornati alla triste logica dell’unità nazionale!). La scelta per il modello blairiano appare negare lo spostamento a sinistra dei D.S.: che fare? La sconfitta del governo di centro destra è ancora la priorità di tutte le forze di sinistra, ma l’unità del centro sinistra con Rifondazione deve essere costruita su basi solide perché ci sia una reale alternativa al berlusconismo. Ciò significa lavorare tra la gente, costruire mobilitazioni, chiarire e definire insieme gli obiettivi programmatici evitando, ciò che purtroppo nella realtà sta avvenendo, operazioni politicistiche che coinvolgono solo i gruppi dirigenti dei partiti. In poche parole: prima i programmi, poi gli schieramenti.