Dopo un anno ancora niente….

Un anno dopo la sentenza della Corte di Appello di Atlanta che ha
annullato il processo e le condanne inflitte ai Cinque antiterroristi
cubani, il governo degli Stati Uniti continua il loro sequestro
illegittimo.

Il 9 agosto del 2005 i magistrati dell’11 Circuito sentenziarono
unanimemente, in relazione al caso di Antonio Guerrero, Fernando
González, Gerardo Hernández, Ramón Labañino e René González, dopo
un’analisi di tutti gli argomenti esposti, di annullare le condanne
degli accusati, come si legge nelle loro conclusioni che, raccolte in
una sentenza di 93 pagine, sono considerate nei centri di studi
superiori nordamericani un importante materiale di studio.

Quella doveva essere la fine di un discutibile processo nel quale si
pretese di provare senza evidenze che i Cinque cubani erano colpevoli
di spionaggio e – nel caso di uno di loro, Gerardo Hernández- di
assassinio premeditato.

La sentenza della Corte di Atlanta, emessa nell’appello contro le
ingiuste condanne inflitte a coloro che operavano per riunire
informazioni sui piani terroristici dei gruppi anticubani residenti a
Miami, si basa in fatti di estrema importanza giuridica.

Durante il processo ai Cinque, come sono conosciuti
internazionalmente, che si e svolto a Miami sono stati calpestati
tutti i loro diritti e lo stesso processo si è svolto in un ambiente
fortemente ostile a Cuba e agli accusati.

Inoltre, la giuria era stata selezionata tra una comunità dove
pullulano gruppi di estremisti anticubani, alcuni dei cui membri, ben
noti, si addestrano in poligoni militari per essere pronti
nell’effettuare eventuali aggressioni contro l’Isola.

Il documento dei giudici menziona questi ultimi figuri come i
responsabili di molteplici azioni di terrorismo contro Cuba: tra loro
Luis Posadas Carriles, con una lunga storia di azioni violente contro
Cuba ed enumera anche i numerosi sequestri di armi che sono stati
effettuati, armi in possesso di questi pericolosi individui, che hanno
un solo obiettivo, attaccare l’Isola.

La sentenza della Corte di Atlanta fa riferimento alle affermazioni,
le insinuazioni e i suggerimenti poco appropriati del Pubblico
Ministero durante le sessioni del processo, con l’obiettivo di
esacerbare i pregiudizi e istigare la giuria.

L’obbligo del Pubblico Ministero include il dovere d’astenersi dall’
utilizzo di metodi impropri, calcolati permettere una sentenza di
condanna scorretta, afferma il documento. Questi solidi argomenti sono
serviti da base per l’annullamento del giudizio, in una sentenza
pubblica emessa dopo sette anni di la detenzione illegittima degli
accusati.

L’arbitrario processo fatto ai Cinque è stso fortemente criticato
anche da parte di organizzazioni internazionali come il Gruppo di
Lavoro sulle Detenzioni Arbitrarie della Commissione dei diritti umani
dell’ONU.

Questo organo ha dichiarato illegali ed arbitrarie le detenzioni e i
lunghi periodi di isolamento al quale sono stati sottoposti
sottomessi questi 5 giovani e il successivo processo di Miami.

A un anno dalla sentenza d’appello il governo degli Stati Uniti
continua a non prestare attenzione nè a questa decisone, nè all’invito
della ONU e tanto meno alla richiesta di decine di migliaia di persone
che chiedono giustizia in tutto il mondo e sono impegnate nella vera
lotta contro il terrorismo.