Dopo il lungo inverno

Ad un anno dalla separazione con lo storico cantante Cisco Bellotti, i Modena City Ramblers tornano con un nuovo lavoro e due cantanti che già facevano parte della grande famiglia: Davide “Dudu” Morandi e Elisabetta “Betty” Vezzani.
L’album, prodotto da Peter Walsh (Simple Minds, Pulp, Peter Gabriel) è stato realizzato con la collaborazione di grandi artisti, come Terry Woods, pioniere del folk irlandese, e la band macedone Original Kocani Orchestra.
Le diciannove tracce del disco comprendono tre piccole perle di saggezza, la prima prologo, la decima intermezzo e l’ultima epilogo, che sono piccole poesie musicate da Terry Woods (membro dei Pogges) che con cittern e banjo evidenzia le sensazioni spolverate dalle parole.
Le sedici canzoni restanti rispecchiano lo stile dei MCR carico di folk e ideali, ma con all’interno molte contaminazioni di ritmiche africane, latine, mediorientali e balcaniche, con piccoli accenni di country-folk americano. Spiccano come sempre i temi politici e sociali sempre cari alla grande famiglia, dalla lotta resistenziale in mia dolce rivoluzionaria, all’orrore della guerra in le strade Crawford e stranger in Birkenau passando per temi d’attualità in mala sirena e in quel giorno a primavera (il titolo è già una garanzia) senza farsi mancare un filo poetico in i prati di Bismantova.
Dopo Il Lungo Inverno è un album completo, ricco di significati e molto ben costruito, in cui i Modena City Ramblers continuano ad esprimersi senza tradire mai il proprio genere e i propri ideali cari anche all’affezionatissimo pubblico che li segue, il quale non potrà fare a meno di notare il cambiamento, di atmosfere e di suggestioni, presenti nelle canzoni di questo album: la band, in questi quasi quindici anni di attività, è maturata. Ed è proprio questa maturità ciò che gli ha permesso di realizzare un disco molto interessante, contro coloro che vedevano la separazione di “Cisco“come l’inizio della fine della folk band italiana più amata dai giovani e non solo.