Don Gallo, tutta da decidere la candidatura disobbediente

Primarie: I Disobbedienti propongono il prete no global di Genova quale prestanome di un “senza volto” in rappresentanza di tutti i senza diritti

«Si è pensato ad un candidato “senza volto”, magari con un passamontagna arcobaleno sulla testa, che rappresenti tutti i senza documenti, i senza casa, i senza lavoro, i senza speranza».
E’ lo stesso don Gallo che spiega l’ipotesi di una sua eventuale candidatura alle primarie del centrosinistra. Il prete no-global di Genova a capo della Comunità di San Benedetto al Porto, quasi ottantenne, non esclude che possa giocarsi il suo nome per una candidatura “disobbediente” alle primarie che potrebbe avvalersi di una figura in carne ossa, una sorta di “testimonial” che ricorda, neanche tanto da lontano, il subcomandate Marcos, icona cara ai no global: volto coperto da un passamontagna coi colori dell’arcobaleno, simbolo di pace e del no alla guerra.

«In un dibattito in Campania – spiega don Gallo – si è parlato di come rilanciare il movimento. Utilizzando ad esempio le primarie per portare alla luce le istanze che non hanno voce. Ho trovato bellissima l’idea dell’uomo senza volto che rappresentasse i senza casa, i senza diritti e tutti i senza a seguire. Non c’è nessuna velleità – aggiunge don Gallo – questi giovani vogliono partecipare con un pacchetto di programmi. I partiti – sottolinea – devono rispondere a queste richieste». E poi sulla decisione a candidarsi prosegue: «Mi chiedo in coscienza come faccio a dire di no a questi giovani». Ed ancora. «Non ho mai nascosto la mia difesa per il segno della pace già dai tempi del G8 quando con Franca Rame facemmo un dibattito allo stadio Carlini. Questi giovani sono consapevoli di “disturbare” – commenta il prete no-global – ma li ho trovati più tranquilli, più maturi. Poi il messaggio ognuno lo recepisce come vuole. Mi piacerebbe che nasca una dialettica proprio con Rifondazione».

«Non si è ancora deciso nulla – spiega meglio Luca Casarini dei Disobbedienti – ma si è pensato ad una candidatura di un senza volto che è il volto di tutti. Le primarie – aggiunge – sono fatte di personalizzazioni: Tizio contro Caio… Il nostro – dice il leader dei Disobbedienti – potrebbe essere un modo per portare avanti quelle che sono le nostre lotte: l’amnistia per i reati sociali, la chiusura dei centri di permanenza temporanei. Secondo noi – aggiunge Casarini – le primarie sono una farsa sul piano del metodo, sono una spartizione di equilibri. Non ci si può candidare e poi scrivere i programmi. Candidarsi per noi – continua – significherebbe utilizzare il teatrino delle primarie. Nessuno di noi pensa di fare il presidente del Consiglio, ma è una provocazione per rompere la cappa, per opporsi al ruolo che ci è stato assegnato, quello di stare buoni e zitti, una scossa elettrica».

La candidatura per ora non è decisa. «Se ne discuterà al Global Beach» spiega Casarini. «Abbiamo occupato – precisa – una spiaggia sul lido di Venezia che era della Polizia ed è ora abbandonata. Dal 27 agosto ci riuniremo coi movimenti: ci vedremo con quelli di Roma, Milano, Napoli, dell’Emilia e del Nord Est per decidere cosa fare. Potremmo anche decidere di presentare una legge di iniziativa popolare sull’amnistia per reati sociali».

Già a Padova ai primi di luglio si era discusso su come rilanciare il movimento e a Mercogliano (Avellino) negli incontri di Porto Allegro era uscita poi l’idea dell’uomo senza volto uscita ora alla ribalta. Anche se è tutto da valutare non c’è dubbio che la scossa è arrivata. Per don Vitaliano «non è una candidatura pensata in alternativa, ma un modo per entrare coi nostri programmi nelle primarie». La pensa così anche Vittorio Agnoletto, eurodeputato del Prc.

«La candidatura non è in contraddizione a Bertinotti ma, anzi, è complementare alla sua proposta». «E’ un fatto importante – commenta ancora Agnoletto – e testimonia della volontà di tutta l’area che fa riferimento ai Disobbedienti di sentirsi, attraverso quest’operazione, parte di tutta l’opposizione verso la destra. Condivido – aggiunge ancora l’eurodeputato – il no alla guerra e il ritiro delle truppe come condizione non negoziabile per il centrosinistra e la necessità di un’amnistia per i reati sociali». In proposito Agnoletto ricorda che in Italia sono circa sei mila i processi aperti proprio per questi reati.

Più candidati, più democrazia. Questo l’atteggiamento con il quale anche Rifondazione accoglie l’ipotesi di candidatura di don Gallo.

«È bene che chi vuole portare contenuti alternativi si candidi perché le primarie rappresentano un momento di democrazia importante» commenta Giovanni Russo Spena. «Ben venga quindi anche la candidatura di don Gallo, di cui peraltro sono grande amico» prosegue il deputato del Prc. «Resta il fatto però – precisa – che la candidatura di Bertinotti è già rappresentativa dei movimenti».

Più critica la lettura che ne dà Patrizia Sentinelli della segreteria del Prc con l’incarico ai rapporti coi movimenti. «Se ci dovesse essere, naturalmente, ci confronteremo – dice Sentinelli – per ora sembra solo una cosa fatta apposta per creare tensione preventiva». Intervengono sulla questione anche i rappresentanti delle componenti del Prc Claudio Grassi (Ernesto) e Marco Ferrando. Entrambi partono da un giudizio sulla valenza delle primarie.

«Premesso – spiega Grassi – che sulle primarie in quanto tali la nostra opinione non è positiva perché comportano un’eccessiva personalizzazione, mentre sarebbe più utile parlare di programmi, noi sosteniamo il candidato di Rifondazione che è Bertinotti. Rifondazione – aggiunge poi Grassi- ha investito molto sui movimenti e Bertinotti rappresenta già queste realtà». «Giudico in modo negativo – dice invece Ferrando – una eventuale discesa in campo dei movimenti nel sistema delle primarie perché significa essere d’accordo ad un eventuale Governo con Prodi e Rutelli supportato dai poteri forti e dai salotti buoni». E la questione apre un dibattito anche on line. Sul sito indymedia si commenta l’ipotesi. E c’è chi, a questo punto, propone provocatoriamente sul web una candidatura anche di Nanni Moretti.