Domande sulla globalizzazione

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È vero che la globalizzazione ha portato benessere e che mai l’umanità è stata così ricca e prospera?

È una tesi sostenuta da molti. Dal partito radicale, per esempio, e anche da pezzi della sinistra moderata. Recentemente l’ha proposta con molta foga il nuovo giornale “il Riformista”. La globalizzazione in realtà ha portato benessere solo in Occidente. E non in tutto l’Occidente, solo nelle sue zone ricche. Per il resto, negli ultimi vent’anni – cioè nella fase “turbo” della globalizzazione guidata dagli Stati Uniti – la povertà e la fame sono aumentate. Basta citare qualche riga di un bel libro, uscito circa un anno fa, e scritto non da un pericoloso Black block ma da Ugo Intini, leader riformista e socialdemocratico, anticomunista storico, ex braccio destro di Craxi. “Il divario tra possibilità e realtà, tra opportunità e privazione è il più grande che mai si sia manifestato nella storia dell’umanità. La povertà non è affatto scomparsa. La metà dell’umanità vive con meno di due dollari al giorno. Un quinto dell’umanità vive con un dollaro al giorno. 840 milioni di persone sono malnutrite, 160 milioni di bambini soffrono la fame e 250 milioni di bambini (quattro volto più che negli anni ’80) lavorano. Ogni anno 5 milioni di persone muoiono di dissenteria provocata dalla mancanza di acqua potabile. La diseguaglianza individuale (tra gli individui) e quella collettiva (tra i popoli) aumenta a dismisura. Quasi tutti i paesi (tranne Italia e Germania) hanno visto aumentare l’ineguaglianza dei salari negli anni ’80 specie i paesi anglosassoni. La distanza tra le nazioni più ricche e quelle più povere del mondo, che nel 1820 era di 3 a 1, oggi è di quasi 80 a 1”.
Questo aumento degli squilibri, denunciato da Intini, ha portato ad un aumento notevolissimo del numero delle persone che vivono sotto la soglia di povertà, e anche ad un aumento (denunciato dalla Fao) del numero di persone che soffrono la fame.

È vero che in Asia la fame e diminuita?

Sì è vero. È l’unico continente dove sono diminuite la fame e la povertà. In tutti gli altri continenti (compresa l’America del nord) sono aumentate robustamente. In Asia la fame è diminuita grazie a due colossi come la Cina e l’India, che da soli hanno quasi due miliardi di abitanti e quindi influenzano in modo determinante qualsiasi statistica. La Cina e l’India hanno partecipato alla globalizzazione in modo molto autonomo dagli americani e dalle multinazionali. E oggi raccolgono i risultati. La Cina ha avuto anche il vantaggio, se così possiamo dire – nella lotta alla fame – di avere un governo comunista e autoritario che ha potuto regolare in modo molto forte la distribuzione della ricchezza.
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