Documento del Foreign Office inchioda Blair: sapeva dei voli Cia

Tony Blair è nei guai sulla questione dei «voli della tortura» effettuati dalla Cia. Un documento segreto rivela che un mese fa vi era stata una deliberata mano-
vra architettata dal Foreign Office per depistare l’attenzione dell’opinione pubblica dal fatto che Downing Street fosse a conoscenza della loro esistenza. «Si raccomanda di evitare di rispondere nei dettagli (a interpellanze parlamentari) riguardanti i “voli della tortura”», suggerisce il documento- «meglio spostare il dibattito e orientare la gente su quanto ha detto Condoleezza Rice». Il documento precisa: «Non possiamo dire che non abbiamo ricevuto richieste del genere (da parte degli americani) sull’uso del territorio del Regno Unito. Le indagini effettuate fino a questo momento indicano che ci sono stati altri casi (a parte i due documentati)».
Secondo il settimanale New Statesman che ieri ha pubblicato in esclusiva il documento segreto «la verità è che il governo di Tony Blair sta tentando di insabbiare la questione, sia nei riguardi di quanto sa che di quanto non sa o che non vuole sapere, perché una cosa è certa: si tratta di un’operazione illegale». Il documento conferma anche che Downing Street sapeva dell’esistenza di centri segreti per gli interrogatori di prigionieri.
Il documento, datato 7 dicembre 2005, è stilato dal Foreign Office per consigliare a Blair sul come rispondere ad interpellanze parlamentari sui voli della tortura, l’operazione montata dalla Cia per trasferire invidui sospettati di terrorismo verso paesi che sono noti per l’uso di maltrattamenti o tortura di prigionieri sottoposti a interrogatorio. Blair sapeva che sarebbe stato interpellato dopo le rivelazioni sui media su circa 400 voli della Cia transitati attraverso diciotto aeroporti del Regno Unito.
Dopo aver citato i casi di due richieste di «supporto logistico» per tali voli ricevute dagli americani dal 1998 – una accolta, l’altra respinta – il Foreign Office informò Blair che esistevano «altri casi», pur insistendo che «non siamo a conoscenza che il territorio del Regno Unito venga usato a questo scopo». Quando il leader liberaldemocratico fece la domanda sui voli, Blair tagliò corto: «Non so di che cosa lei stia parlando. Gli americani è da molti anni che usano questo sistema», e aderendo al consiglio del Foreign Office di evitare di entrare in dettagli ribadì le assicurazioni che aveva dato negli stessi giorni il segretario di Stato americano Condoleezza Rice sulla necessità di attenersi ai regolamenti internazionali contro la tortura.
Incoraggiati dai titoli sui giornali che accusano il governo di un cover-up, ieri sia i conservatori che i libdem hanno chiesto chiarimenti. William Hague, portavoce degli Esteri per i tory, ha detto: «Vogliamo sapere se il governo è completamente certo che il Regno Unito non è stato usato per il trasferimento di prigionieri che poi sono stati sottoposti a tortura». I libdem hanno denunciato «inconsistenze molto gravi» su quanto ha detto Blair ed hanno chiesto l’apertura di un’inchiesta, oltre a quella già in corso, sostenuta dall’organizzazione dei diritti umani Liberty.