Dichiarazione del SG del CC del KKE, Al. Papariga, relativa ai risultati delle elezioni di novembre

da Partito Comunista di Grecia – http://inter.kke.gr/News/2010news/2010-11-9-ekloges
Traduzione dall’inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

“E’ noto a tutti che liste presentate su tutto il territorio nazionale con lo stesso nome nelle regioni e nei comuni dal KKE con gli altri militanti che si sono schierati insieme nelle lotte hanno ottenuto una crescita significativa ovunque. E’ corretto quando i commentatori dicono che il KKE è l’unica forza politica che ha avuto un aumento significativo nelle elezioni a livello locale e regionale. Voi sapete che fin dall’inizio abbiamo investito la nostra battaglia per le elezioni locali di un carattere politico.

Abbiamo fatto appello al popolo di votare contro PASOK e ND [rispettivamente Partito socialdemocratico e Partito conservatore che si sono avvicendati al governo, ndt] in quanto responsabili delle barbariche misure adottate e quelle ancora da venire nel corso degli ultimi 20 anni, tra cui includiamo indubbiamente il ‘memorandum’. Abbiamo chiamato il popolo a raccolta, alla lotta e al contrattacco per fronteggiare i problemi urgenti ma anche per creare i presupposti di un più generale rovesciamento di queste politiche, per un cambiamento radicale nei rapporti di forze a livello politico. Abbiamo sentito quello che il Primo ministro ha appena detto e siamo del parere che egli non sia capace né disposto a comprendere il significato dell’esito elettorale. A nostro giudizio il voto ha chiaramente espresso una condanna delle politiche del PASOK e non ha rafforzato ND, dimostrando come la sua lotta contro il memorandum sia falsa e artefatta.

Ringraziamo tutti coloro, uomini e donne, che per la prima o la seconda volta hanno votato per le liste sostenute dal KKE. Siamo dell’opinione che il loro contribuito sia stato decisivo per formulare il positivo messaggio politico che promana da questa battaglia politica. Siamo ben consapevoli che questo non è sufficiente per sentirsi vendicati e soddisfatti. Occorre ancora lottare contro le nostre debolezze per adempiere al compito più importante: contribuire all’unità popolare, alla mobilitazione del popolo e organizzarne la lotta quotidiana per evitare il peggio e per creare le precondizioni perché questo risultato elettorale liberi il dinamismo popolare, così che il nostro paese possa conoscere giorni migliori. Ci rivolgiamo a chi si è astenuto, con l’intenzione di condannare le politiche di ND e di PASOK, e li esortiamo a ripensarci: avete l’opportunità di esprimere la condanna in modo attivo e positivo all’interno del movimento e alle urne in ogni futura tornata elettore e al ballottaggio. Ci appelliamo a coloro che hanno votato per altre liste, credendo così di protestare contro il governo. Chiediamo loro di riflettervi seriamente e riteniamo che a breve termine si vedrà come questo voto non sia una soluzione. Oggi siamo in grado di parlare delle possibilità e delle opportunità di unire e dinamizzare il popolo ed è questo che poniamo al centro della nostra attenzione. Ci sarà un secondo turno nelle elezioni locali e regionali e sembra che in molti casi vi siano delle possibilità per noi al ballottaggio. Ci appelliamo a coloro che si sono astenuti o hanno votato per altri partiti per rafforzare il dinamismo creato fino ad ora.

Nelle amministrative dove le liste di “Raggruppamento popolare” non saranno al secondo turno, chiediamo al popolo di votare contro entrambi i partiti, e di non compromettersi e non contribuire a determinare il vincitore tra PASOK e ND. Questo sarebbe un vero e proprio passo indietro. La soluzione è questa: nessun coinvolgimento con i due partiti, né PASOK né ND cambieranno. Il Primo ministro stesso lo dimostra con l’assenza di autocritica, con interpretazioni del voto distanti dai risultati elettorali. Lo stesso si può dire per ND. Il popolo deve guardare avanti, lasciare che i due partiti risolvano da soli il rapporto di forza tra loro. La classe operaia e gli strati popolari devono dimostrare che hanno iniziato a liberarsi e lottano per il rovesciamento dei rapporti di forza, senza di che non può aprirsi la strada per la prosperità sociale. Vogliamo essere chiari e lo abbiamo dichiarato fin dall’inizio e ripetuto nelle precedenti elezioni: il popolo non deve mostrare preferenza per uno dei due partiti al secondo turno. Il non voto non equivale a passività o neutralità. Significa scegliere l’unica reale via d’uscita, di cui il nostro paese ha bisogno”.

Giornalista: In base all’analisi del voto il KKE ha ottenuto a livello nazionale il miglior risultato dalla fine della dittatura del 1974.

“Ho evitato di menzionare la percentuale perché siamo in attesa del risultato finale. La dichiarazione finale e ufficiale sarà comunque effettuata dal Comitato Centrale. Ma tutto fa pensare che il KKE potrebbe avvicinarsi al 12%. Ribadiamo che il KKE non ha posto il governo locale come criterio di scelta nelle elezioni. Abbiamo invitato il popolo a votare secondo criteri politici e ad aprire nuove prospettive. Questo ci ha portato, come ho detto prima, a non sentirci vendicati e soddisfatti, e siamo consapevoli della grande responsabilità che assumiamo fin d’ora”.