Determinazione e combattività nella lotta contro l’imperialismo

Traduzione di l’Ernesto online

Il Partito Comunista Portoghese ha lanciato un appello a partecipare alla grande manifestazione di sabato 19 novembre in concomitanza con lo svolgimento del Vertice della NATO, convocato per ratificare la sua nuova Concezione strategica.

1. Il Vertice della NATO che si svolgerà tra qualche giorno in Portogallo provocherà nuovi e pericolosi sviluppi della situazione internazionale e significherà nuove minacce e pericoli contro i popoli di tutto il mondo.

Uno dei principali obiettivi del Vertice della NATO in Portogallo è il consolidamento della cosiddetta “nuova concezione strategica della NATO”, un salto di qualità estremamente pericoloso nel ruolo, nella missione e negli obiettivi dell’organizzazione. Con la nuova concezione strategica la NATO pretende di allargare il raggio territoriale del suo intervento e proiezione di forze a tutto il globo; di ampliare l’ambito delle sue missioni a questioni come l’energia, l’ambiente, le migrazioni e alle questioni della sicurezza interna degli stati; di riconfermarsi come blocco militare nucleare nonostante la retorica del disarmo nucleare; di sviluppare ancora di più il complesso industriale militare e la ricerca militare ed esigere da tutti suoi membri un aumento delle spese militari; di includere nelle sue missioni azioni di ingerenza diretta e occupazione sotto l’ombrello delle missioni di interposizione e mantenimento della pace ed estendere la strumentalizzazione dell’ONU per proseguire nei suoi scopi e approfondire il suo ruolo di braccio armato dell’imperialismo.

Dal vertice della NATO sono attese anche nuove decisioni in merito al proseguimento e all’intensificazione dei conflitti militari, in particolare in Afghanistan; alle reiterate e crescenti minacce a paesi sovrani come l’Iran; alla prospettiva del coinvolgimento della NATO nel progetto dell’amministrazione nordamericana del cosiddetto “progetto anti-missili” e all’aumento delle spese militari di un’organizzazione che è già responsabile per i due terzi delle spese militari a livello mondiale.

2. Gli obiettivi di questo Vertice della NATO confermeranno, in modo particolarmente grave, la linea del rafforzamento di un’organizzazione che, ad ogni passo compiuto, nega la sua retorica della “sicurezza” e della “difesa della stabilità e della pace” e si rafforza come alleanza aggressiva, responsabile per i diversi focolai di instabilità e tensione che caratterizzano il momento attuale.

Tali obiettivi sono indissociabili dalla situazione di aggravamento dell’attuale crisi strutturale sistemica del capitalismo. Sono espressioni di una deriva militarista e sicuritaria delle principali potenze imperialiste mondiali di fronte alle profonde contraddizioni e limiti storici con cui il capitalismo deve confrontarsi, sono indissociabili dagli obiettivi di dominio economico e geo-strategico dell’imperialismo in un quadro di evidente declino economico delle principali potenze capitaliste – in particolare degli USA – e sono inseparabili dai tentativi di contenere e schiacciare la resistenza contro lo sfruttamento e l’oppressione capitaliste nel quadro di una profonda offensiva anti-sociale e di regressione storica dei diritti dei lavoratori, a livello mondiale.

3. Il Partito Comunista Portoghese condanna l’impegno del governo portoghese e del presidente della Repubblica Portoghese nella realizzazione di questo Vertice della NATO che rappresenta un’altra grave espressione di sottomissione e collaborazione delle autorità portoghesi nella strategia delle principali potenze mondiali e un ancor maggiore coinvolgimento del Paese nei propositi militaristi della NATO che costituiscono una minaccia per la pace e la sicurezza internazionale. Una posizione e un impegno che contraddice la Costituzione della Repubblica Portoghese, in particolare i principi che caratterizzano il suo Articolo 7°, e i principi e i diritti fondamentali contenuti nella Carta delle Nazioni Unite.

4. Il PCP condanna il coinvolgimento crescente dell’Unione Europea e dei suoi stati membri nell’autentica crociata della NATO di militarizzazione delle relazioni internazionali e di allargamento del suo intervento a tutto il Mondo. Un coinvolgimento palese nel processo di militarizzazione dell’Unione Europea accelerato con l’approvazione del Trattato di Lisbona e ben espresso dall’aumento esponenziale delle spese dell’UE in missioni militari fuori dal suo territorio (da 30 milioni di euro del 2002 a 300 milioni di euro nel 2009).

5. Il PCP , che ha appoggiato fin dall’inizio la costruzione della più ampia unità dei movimenti dei lavoratori e del popolo portoghese nella lotta contro questo vertice della NATO, saluta calorosamente l’esemplare intervento e lo sforzo di mobilitazione che la Campagna “Pace si! NATO no!” (di cui il PCP è parte integrante in qualità di organizzazione promotrice) ha svolto e che certamente si esprimerà in un’ampia partecipazione alla manifestazione “Pace si! NATO no!” il 20 novembre, alle 15.00, da Marques do Pombal a Restauradores, promossa e organizzata dalla campagna.

Il PCP denuncia il tentativo di creare un clima di tensione e insicurezza attorno alle azioni contro la NATO, associando in forma generica e irresponsabile tutte le azioni previste all’idea di iniziative passibili di atti violenti. Tale tentativo – indissolubile dalla profonda offensiva ideologica contro coloro che si pronunciano contro il vertice della NATO e tutto ciò che esso significa – riceverà certamente una risposta serena e decisa dalla partecipazione di migliaia di cittadini nella manifestazione “Pace si! NATO no!”, una manifestazione popolare, pacifica e combattiva.

6. Il PCP si rivolge ai lavoratori, ai giovani, agli uomini e alle donne portoghesi, affinché – di fronte alla presenza in Portogallo dei principali responsabili dell’attuale crisi economica e sociale che affligge tutto il mondo, dei responsabili della situazione di instabilità e insicurezza che caratterizza la scena internazionale -, partecipino alla manifestazione “Pace si! NATO no!”, dimostrando così la loro determinazione e combattività nella lotta per la giustizia sociale, contro lo sfruttamento e per un mondo di pace, cooperazione e amicizia tra i popoli, testimoniando l’affermazione della fedeltà del popolo portoghese ai valori di Aprile e della solidarietà internazionalista con i popoli del mondo vittime dello sfruttamento e dell’oppressione da parte dell’imperialismo.

Le richieste del futuro

Sabato, saranno certamente in molte migliaia i manifestanti di “Pace si! NATO no!”che percorreranno l’Avenida da Liberdade, a Lisbona Una parte considerevole di loro sfilerà con una delle più di cento organizzazioni promotrici (tra le quali il Consiglio Portoghese per la Pace e la Cooperazione, la CGTP-IN, la JCP, l’Intergiovanile, la Confederazione Nazionale dei Collettivi della Cultura, Ricreazione e Sport, il Movimento Democratico delle Donne, il PCP, il PEV, ecc.), altri saranno lì a titolo individuale per respingere lo svolgimento del vertice nel nostro Paese e i suoi obiettivi e per aderire alle richieste avanzate dalla Campagna “Pace si! NATO no!”.

Richieste queste rese pubbliche da molti mesi e per le quali la campagna è cresciuta e si è affermata – nonostante i muri di silenzio e di deformazione eretti dai principali organi di comunicazione sociale attorno alla piattaforma che riunisce quanto di più vitale e partecipato esista nella società portoghese non solo per quanto riguarda il movimento della pace, ma i movimenti sindacale, delle donne, giovanile, associativo…

Con la manifestazione si vuole, in particolare:

– esprimere l’opposizione della popolazione portoghese alla realizzazione del vertice della NATO e ai suoi obiettivi bellicisti;

– esigere dal Governo il ritiro delle forze portoghesi coinvolte in missioni militari della NATO;

– reclamare la fine delle basi militari straniere e delle installazioni della NATO in territorio nazionale;

– esigere il disarmo e la fine delle armi nucleari e di distruzione di massa;

– esigere dalle autorità portoghesi l’osservanza dei dettati della Carta delle Nazioni Unite e della Costituzione della Repubblica Portoghese, nel rispetto del diritto internazionale e della sovranità e uguaglianza dei popoli.