Detenuti raddoppiati in 10 anni

In tutta l’Europa cresce il numero dei detenuti. In Italia la popolazione carceraria si è raddoppiata in poco più di un decennio e analoghi sono gli incrementi in altri paesi europei occidentali. La tendenza generale negli stati del’Unione europea è un aumento dei tassi di detenzione con la sola eccezione dell’Irlanda del Nord.
Sono alcuni dei dati che emergono dal progetto europeo Agis 2004 “Libertà in carcere” sulla figura del garante dei diritti delle persone private della libertà nei paesi continentali. Promosso dall’ufficio del garante dei detenuti del comune di Roma in collaborazione con l’associazione Antigone, l’Università di Barcellona (Spagna), l’associazione francese Culture et Liberté le province di Reggio Calabria e Bari e i comuni di Firenze e Reggio Calabria, il progetto costituisce un vero e proprio monitoraggio sul sistema di protezione dei diritti delle persone detenute in tutta Europa.

«I numeri della detenzione in Europa – ha detto il presidente di Antigone Patrizio Gonnella – la danno in forte crescita in tutti i paesi dell’Unione Europea. Picchi li abbiamo in Portogallo, Inghilterra e Spagna, mentre l’Italia si trova nel mezzo. Ma il quadro complessivo vede anche che ci sono paesi che stanno peggio di noi, come le Repubbliche dell’ex Unione Sovietica». La parola chiave che contraddistingue lo stato di cose esistente è: sovraffollamento delle carceri.

«La questione dei diritti – ha aggiunto Gonnella – è fondamentale in quanto oggi diventa sempre più questione di protezione dei diritti stessi. Il sovraffollamento costringe di fatto a comportamenti che sono al limite del disumano. E nessun paese dell’Unione europea si può considerare esente dal rischio di torture o di maltrattamenti». Ecco che allora dal convegno, che è stato coordinato dal direttore dell’ufficio del garante dei detenuti del comune di Roma Stefano Anastasia, e nel corso del quale sono stati presentati i risultati del progetto Agis 2004, è emerso che la strada da percorrere per la tutela dei diritti non è solo quella giurisdizionale.

Secondo il rapporto, è necessaria l’istituzione in Italia della figura di un garante nazionale dei detenuti che faccia proprie l’esperienza di alcune esperienze di questo tipo esistenti nel nostro paese (prima fra tutte quella del comune di Roma partita nel luglio del 2003) e sia «messo in grado di compiere attività di monitoraggio continua di eventuali violazioni dei diritti umani», ma che possa anche «segnalarle agli organismi competenti» nonché «impegnarsi nella sua funzione di mediazione per la ricerca di una soluzione di accordo, che sia anche monito futuro per altri soggetti pubblici e istituzionali». Il suggerimento dato da Antigone al legislatore è quello di «far nascere un vero difensore civico nazionale e di articolarlo sull’intero territorio».