Dedicato a un padre speciale

Una strada. Lunga e senza fine. Questa è l’avventura che stanno affrontando i lavoratori. Un momento… di quale azienda fanno parte questi uomini? Eutelia? Agile? Omega? Nessun uomo o donna conosce il destino di questi. Di loro si conosce solo il passato, un passato travagliato, pieno di lotte, sofferenze e inganni. Gli uomini e le donne che sono stati travolti da questo vortice sono padri e madri di famiglia che lottano per il proprio posto di lavoro per crearsi un futuro, ma purtroppo questa possibilità è ostacolata da tante cose: dallo Stato, dalla cattiva amministrazione del Governo e dagli eventi sorprendenti e drastici della vita. Io mi chiamo Camilla Polimadei e mio padre è un lavoratore, che sta lottando per il proprio posto di lavoro, come tutti, ovviamente quando dico tutti, mi riferisco a quei lavoratori che credono in quello che fanno, stando uniti al gruppo e non spaventandosi per quello che li minaccia e che pertanto ostacola le loro vite. Mio padre si trova a lottare tutti i giorni, dormendo in azienda, aiutando i propri colleghi e se stesso nella difesa del proprio lavoro, ma nonostante tutto, è presente nella mia vita, facendomi da papà, da maestro nelle piccole cose della vita e facendomi soprattutto da mammo. Un anno e tre mesi fa i componenti della mia famiglia sono diminuiti diventando da tre a due. Mia madre è morta a causa di un infarto improvviso. Così la vita di mio padre e la mia sono state completamente sconvolte. Anche mia madre assistette alla lotta di papà per il lavoro, quando si trattò di Alghera (anche quello un episodio ricco di inganni), ma in quel momento era diverso, perché anche mamma lavorava e, quindi, a molte cose pensava lei: tutte le spese tra la danza, la scuola e i piccoli regali che mi faceva ogni giorno. Ma ora la situazione è diversa: mio padre è solo e, quindi, sta lottando ancora di più con le unghie e con i denti per assicurarci un futuro. Se mia madre fosse qui, illuminerebbe i nostri pensieri di positivismo, vedendo in tutta questa brutta avventura i lati positivi. Molte volte, in questo periodo, voi tutti vi scoraggiate, pensando che tutto quello che fate sia inutile, sì solo uno spreco di tempo, ma questo non è affatto vero. La realtà in questo momento è difficile da cambiare, soprattutto se si vede dall’altra parte sempre un cancello sbarrato, un rifiuto per la richiesta di aiuto, di cambiamenti. Ecco ogni volta che questo accade, prendete il lato positivo che cambia per ognuno di voi: può essere il sorriso di un figlio che vive nel suo piccolo mondo, innocente e che vi incoraggia sempre a lottare, una moglie che vi prepara la cena e che vi ama più di ogni altra cosa e, soprattutto, la sicurezza di non essere soli, di essere circondati da persone nella vostra stessa situazione e che vi appoggiano. Tutto questo vi porta sempre ad un unico scopo “NON MOLLARE MAI”, mai, qualunque sia la situazione. Io incoraggio mio padre a far questo, dicendogli di continuare a credere nella bontà dell’uomo e di vivere tutto questo senza vere rimpianti, così da dire in futuro “NON MI SONO PERSO NIENTE”.Tutto questo fa capire una cosa importante: niente e nessuno ti regalano qualcosa, soprattutto un lavoro, ma si deve guadagnare e magari fa riflettere sulla propria idea politica da cambiare o da mantenere. Oggi giorno non si può parlare di duemila lavoratori che rischiano il posto di lavoro, ma si deve parlare di Marrazzo “ovviamente”. Vi rendete conto che il ministro regionale è andato con dei trans? O mio Dio! E il Papi che fine ha fatto? Divorzia o no? E’ andato con quelle ragazze? Tanto tempo è stato sprecato ed è sprecato ora per parlare di queste cose e sinceramente non voglio sprecare neanche un secondo in più per parlare di questo schifo Per citare un grande combattente un eroe che tutti voi conoscerete, vorrei dire una cosa: “Hasta la victoria sempre”, una frase che viene spesso usata nelle manifestazioni cui partecipo degli studenti, che vengono sempre più organizzate per far fronte a questa riforma Gelmini che sta portando troppe disfunzioni nella scuola. Adesso anche studiare è diventato un privilegio, mi sembra che il ciclo della storia si stia ripetendo come sempre: la crisi economica, la scuola è frequentata solo da chi se la può permettere. C’è sempre una cosa essenziale che devo ricordarmi e che colgo l’occasione di ricordare anche a voi: bisogna sempre lottare per vincere, senza pentirsi senza impaurirsi, ma lottando, lottando e ancora lottando. Solo così l’ignoranza potrà essere sconfitta e le persone incapaci di guardare al di là dei propri interessi e della propria ricchezza potranno essere sconfitte e magari loro stesse potranno capire quello che hanno sbagliato e che non hanno mai fatto. Concludo questa lettera dicendovi, cari lavoratori, che vi voglio bene e che vi ammiro, perché siete per me degli esempi fantastici di vita!

C.P. (15 anni)