Da Milano a Palermo

Come al solito, dopo le manifestazioni la guerra delle cifre. Secondo l’Unione degli studenti, a sfilare sarebbero stati in 300 mila in 130 città, secondo la polizia 50 mila in 47 città capoluoghi (dunque senza tener conto delle cittadine di provincia). Come che sia, numeri di tutto rispetto che riportano al centro dell’attenzione politica il movimento studentesco. Cortei si sono svolti da Milano a Palermo, ma anche in cittadine come Ferrara, dove i manifestanti hanno bloccato per tre ore il centro della città, non sono mancati momenti di tensione e una quindicina di studenti sono stati identificati. A Firenze hanno sfilato in alcune migliaia. Cortei anche nelle città pugliesi, a Lecce sono state lanciate uova contro la sede della Questura. Polemiche a Napoli per alcune scritte contro il Vaticano. In migliaia hanno sfilato anche a Bologna (terzo corteo di movimento in appena due settimane, dopo la street space parade e quello dei centri sociali). A Potenza durante il corteo sono stati esposti alcuni striscioni e una bara nera con la scritta «simbolo della morte della scuola pubblica». A Genova sono scesi in piazza in 2.500. E ora si prosegue: l’Unione degli studenti e l’Unione degli universitari aderiscono al corteo del 20 ottobre, dove è previsto un nutrito spezzone studentesco.
A Milano dal 20 al 26 sono previste occupazioni e autogestioni. Infine lo sciopero generale-generalizzato del 9 novembre.