Da Chavez petrolio ai poveri degli Usa

Che fine fanno i guadagni provenienti dal petrolio venezuelano gestiti dal presidente Hugo Chavez? È questa la domanda che assilla la Casa Bianca e, di pari passo, esalta i sostenitori del vulcanico Comandante alla guida della Rivoluzione Bolivariana. Oltre alle politiche di costruzione di ospedali e scuole nelle zone più povere del Paese latinoamericano, Chavez dirotta le enormi ricchezze della Pdvsa (la società pubblica che gestisce il petrolio del Venezuela, quarto produttore mondiale) anche verso altri paesi, dando vita a una «diplomazia del greggio» in salsa latina. Due sono le ultime destinazioni, dopo la Cuba di Castro, che ridisegnano la volontà di Caracas di imporsi come nuovo protagonista a livello continentale: l’Argentina del presidente Kirchner e il Massachusetts del governatore «iper-repubblicano» Romney.
Venezuela-Massachusetts
È notizia di ieri che la Pdvsa, grazie a una rete di ong locali, fornirà -a prezzi scontati- 45 miliardi di litri di gasolio per riscaldamento a 40mila famiglie povere del Massachusetts, oltre che al quartiere del Bronx di New York. E dire che il governatore di questo stato americano è quel Mitt Romney, sostenitore di Bush che in molti giudicano un «degno» successore dell’attuale presidente Usa. Mormone, favorevole alla pena di morte, oppositore dei diritti civili per i gay, alcuni anni fa Romney fu sconfitto per pochi voti nelle elezioni al Senato dal democratico Ted Kennedy. A capo dell’organizzazione dei contestati Giochi Olimpici invernali di Salt Lake City e manager rampante, il governatore del Massachusetts si è imposto tra i repubblicani come colui che, imbracciando la Bibbia, potrebbe proseguire il lavoro di Bush. Il fatto che abbia acconsentito all’ingresso del petrolio di Chavez nel suo stato, può venir letto come un primo passo internazionale, un gesto diplomatico nei confronti del nuovo «nemico» dell’America. Che, va detto, già adesso fornisce quasi il 90% del gasolio per riscaldamento usato negli Usa. L’amministrazione Usa deve fare i conti con la ricchezza petrolifera del Venezuela che rischia di far saltare i piani di Bush per un’area di libero commercio (l’Alca) dall’Alaska alla Terra del Fuoco.
Venezuela-Argentina
Proprio dallo stop all’Alca, imposto da Caracas e da Buenos Aires nell’ultima riunione dell’Organizzazione degli Stati Americani a Mar del Plata, è uscito l’accordo economico tra Chavez e Kirchner, siglato in Venezuela martedì scorso. Obiettivo: rilanciare il Mercosur (l’area di libero commercio tra Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay) per ostacolare l’Alca.
Kirchner ha così imposto il suo Paese come interlocutore principe del Venezuela Bolivariano in America Latina, scavalcando il Brasile di Lula.