Da Camp Darby sul Pakistan viveri e missili

Per aiutare il Pakistan devastato dalle alluvioni, gli Stati uniti hanno lanciato «la più grande risposta umanitaria di qualsiasi altro paese». Se ne occupano le forze armate statunitensi, che fanno affluire nelle aree disastrate le «donazioni» della Usaid (Agenzia Usa per lo sviluppo internazionale), compresi pacchi viveri con carne halal, macellata come prescrive la religione musulmana. Il materiale, per un valore di 76 milioni di dollari, proviene dai giganteschi depositi di Camp Darby e da quelli nel Dubai, a loro volta riforniti dalla base in Italia.
L’operazione conferma l’accresciuta importanza di Camp Darby, la base logistica Usa collegata al porto di Livorno e all’aeroporto di Pisa. Qui è stato recentemente costruito un nuovo gigantesco complesso di depositi ed edifici, tra cui una stazione elettrica e una meccanica, per una superficie di oltre 40mila metri quadri (come 7 campi di calcio), costato 40 milioni di euro. Ciò ha accresciuto la capienza di materiali militari e, allo stesso tempo, di quelli della Usaid, depositati a Camp Darby in base a un accordo tra lo U.S. Army e il Dipartimento di stato. Della movimentazione dei materiali, sia militari che civili, si occupa il 3° Battaglione della 405a Brigata. Lo stesso è addetto alla riparazione dei mezzi della 173a Brigata aviotrasportata, inviati qui dalla base di Vicenza. Da Camp Darby partono dunque sia le armi per le operazioni belliche, sia le «donazioni» della Usaid usate anch’esse a fini strategici.
La loro finalità è confermata da Richard Holbrooke, rappresentante dell’amministrazione Obama per l’Afghanistan e il Pakistan. Soccorrere le vittime delle alluvioni, ha dichiarato, serve non solo a salvare vite umane, ma a «riabilitare l’immagine degli Stati uniti in Pakistan» (The New York Times, 14 agosto). Nel paese è cresciuta l’opposizione popolare alle operazioni «antiterrorismo» condotte dalle forze Usa, che provocano un numero sempre maggiore di vittime civili. «Ora – ha detto Holbrooke – il popolo del Pakistan vedrà che, quando colpisce una calamità, non sono la Cina e l’Iran, né l’Unione europea, ma sono sempre gli Usa a dirigere». Le operazioni di soccorso, non a caso, si concentrano nella Valle di Swat, fino all’anno scorso sotto controllo talebano. Qui sono arrivati 20 elicotteri e 250 marines Usa. I micidiali Blackhawk, questa volta, non lanciano però missili ma pacchi viveri, e i marines non portano via presunti terroristi, legati e bendati, ma bambini tenuti amorevolmente in collo.
Ciò non significa che le operazioni propriamente militari siano cessate: lo stesso giorno in cui Holbrooke spiegava come gli Usa vogliono riabilitare la propria immagine in Pakistan, un drone Usa provocava 13 morti in un villaggio pachistano. I missili che ha lanciato probabilmente provenivano, insieme ai pacchi viveri, da Camp Darby, definita dal comando «una delle più importanti strutture di soccorso, che rende possibile l’invio di aiuti umanitari dalla Toscana in tutto il mondo».