Cronaca di torture nel Cpt di Lampedusa. E’ come Abu Grahib. Va chiuso oggi stesso

Il Cpt di Lampedusa è un lager, più o meno come Abu Grahib, come Guantanamo. E’ accertato che è così. I guardani sono feroci, sadici, se ne fregano della legge. Certo non sono molto diversi da Lindy England, la soldatessa americana che è diventata quasi il simbolo delle torture gratuite. I migranti vengono picchiati, presi a pugni, umiliati, offesi, fatti sedere nel piscio e mandati a camminare a piedi nudi in pavimenti pieni di merda e liquami, spogliati nudi davanti a tutti, vengono lasciati senza mangiare, sono costretti a vedere filmini pornografici e immagini oscene in spregio alla loro religione, devono ascoltarere le offese e le prese in giro al loro Dio, oppure le marce fasciste, assistere ai saluti romani, poi vengono persino derubati dei pochi euro che hanno in tasca.
Tutto questo lo ha raccontato con mille dettagli il giornalista Fabrizio Gatti sull'”Espresso”. Gatti nell’ultima settimana di settembre si è tuffato nel mare di Lampedusa, si è finto naufrago curdo, si è fatto prendere dalla polizia e portare prima al commissraiato e poi al Cpt. Ha detto di essere profugo iracheno, parlando in inglese e fingendo di non sapere l’italiano, ha vissuto una settimana in questo posto infernale e poi ha raccontato tutto, pubblicando il suo diario sul suo giornale. E’ un diario impressionante, che fa accaponare la pelle, fa fremere di rabbia e di dolore. Racconta soprusi inauditi, specialmente dei carabinieri, ma anche di funzioanri di polizia, e descrive le condizioni infernali nelle quali vivono centinaia di migranti senza permesso di soggiorno, sbarcati a Lampedusa o raccolti moribondi in mare, contro i quali, peraltro, non esiste nessuna accusa, nessuna imputazione, nessuna azione della magistratura. Il comportamento dello Stato nei loro confronti – criminale da ogni punto di vista – è assolutamente privo di giustificazioni legali.

Il buonsenso e il rispetto della legge (e delle direttive europee) dice che i Cpt – innanzitutto quello di Lampedusa – devono essere chiusi, perchè assolutamente estranei alla nostra civiltà e contrari ad ogni principio di democrazia e di diritto. Nel repotage di Gatti sono desciritti un numero altissimo di reati, sui quali indagherà la magistratura. E dovrà decidere se incriminare singoli agenti, direttori, ufficiali, o forse anchei rappresentanti del ministro. Non sta a noi dire chi dovrà incriminare e per quali reati: tocca ai giudici. Noi possiamo dire qualcosa sul piano politico. La prima cosa che viene da dire è: dimissioni. Di chi? Del minsitro dell’interno, prima di tutto. Però, in fondo, non ci sembra questo l’obiettivo essenziale. L’obiettivo essenziale è la chiusra dei Cpt, perché sono campi di concentramento illegali e feroci. Non è una questione sulla quale riflettere. Bisogna agire subito. Il Cpt di Lampedusa va chiuso immeidtamente: stasera.

Poi abbiamo qualche domanda da porre anche a sinistra. Specialmente a Livia Turco e a Giorgio Napolitano, che sono i due ex-ministri del centrosinistra che istituirono i Cpt. Noi siamo sicuri che questo reportage di Gatti li avrà finalmente convinti del clamoroso errore che commisero. Recentemente l’on. Napolitano ha difeso strenuamente quella sua scelta, ha detto che era giusta. Ci si può sbagliare nella vita, basta poi avere la forza per correggersi. Livia Turco e Giorgio Napolitano, e con loro tutto il partito dei Ds, possono farlo, oggi, ponendosi alla testa della battaglia per chiudere subito Lampedusa e poi tutti i Cpt. Non si troveranno soli. C’è la sinistra radicale e ci sono decine di governatori delle regioni, molti dei quali riformisti, diessini e della Margherita. E in questa battaglia bisogna coinvolgere Prodi. La chiusra dei Cpt deve diventare un punto qualificante e indiscutibile del programma di governo dell’Unione. Chiudere i Cpt e aprire le frontiere. Decidere di investire una parte delle riorse di questo paese per accogliere i profughi e i migranti che scappano dalle guerre e dalla miseria. Chiedere che l’Italia torni a far parte delle nazioni democratiche sospendendo queste pratiche basate sull’arbitrio, il sopruso, la tortura, il sadismo.