Crisi, il dubbio del “Times”:”Aveva ragione Marx?”

Con un ampio articolo di analisi il Times di Londra, tempio dell’opinione pubblica conservatrice britannica, affronta un sospetto che sta affiorando in forma più o meno latente da varie parti: l’attuale crisi finanziaria globale conferma forse le analisi di Karl Marx? Non sarà, si chiede l’analista Philip Collins sul giornale, che tra tante profezie andate a vuoto almeno su una cosa l’autore de «Il Capitale» aveva visto giusto? L’attuale crisi è una prova della ciclica e anarchica instabilità del capitale globale come sostenuto da Marx?
Sembra, infatti, che con lo scoppiare delle crisi finanziaria sia anche aumentata la richiesta di copie de «Il Capitale», saccheggiate dalle librerie, soprattutto quelle tedesche: come se la gente avesse disperatamente bisogno di una spiegazione filosofica alla crisi economica mondiale e la richerchi in quel paradigma marxista che tanti seguaci aveva in passato. Così spiega il pensiero di Marx: «Il nocciolo del suo discorso è che ci sono sia una notizia buona che una cattiva. Marx ha deciso di iniziare da quella cattiva. I lavoratori vengono sfruttati e i capitalisti si arricchiscono a spese loro. Un po’ come Lehman Brothers. La buona notizia era che quella cattiva era destinata ad arrivare alla sua fine. Il capitalismo non era solo cattivo, ma era anche destinato a fallire. Sarebbe stato distrutto dal peso delle sue stesse contraddizioni interne. Un po’ come Lehman Brothers»
A colpire, oltre all’ampia analisi di Collins e agli interventi di autorevoli commentatori – da Eric Hobwsam a Frank Furedi – sono i risultati di un sondaggio online condotto dal giornale tra i suoi conservatorissimi lettori. La domanda «ma allora Marx aveva ragione?» spacca il pubblico del quotidiano e il «no» vince, per ora, di strettissima misura con un 52,5% contro il 47,5%.