CPN del 26/27 novembre 2005: intervento di Salvatore Distefano

INTERVENTO CPN 26/27 NOVEMBRE ’05

Il successo dello sciopero del 25 novembre testimonia la volontà dei lavoratori e delle lavoratrici di cacciare il governo del “massacro sociale” e, al tempo stesso, riafferma la centralità dei temi del lavoro, coniugata con la difesa dello “stato sociale” e dei settori più poveri e emarginati. Il Partito, dunque, per assolvere al proprio compito dev’essere capace di unire all’analisi la pratica di massa, nella prospettiva dell’alternativa. Ciò vuol dire far vivere tra le masse e nei movimenti un programma, che dica innanzitutto “No alla guerra senza se e senza ma” e che difenda le conquiste sociali cancellando le “leggi vergogna”(tra noi e il moderatismo dell’Unione vi sono chiare difformità) del centro?destra, in un contesto molto difficile e che ha come passaggi significativi l’attacco alla 194 e alla Costituzione. È necessario, pertanto, unire la sinistra di alternativa creando uno schieramento più ampio senza smarrire l’identità comunista, dando vita ad un confronto fecondo per l’egemonia, per contrastare la destra e per evitare che rimanga il berlusconismo senza Berlusconi. Non mi convince, invece, la proposta sulla Sinistra Europea, che è altra cosa dalla sinistra di alternativa, perché si rischia la dissolvenza dei comunisti, proprio quando occorre avvalorare l’azione del Partito. La nostra iniziativa risulta ancora più decisiva al Sud come dimostra la mobilitazione in Sicilia a sostegno di Rita Borsellino, che incarna fulgidamente la lotta al sistema di potere mafioso: battere la mafia è, infatti, condizione indispensabile per affermare la democrazia e lo sviluppo.

Salvatore Distefano, comitato politico regionale Sicilia