CPN del 14-15 ottobre 2006 – Intervento (sintesi) di BRUNO STERI

L’entità della manovra finanziaria ha determinato inesorabilmente il segno complessivo della stessa: con simili dimensioni, risulta impossibile coniugare davvero rigore ed equità. Bisogna dire le cose come stanno : su questo la sinistra di alternativa ha subito una chiara battuta d’arresto. Vi sono certamente anche elementi da valorizzare. Ad esempio: la rimodulazione degli scaglioni fiscali, nel suo intreccio con l’aggiornamento delle detrazioni, indica nel metodo un’inversione di tendenza in direzione di una progressività del prelievo. Tuttavia i suoi concreti benefici per le fasce basse di reddito sono talmente esigui da essere praticamente già mangiati dal solo aumento delle bollette di luce e gas. Siamo purtroppo lontani dalla svolta promessa in campagna elettorale. Occorre che da questo Cpn arrivi un forte segnale di mobilitazione. A cominciare dalla costruzione della manifestazione del prossimo 4 novembre contro la precarietà e per il superamento della Legge 30 (altro impegno elettorale di cui nessuno sembra più parlare). Ma anche per contrastare i venti di controriforma delle pensioni che – evitati in sede di finanziaria – tornano subito a spirare, alimentati da incipienti pressioni concertative oltre che dalle puntuali direttive di Bruxelles. Per questo occorre un Prc all’altezza dei difficili compiti. L’imminente conferenza d’organizzazione dovrà porre mano ad un rilancio del partito, apprestare strumenti per il suo rafforzamento. Che il segretario nazionale abbia smentito ogni voce di “scioglimento” è un fatto positivo. Resta comunque il fatto che un partito può “sciogliersi” per così dire per decreto, ma anche per progressivo deperimento, appannamento dei suoi valori fondativi: questo è un rischio insito come un possibile esito del percorso di costituzione della Sinistra Europea. Ritengo che l’opzione di un rafforzamento di Rifondazione Comunista nel contesto di un coordinamento stretto e senza veti ideologici di tutte le forze della sinistra di alternativa (tutte quelle che sono scese in piazza contro la “guerra preventiva” e hanno promosso il referendum per l’estensione dell’art.18) sia sempre di più la prospettiva da perseguire.