Costituente (per ora) fallita, il Pdci chiama all’«unione dei comunisti»

«SI TORNA a Bandiera Rossa», riflette a voce alta Claudio Fava, coordinatore della Sinistra Democratica, mentre registra l’elezione a segretario di Rifondazione Comunista di Paolo Ferrero: «Persona che rispetto, certamente. Ma che era il ministro di Rifondazione nel governo Prodi, e quindi non so quanto possa rappresentare di nuovo anche per il Prc». Usa la stessa parola adoperata da Nichi Vendola nell’assise di Chian-ciano nel definire cosa ha scorto nel campo politico a lui vicino: «Un arretramento». Ma spera di riuscire a rilanciare con il duellante sconfitto il processo di una costituente di sinistra, che parta «dal basso», dai movimenti, dalle associazioni, dai singoli cittadini, come prospettato da Fausto Bertinotti giusto venerdì. Vale a dire prima che quella maggioranza sostenuta anche dall’ex Presidente della Camera divenisse minoranza al congresso di Chianciano. Certo l’elezione di Ferrerò alla guida del maggiore partito organizzato dell’area non sembra aiutare il prosieguo di questa strategia («L’impressione che ricaviamo dall’esito di questo congresso è l’arretramento forte del Prc rispetto alla necessità di ripensare e di ricostruire la sinistra in Italia»), ma rende la situazione più fluida, e certo, commenta Fava, non sarà solo la segreteria di un partito a poter interrompere o dare forza a un cammino che lui continua a reputare «utile e urgente». Altrimenti, chiosa, «compiremmo lo stesso errore fatto con la Sinistra Arcobaleno, vale a dire un processo calato dall’alto». La politica, insomma, prosegue la sua strada, e l’appuntamento di sabato prossimo alla festa di Sd a Bacoli (Na), che ha in agenda un incontro-tra Fava, Nichi Vendola e la nuova portavoce dei Verdi Grazia Fran-cescato, sarà occasione per approfondire il dibattito su questo versante. I Comunisti Italiani di Oliviero Diliberto, che salutano con gioia l’elezione di un segretario che ha portato nella sua maggioranza la componente di Fosco Giannini (che, come il Pdci dell’ultimo congresso punta ad «unire i comunisti»). «Sono certo possa iniziare un periodo di fattiva collaborazione fra i due partiti ad iniziare dalla manifestazione contro il governo sui temi sociali prevista per l’autunno sia dal congresso del Pdci che dal documento approvato a maggioranza da quello di Rifondazione – afferma il segretario del Pdci Oliviero Diliberto – Da oggi può iniziare un percorso comune e i Comunisti Italiani sono pronti».
Chi nutre profonde perplessità sono gli esponenti della minoranza Pdci, Luca Robotti e Katia Belillo che lanciano in agenzia un lungo j’accuse al partito fratello: «La maggioranza che si è andata a costituire nel congresso del Prc segnala quanto la sinistra italiana, al pari della scelta del nostro partito di lanciare la proposta dell’unità dei comunisti, sia sempre di più ostaggio di se stessa, delle proprie forme autocelebrative e consolatorie, con cui si cerca di conservare ciò che gli elettori hanno spazzato via con il voto. Stranisce che in questo frangente storico stalinisti, trotkisti, movimentisti, massimalisti siano tutti insieme appassionatamente uniti nel dare il colpo mortale alla possibilità che la sinistra italiana possa ritornare unita dopo venti anni di divisioni».
Il fatto che il partito di Rifondazione sia rimasto diviso a metà nel congresso lascia aperto qualche spiraglio per «un dialogo costruttivo con l’area Vendola per iniziare insieme una battaglia che rimetta al centro l’interesse delle persone ed in secondo piano quelle delle parrocchiette», affermano i due esponenti del Pdci. Ma la situazione resta complessa. Il crollo elettorale sotto le insegne della Sinistra Arcobaleno sta producendo una serie di frane a valle difficilmente prevedibili. Per adesso, nelle assise di Verdi, Pdci e Prc sembra aver prevalso l’istinto di conservazione.