Costa d’Avorio. Lavori in corso.

Dopo cento giorni dopo la presa effettiva del potere, il Governo del Presidente Alassane Ouattara non é ancora riuscito a ristabilire l’ordine nel paese.

L’obiettivo del Presidente Ouattara rimane quello di consolidare il suo potere eliminando tutti i potenziali fattori che potrebbero destabilizzarlo. La prioritá é rivolta contro i partigiani del ex Presidente Gagbo.

Il progetto di consolidamento del nuovo regime filo Francese passa attraverso una serie inaudita di abusi dei diritti umani.

Amnesty International ha constatato un’aumento delle violenze dall’investitura a Presidente di Outattara. Queste violenze hanno preso la forma di rappresaglie, abusi di potere, e trattamenti inumani ai prigionieri politici appartenenti al campo del perdente Gagbo che, non dimentichiamoci, é corresponsabile della guerra civile e del caos in cui da un decennio il Paese vive.

International Crisis Group dalla sua sede di Bruxelles parla di una “giustizia del vincitore” ed invita la Corte Penale Internazionale di interpellare l’attuale governo per ricordargli le sue responsabilitá durante la guerra civile, la recente crisi post elettorale e l’attuale periodo.

La situazione piu’ preoccupante é la sicurezza dei cittadini Ivoriani. Basta la semplice accusa di aver sostenuto l’ex regime per entrare in un vortice di persecuzioni dagli esiti a volte drammatici.

Nella capitale e nelle maggiori cittá alcuni corpi vengono ritrovati ogni mattina, evidente segno dell’attuazione di esecuzioni extra giudiziarie.

Il Presidente Alassane Ouattara non é riusicito a tener fede alla sua promessa di un rapido ritorno alla normalitá entro due mesi dalla sua investitura.

Al contrario la situazione é peggiorata. Le scuole e l’amministrazione pubblica sono paralizzate, il caro vita in aumento, le condizioni minime per l’esercizio della libertá di stampa ormai azzerate, i cittadini vivono nell’incertenza e nella paura.

La politica del “laisser faire” degli Organismi Internazionali.

Sembra delinearsi una politica del “laisser faire” da parte degli Organismi Internazionali a favore dell’attuale Governo che sta dimostrando sempre piu’ il suo volto di regime.

La Corte Penale Internazionale si é giustamente attivata per aprire le inchieste contro l’ex Presidente Gagbo e i suoi uomini, trascurando pero’ di aprire le inchieste anche sul Presidente Ouattara e la formazione ribelle del Nord.

Questo implica una giustizia monca che comprometterá gli sforzi per la riconciliazione nazionale e aumenterá le tensioni e gli odi tra il sud e il nord del paese e tra i cosidetti “veri Ivoriani” e quelli considerati stranieri “burkinabé” come Ouattara.

Il caso piu’ evidente di questa politica é rappresentato dal Comitato della Croce Rossa Internazionale CICR, che ha reso visita dal 18 al 21 luglio scorso ai detenuti politici Ivoriani, tra cui Gbagbo senza dare dettagli precisi sulle loro condizioni di detenzione.

CICR si é limitata a consegnare un rapporto confidenziale all’attuale governo. Il Presidente dell’Organizzazione: Jacob Kellemberger ha dichiarato che: “le osservazioni, raccomandazioni e preoccupazioni della CICR sono trattate in maniera confidenziale con le autoritá ivoriane per assicurarsi che i detenuti siano trattati corettamente”.

Lavori in corso

L’attuale clima di repressione e di regolamento dei conti non é casuale né insito nella volontá politica dell’attuale governo di attuare vendette etniche.

Piuttosto rientra nella necessitá da parte della Francia di assicurare la totale mancanza di minacce sia politiche che militari al governo che ha imposto al Paese per essere sicura che di creare le basi di uno Stato stabilmente sotto il suo controllo politico e militare per riprendere il boom dell’economia Ivoriana controllata direttamente da ditte Francesi.

L’Eliseo, oltre a mantenere una forza militare come deterrente, ha affiancato alle forze dell’ordine e all’esercito dei consiglieri militari. Il Ministro della Sicurezza Francese ha intrappreso un viaggio nel Paese al fine di rafforzare gli sforzi per ripristinare il ritorno alla normalitá.

Conoscendo la politica adottata nelle missioni delle forze armate francesi in altri Paesi Africani come per esempio nella famosa operazione Turchese nel Ruanda del 1994, é lecito pensare che le azioni di repressione e di smantellamento dei nucli politici ancora fedeli all’ex Presidente siano condotte sotto la direzione di questi consiglieri militari francesi.

Quindi la Francia sta permettendo gli attuali eccessi di repressione al fine di consoldare il suo controllo sulla Costa d’Avorio.

Nella situazione attuale l’intervento Francese nella consolidazione del nuovo regime sembra sproporsitata visto che l’ex regime di Gagbo si trova con la maggiornaza della sua dirigenza in prigione e le milizie armate rifugiatesi nei paesi vicino, soprattutto in Liberia, hanno ben poche possibilitá di riprendere la lotta armata per mancanza di finanziamenti internazionali.

L’Amministrazione Obama ha annunciato il suo sostegno al regime di Ouattara e difficilmente i Cinesi entreranno nella disputa puntando sul cavallo perdente.

Quello che resta delle milizie di Gagbo piu’ che rappresentare una minaccia per la Costa d’Avorio rappresentano una minaccia per la stabilitá dei paesi confinanti come la Liberia, prossima alle elezioni Presidenziali.

Le speculazioni internazionali sul Cacao

Il cacao è sempre stato una materia prima preziosa a tal punto che in tempi precolombiani fu usato come moneta.

Nella Costa d’Avorio dall’inzio della crisi post elettorale fino a oggi le grosse ditte trasformatrici del cacao stanno influenzando il prezzo del cacao sui mercati internazionali.

Si é notato che la produzione di cacao é quasi ritornata ai ritmi normali nella Costa d’Avorio e parallelamente il prezzo sui mercati internazionali é diminuito. Al contrario durante la crisi post elettorale Ivoriana il prezzo era salito alle stelle.

Il cacao é sceso dalle 2.390 Sterline (2.742,55 Euro) per tonnellata del marzo scorso alle attuali 1.831 Sterline (2.101,09 Euro) della quotazione relativa al mese di Agosto – Settembre 2011.

Durante il periodo post elettorale in Costa d’Avorio quando l’ex Presidente Gagbo rifiutava di abbandonare il potere a seguito di risultati elettorali per la Presidenza assai contestabili la Francia aveva ottenuto un blocco internazionalie delle esportazioni del Cacao.

Essendo la Costa d’Avorio uno tra i prinicipali produttori di cacao al mondo (assieme al Brasile, Ghana e Nigeria) improvvisamente la quantitá di questa materia prima era paurosamente diminuita sul mercato internazionale offrendo la possibilitá alle multinazionali del settore di aumentare i prezzi traendo immensi profitti grazie alle scorte in giacenza nei magazzini che venivano progressivamente immesse sul mercato.

Ora che la produzione del cacao Ivoriano é quasi ritornata alla normalitá la quotazione nelle borse internazionali é scesa del 23%, permettendo alle multinazionali trasformatrici del cacao di acquistare la materia prima a prezzi bassissimi.

Gli speculatori della Borsa di Londra (una tra le piu’ importanti borse che dettano i prezzi delle materie prime provenienti dal Terzo Mondo) nell’indice prodotti coloniali sotto voce Cacao ELCM sono andati oltre a questa diminuzione dei prezzi. Attraverso il meccanismo delle Quotazioni Futures hanno condannato i produttori di cacao a vendere il prodotto grezzo ad un presso basso fino al Dicembre 2012 dove il prezzo per una tonnellata di cacao é stato fissato a 1924 Sterline (2.207,81 Euro).

Ovviamente queste quotazioni giá fissate fino alla fine del 2012 possono essere rivista al rialzo se nella Costa d’Avorio il progetto di rafforzamento dell’attuale regime subirá delle difficoltá o degli arresti.

Il risultato di queste speculazioni sui contadini Ivoriani é devastante. Per quasi due anni il prezzo é stato bloccato ed é conveniente solo agli intermediari e alle multinazionali che non hanno i costi di struttura che hanno le aziende agricole.

Alla fine gli agricoltori Ivoriani si ritroveranno a incamerare un minor fatturato della vendita e alla lunga si metterá in crisi la loro stessa sopravvivenza con gran gioia dei latifondisti e ditte Francesi che acquisteranno le loro piantagioni in fallimento.

L’incognita dei ribelli del Nord

Nonostante i “lavori in corso” condotti dal nuovo regime su regia Francese si ha l’impressione che Ouattara e Sarkozy abbiano delle difficoltá a controllare le milizie dei ribelli del Nord che hanno permesso Ouattara di arrivare al potere e che sono state recentemene integrate nelle Nuove Forze Armate: Force Républicaines de Côte d’Ivoire.

Molte esecuzioni extra giudiziarie, regolamenti di conti e violenze etniche sono commesse dai combattenti di Ouattara senza il coordinamento del governo e dei consiglieri militari francesi seppur questi coprono tutti gli abusi commessi.

Il Presidente Ouattara e la Francia dovrebbero iniziare a preoccuparsi di queste iniziative dei miliziani sostenitori del nuovo regime. Piu’ si contrae il periodo di assenza parziale o totale di controllo su di loro piu’ vi é il rischio che il loro potere sulla scena politica e militare del Paese si rafforzi.

Il rischio a medio termine potrebbe essere quello della nascita di esponenti politici-militari di una certa importanza all’interno delle nuove forze armate ivoriane che potrebbero essere tenatiti di mettere in discussione l’autoritá del Presidente Ouattara, aprendo le porte al rischio di un colpo di stato o di una conflittualitá armata all’interno dell’attuale regime, scenario certamente non previsto nei piani dei Francesi.

Fulvio Beltrami
05 luglio 2011

Monrovia – Liberia
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