Contro la sinistra Ogm. Un’alternativa al pasticcio arcobaleno

Più che a “unire la sinistra” l’arcobaleno sta contribuendo ad accrescerne la crisi e la frammentazione, dentro e fuori dei partiti che ne fanno parte. Perciò è necessario cominciare a pensare a un’alternativa credibile, che qui viene indicata con la formula “sinistra (anticapitalista) dei lavoratori”. Questo volumetto vuol essere un piccolo contributo, da un punto di vista marxista, per delimitare un ambito di discussione all’interno della sinistra larga, individuando alcuni assi politici (di merito e di metodo) su cui lavorare dal giorno dopo le elezioni, nella convinzione non soltanto che “un’altra unità a sinistra è possibile”, ma anzi che è necessaria se vogliamo evitare che migliaia di militanti ed elettori della sinistra se ne tornino a casa lasciando l’impegno politico e sociale oppure che imbocchino la strada della diaspora dando vita a decine di microorganizzazioni, associazioni, circoli culturali, gruppi di volontariato, incapaci di incidere sul serio nella realtà politica di oggi e di dare le risposte di cui i lavoratori e il popolo della sinistra oggi hanno bisogno.

“…la sinistra, più che a un laboratorio o a un cantiere assomiglia sempre più a un caotico bazar in cui si agitano i più stravaganti personaggi e si vendono le più curiose mercanzie. Alcuni banchi sono riccamente imbanditi (a ricordo di un’antica grandezza), altri ricoperti di merci più modeste, altri ancora così sgangherati da non stare in piedi. Mercanti e artigiani di chiara fama o meno autorevoli si mescolano a ciarlatani e imbonitori di lungo corso e a venditori di cianfrusaglie così sprovveduti da far tenerezza. Fuor di metafora la sinistra è oggi un grande ombrello che dà riparo a una gamma di orientamenti pressoché infinita, in cui le vecchie rigide demarcazioni sfumano fino a diventare indistinte, le più inedite alleanze diventano possibili, le più immaginifiche operazioni vengono architettate. Un contesto che certo fornisce al militante o al semplice elettore minori certezze e scarsi entusiasmi rispetto a qualche anno fa (ma erano veramente fondati?), ma allo stesso tempo presenta una situazione meno ingessata, più fluida, in cui anche la facile propaganda e il potere di interdizione e di controllo sociale dei grandi apparati hanno sempre minore efficacia e l’esplodere delle contraddizioni apre spazi inediti per un nuovo intervento politico anticapitalista di massa”.