Contro la risoluzione anticomunista all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa

22 gennaio 2006

Comunicato stampa

Sabato 21 gennaio 2006, si è tenuto un Incontro di Partiti Comunisti e Operai a Bruxelles per denunciare e contrastare il progetto di risoluzione anticomunista, intitolato “Necessità di una condanna internazionale dei crimini dei regimi comunisti totalitari”, che verrà sottoposta al voto dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE) nella sessione plenaria a Strasburgo il 25 gennaio. Delegazioni di 15 partiti comunisti, di cui 13 europei, hanno partecipato a questo incontro. Venticinque altri partiti comunisti hanno inviato messaggi di solidarietà.

Nella sessione introduttiva, Annie Lacroix-Riz, professore di Storia contemporanea all’Università di Parigi VII, ha inquadrato in una prospettiva storica gli attacchi anticomunisti di oggi, mentre l’avvocato Jan Fermon, membro del Bureau dell’Associazione internazionale dei giuristi democratici, ha illustrato le conseguenze giuridiche di tali attacchi. Cyrille Sironval, 84 anni ed ex comandante dei partigiani armati nella Bruxelles occupata durante la Seconda Guerra mondiale, ha portato una testimonianza forte ed emozionante.

La maggior parte dell’incontro è consistita nelle dichiarazioni e nei rapporti dei 15 partiti comunisti presenti. Tutti, a partire dal proprio punto di vista e dalla loro esperienza, hanno condannato fermamente il progetto di risoluzione come un attacco violento contro la storia, il presente e l’avvenire del comunismo. I partecipanti hanno sottolineato che la risoluzione minimizza i crimini del nazismo e conduce direttamente a un attacco di vasta portata contro i diritti democratici ed a nuove misure reazionarie. Essi hanno anche sottolineato che la risoluzione giustifica gli attacchi imperialisti contro i paesi socialisti e potrebbe condurre all’interdizione dei partiti comunisti. Hanno allo stesso tempo messo in guardia contro il pericolo che da tali misure anticomuniste deriverebbe per i sindacalisti, gli studenti, i giovani attivisti e i democratici.

I partecipanti hanno fatto appello a tutti i parlamentari ed ai partigiani della pace nei diversi paesi membri del Consiglio d’Europa, affinché respingano con chiarezza il progetto di risoluzione anticomunista. Hanno assicurato che organizzeranno il movimento di protesta più ampio possibile contro ogni attacco anticomunista attuale e futuro. In particolare, hanno espresso la loro solidarietà con l’Unione comunista della Gioventù (KSM), che il Ministero degli Interni della Repubblica Ceca minaccia di interdizione, ed hanno espresso la più ferma protesta contro tale minaccia o misura.

Molte delegazioni presenti hanno fatto appello per una manifestazione di protesta martedì 24 gennaio a Strasburgo, con un corteo da Piazza della Repubblica – di fronte all’Opéra – fino al Palazzo d’Europa dove l’APCE discuterà e voterà il progetto di risoluzione. Si terrà anche una conferenza stampa. Forze democratiche e personalità, così come partiti comunisti provenienti dalla Grecia, dal Belgio, dal Lussemburgo, dalla Germania e dalla Francia parteciperanno a questa azione di protesta e si aggiungeranno alla delegazione che trasmetterà dichiarazioni, risoluzioni e mozioni con migliaia di firme a René Van der Linden , Presidente dell’APCE.

I partiti seguenti hanno partecipato all’Incontro di Bruxelles:

Partito del Lavoro del Belgio
Partito Comunista di Cuba
Partito Comunista di Boemia e Moravia (KSCM, Repubblica Ceca)
Partito Comunista di Danimarca
Polo della Rinascita Comunista in Francia (PRCF)
Unione dei Rivoluzionari-comunisti di Francia (URCF)
Partito Comunista Tedesco (DKP)
Partito Comunista di Grecia (KKE)
Rete dei Comunisti (Italia)
Partito Socialista di Lettonia
Partito Comunista di Lussemburgo (KPL)
Nuovo Partito comunista dei Paesi Bassi (NCPN)
Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE)
Partito Comunista di Gran Bretagna (marxista-leninista) (Regno Unito)