Contro la guerra, per il ritiro immediato delle truppe – Documento del CPR del PRC dell’Emilia Rom.

DOCUMENTO POLITICO

Riprendere le mobilitazioni contro la guerra e per il ritiro immediato del contingente militare italiano dall’Iraq

La recente, drammatica conferma, grazie ad un’inchiesta di Rai News 24, che nel corso dell’offensiva statunitense contro la città ribelle di Falluja nel novembre 2004 è stato utilizzato fosforo bianco (MK 77), arma chimica vietata da tutte le convenzioni ONU in grado di incendiare l’aria e distruggere ogni forma di vita in un raggio di 200 metri, pone di fronte a tutto il movimento per la pace la necessità di una ripresa delle mobilitazioni per fermare la guerra e consentire il rientro immediato del nostro contingente militare.

Il tentativo di dividere il paese, l’utilizzo di armi di distruzione di massa, l’impiego di mercenari e metodi adottati in Sudamerica (vedi tattica dei check points e l’impiego di squadroni della morte, come pubblicamente denunciato dal nostro partito), il ricorso a pratiche ordinarie di tortura sono atti inaccettabili da parte delle forze d’occupazione contro le legittime aspirazioni di autodeterminazione e libertà del popolo iracheno ed in contrasto con lo stesso concetto di democrazia che si vorrebbe “esportare”.
Nonostante questo si stanno creando artificialmente le condizioni, alimentate da articolate ed estese campagne di informazione “pubblicitaria”, utili a preparare il terreno per eventuali attacchi preventivi contro altri paesi indipendenti dell’area.

Se il governo Berlusconi deve essere chiamato a rispondere della propria politica guerrafondaia ed anticostituzionale direttamente davanti al paese, risultano non condivisibili anche le recenti dichiarazioni di esponenti dell’Unione secondo le quali il ritiro del nostro contingente di occupazione andrebbe concordato con Stati Uniti ed “autorità irachene”.

Il Comitato Regionale del Partito della Rifondazione Comunista propone a tutte le organizzazioni provinciali e locali del partito una mobilitazione straordinaria per far conoscere quanto è accaduto e sta accadendo nell’Iraq occupato, a partire da pubbliche proiezioni del video relativo a Falluja, seguito da dibattiti ed approfondimenti non solamente sull’Iraq, ma sulla stessa “guerra preventiva” di Bush e le sue drammatiche conseguenze.
Inutile, forse, sottolineare la necessità di coinvolgere nell’organizzazione di queste iniziative quanti più soggetti politici, sociali e di movimento possibili, per tentare di ricostruire non solamente un maggiore livello di coscienza e conoscenza, ma anche di riprendere lotte e mobilitazioni.

Il Comitato Politico Regionale dell’Emilia-Romagna

Bologna, 12 novembre 2005