Contro il rifinanziamento della missione afghana

“La partecipazione dei contingenti italiani nelle regioni della ex Iugoslavia e dell’Afghanistan rispondono non ad azioni di pace sotto l’egida dell’ONU…ma a vere e proprie guerre di riposizionamento e riassetto dei poteri mondiali” Con questi contenuti il gruppo del PRC alla Camera ribadiva per l’ennesima volta il proprio NO al rifinanziamento delle missioni all’estero nella seduta del 15/03/05.
Su temi come la pace e la guerra si sono prodotte scelte di portata epocale: la Rivoluzione d’Ottobre trovò spinta e vigore dal ritiro delle truppe da un conflitto mondiale, e sul NO ai crediti guerra discese la nascita del movimento comunista in Italia.
Sul rifiuto della guerra come strumento di aggressione moltissime persone sono finite in galera quando il servizio civile rappresentava un atto “illegale” di disobbedienza.
Sulla lotta alla guerra preventiva ed in difesa dell’art.11 della costituzione, si sono mobilitate milioni di persone negli ultimi anni
Di fronte a tutto ciò è pensabile liquidare in modo sprezzante o delegittimare la presa di posizione di alcuni Senatori de “L’unione” o quella di persone come Gino Strada, Giulietto Chiesa, Giorgio Cremaschi o Rossana Rossanda? E’ comprensibile rivendicare un vincolo di mandato parificando il voto sulla pace e sulla guerra ad un qualsiasi atto amministrativo? Sarebbe in questo senso paradossale se il nostro partito dopo aver fatto della non violenza un elemento costitutivo della propria natura ed aver addirittura proposto il diritto all’obiezione di coscienza per i militari di carriera in missione all’estero con apposita proposta di legge del 03/10/02, non garantisse lo stesso diritto al proprio interno o peggio lo liquidasse come un problema disciplinare.
Io penso che i senatori in questione, in coerenza con quanto fatto e detto negli anni passati dal PRC, ed in sintonia con i movimenti per la pace, chiedano giustamente per l’Afghanistan non tanto un ritiro immediato, ma una presa di posizione chiara de “L’unione” in merito ad una strategia di uscita da uno scenario di guerra, e che questo si faccia da qui alla discussione del decreto alle Camere senza diktat da parte di nessuno. Sulla tenuta della maggioranza poi questo è un problema di cui deve farsi carico tutta la coalizione e non solo una sua parte. E’ impensabile che il nostro Governo, la nostra maggioranza, quella che faticosamente ha cacciato il Polo dalla guida del paese, per garantirsi il voto aggiuntivo dell’UDC e di altre componenti del centro destra, liquidi come un fastidioso contrattempo non tanto la posizione di qualche Senatore, bensì quella di una parte determinante di popolo che con fiducia ha contribuito alla sconfitta di Berlusconi, ma soprattutto dei contenuti della sua politica.

Stefano Cristiano CPN Federazione di Pistoia
Claudia Rosati Segreteria Provinciale Federazione di Firenze
Diego La Sala Coordinatore Provinciale GC Federazione di Pistoia
Mauro Gibellini Presidente Collegio Garanzia PRC Federazione di Massa Carrara
Antonio Falcone Segretario Circolo PRC di Chianciano Terme
Roberto Cappellini Capogruppo PRC Provincia di Pistoia
Luciano Giannoni Capogruppo PRC Provincia di Livorno
Iacopo Borsi PRC Federazione di Firenze
Enrico Pellegrini Coordinamento Regionale Toscano dei GC
Rosalia Billero Capogruppo PRC Comune di Pistoia
Ugo Bazzani Segretario Provinciale Federazione di Pistoia