Contro il muro, per la Palestina

Il dramma di Marwan Barghouti e delle migliaia di prigionieri politici palestinesi, quello dei profughi costretti a vivere negli squallidi campi in Libano o sparsi per il mondo, la tragica vita quotidiana degli abitanti dei territori occupati richiusi in bantustan dal muro dell’apartheid, così come la resistenza palestinese contro l’occupazione, sono tornati a Roma all’attenzione dell’opinione pubblica e delle forze politiche nel corso della due giorni di mobilitazione a fianco del popolo palestinese organizzata ieri alla tenda dell’ex mattatoio di Testaccio e oggi presso la vicina facoltà di architettura. L’iniziativa, che vede la partecipazione dell’avvocato Fadwa Barghouti, moglie di Marwan Baghouti, e del rappresentante dei profughi palestinesi in Libano, Salah Salah, è stata organizzata dal comitato «Per non dimenticare Chatila» e dalle forze che da quattro anni organizzano l’annuale campagna «Stop the War, Stop the Wall» che hanno raccolto un invito in tal senso delle Ong palestinesi dei territori occupati. Prima tappa per la costruzione di una manifestazione nazionale per la Palestina che si dovrebbe tenere il prossimo febbraio a Roma per ribadire il sostegno del popolo e dei democratici italiani al diritto palestinese ad avere uno stato nei territori occupati nel 1967 con capitale Gerusalemme est, a vedersi riconosciuto il «diritto al ritorno» per i profughi, e alla liberazione di tutti i prigionieri politici nelle carceri israeliane. Ma anche per ricordare ai partiti del centro-sinistra la necessità di un impegno concreto contro la guerra in Iraq, ancora in corso, contro l’occupazione dei territori occupati e per la nascita di uno stato palestinese nella West Bank e a Gaza con capitale Gerusalemme est.

La prima giornata dell’iniziativa è stata dedicata al caso di Marwan Barghouti, il leader di al Fatah nella West Bank e membro del parlamento palestinese sequestrato dagli israeliani nell’aprile del 2002 durante l’operazione «scudo difensivo» che ha stracciato definitivamente quello che restava degli accordi di Oslo con la rioccupazione dei territori amministrati dall’Anp. La vicenda di Marwan (il 6 giugno 2004 condannato a 5 ergastoli più 40 anni di carcere) è stata rievocata nel corso di una conferenza stampa alla camera dalla moglie, Fadwa Barghouti, nel corso di una conferenza stampa, coordinata da Maurizio Musolino di Rinascita, alla quale hanno partecipato numerosi deputati ed esponenti della sinistra tra i quali Giovanni Russo Spena, Silvana Pisa, Gabriella Pistone, Jacopo Venier e Fabio Marcelli. Oltre a ricordare le drammatiche condizioni di prigionia dell’esponente palestinese, Fadwa Barghouti ha anche anticipato che Marwan Barghouti sarà il capolista di al Fatah alle prossime elezioni palestinesi. Nel pomeriggio, alla tenda del Villaggio Globale, in un’assemblea del movimento coordinata da Sergio Carraro di «Radio Città aperta», la discussione si è incentrata sul lancio di un comitato nazionale per la liberazione di Barghouti e degli altri prigionieri politici palestinesi (per adesioni [email protected]) basato su un appello in tal senso che ha già raccolto il sostegno di decine di esponenti della sinistra. In serata concerto con Luca Zulu, prima tappa di una serie di iniziative in Italia e, alla fine di novembre, in Libano dove suonerà con il suo gruppo nei campi profughi di Beirut. Questa mattina Fadwa Barghouti, Salah Salah e l’ambasciatore palestinese Nemer Hammad, parteciperanno nel comune partenopeo di Marano alla cerimonia per l’inaugurazione di una strada intitolata a Yasser Arafat. Oggi pomeriggio alla Facoltà di architettura, sempre a Testaccio, assemblea pubblica a sostegno del popolo palestinese con Fadwa Barghouti, Salah Salah e numerosi esponenti della sinistra.