Contro il caporalato – Appello

Non possiamo e non vogliamo accettare che nel nostro paese continuino ad esistere situazioni di caporalato e di sfruttamento estremo del lavoro a danno, soprattutto, delle persone migranti, regolari e non, dei rifugiati e degli asilanti.
Il reportage pubblicato dall’Espresso a cura di Fabrizio Gatti, ‘Io schiavo in Puglia’, ha portato alla luce il gravissimo fenomeno dello sfruttamento della manodopera stagionale in agricoltura.
Che le pratiche del caporalato, dell’intermediazione di manodopera, del ricorso al lavoro nero siano tornate ad essere pratiche diffuse di illegalità in agricoltura, in particolare nel meridione d’Italia, era già stato dettagliatamente denunciato nel marzo del 2005 dall’associazione umanitaria internazionale Medici Senza Frontiere (MSF) con la pubblicazione del rapporto “I frutti dell’ipocrisia”.
Che le stesse condizioni di sfruttamento e precarietà riguardino anche altri settori delle attività lavorative e produttive del nostro paese quali l’edilizia, l’industria tessile e manifatturiera è dimostrato dalle quotidiane notizie di cronaca sulle tante ‘morti bianche’ e sui casi di donne, minori e uomini ridotti in schiavitù. Condizioni ancora più gravi di ricatto, di violenza (talvolta anche sessuale) e di segregazione domestica, conosciute e quasi mai denunciate, sono l’apice di un malessere profondo.
Ogni società che vuole definirsi civile e democratica si qualifica per i comportamenti collettivi e singoli dei suoi cittadini nella promozione e nella tutela dei diritti umani. Così come un’economia sana si qualifica per la responsabilità e per i principi etici delle sue imprese. Non possiamo permettere che territori geografici, e umani, del nostro paese continuino ad essere sottratti alla legalità dello Stato. Non possiamo permettere che gli organismi preposti al controllo continuino ad ignorare queste forme di sfruttamento inumano.

Rivolgiamo appello:

A tutte le istituzioni nazionali e agli enti locali affinché:

1) mettano in atto politiche di ripristino della legalità e di controllo e repressione dello sfruttamento della manodopera;
2) aiutino le vittime a emergere e a denunciare i propri sfruttatori;

Alle imprese agroalimentari ed alle associazioni ed organizzazioni dei produttori e dei coltivatori affinché, nell’adottare i principi della responsabilità d’impresa, individuino forme di controllo e strumenti di certificazione etica del lavoro, espellendo dai propri sistemi di filiera quei soggetti che dovessero violarli;

Al Governo e a tutte le forze politiche affinché:

1) i diritti umani e la lotta allo sfruttamento di manodopera ed al caporalato trovino spazio adeguato nelle agende politiche;
2) vengano promosse campagne di sensibilizzazione pubblica contro ogni forma di sfruttamento e di discriminazione;

A tutti i cittadini affinché si informino su ciò che acquistano, rifiutando quei prodotti di cui non risulta certa l’eticità di produzione.

Hanno finora aderito:

Maria Cuffaro
Sabina Guzzanti
David Riondino
Alessandro Haber
Dario Fo
Ascanio Celestini
Luca Barbarossa
Sud Sound System
Paolo Rossi
Loris Mazzetti
Moni Ovadia
Daniele Luttazzi
Dario Vergassola
Capareza
Eugenio Finardi
Achille Occhetto
Vittorio Agnoletto
Negramaro
Giulietto Chiesa
Annet Henneman (Teatro di Nascosto)
Renzo Arbore

L’appello è online sul sito:www.comitatodirittiumani.org
Per aderire: [email protected]