Contratto fermo, le tute blu vanno in tivù

«Nessun significativo passo in avanti», hanno commentato i sindacati dopo l’incontro con le imprese. E’ stato ancora un niente di fatto, ieri, alla trattativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici (scaduto da quasi un anno) che riguarda oltre un milione e mezzo di lavoratori. Roberto Santarelli, direttore generale di Federmeccanica, ha ribadito la «volontà di chiudere il contratto entro l’anno». Ma, sottolineano Fim Fiom e Uilm, le distanze restano notevoli. Sul salario i sindacati hanno chiesto un aumento medio di 130 euro, di cui 25 per chi non fa contrattazione aziendale. Federmeccanica ne ha messi sul piatto 70 (incrementando di una decina di euro l’offerta iniziale). E nell’incontro di ieri si è detta disposta, per la prima volta, a prendere in considerazione i 25 euro chiesti per chi non fa contrattazione aziendale. A condizione però – ha spiegato Santarelli – che questi aumenti vengano riassorbiti non solo attraverso gli incrementi da contratto aziendale, ma anche da quelli derivanti da superminimo (quell’aumento non contrattato e deciso «unilateralmente» dalle aziende, spesso proprio per evitare che arrivi il sindacato, là dove non si fa contrattazione aziendale). In pratica se nell’ipotesi dei sindacati i lavoratori interessati da quei 25 euro sono circa 800 mila (la metà del totale), in quella di Federmeccanica il numero verrebbe dimezzato. Per discutere su questo punto comunque i sindacati hanno fissato una segreteria unitaria per giovedì.

Restano aperti anche tutti i nodi sulla flessibilità, a partire dall’orario di lavoro. Federmeccanica, in cambio di un’apertura sul versante del salario, chiede «maggiore libertà» nell’utilizzo di quelle 64 ore all’anno che, per contratto, costituiscono la cosiddetta flessibilità aziendale (ma che oggi riguardano solo le aziende con stagionalità di prodotto e comunque sono vincolate alla contrattazione con le Rsu).

Il confronto, in un tavolo separato (convocato per mercoledì) ma non molto distante in quanto a sostanza, riguarda anche i temi della precarietà e della legge 30: Federmeccanica dice sì a una regolamentazione della flessibilità «in entrata», in cambio di una maggiore flessibilità «nella prestazione di lavoro» (di cui si diceva sopra). Il prossimo round contrattuale è previsto per il 6 dicembre. E prima, il 2 dicembre, ci sarà lo sciopero e la manifestazione nazionale a Roma dei metalmeccanici, con un adesione che i sindacati annunciano altissima. Ieri la vertenza delle tute blu è stata al centro di una puntata di Primo Piano, del Tg3. Cosa non da poco, considerando quei 12 minuti e 2 secondi: l’unico spazio di visibilità dedicato a loro dai vari tigì in ben sette mesi.