“Contatti Pericolosi.Hamas e Iran stabiliscono rapporti con l’America Latina.Monito di Washington”

Traduzione dal tedesco di Giovanni Salati

Tanto Washington che la UE si distanziano dai governi di Teheran e Ramallah.
Ma anche chi subisce la politica isolazionista occidentale ha margini di manovra.
Nel corso di colloqui con il Segretario di Stato statunitense C.Rice, i governi di Egitto e Arabia Saudita hanno rifiutato di allinearsi al boicottaggio occidentale nei confronti della amministrazione palestinese.
“Dobbiamo dare tempo a Hamas”, ha dichiarato il ministro degli Esteri egiziano Ahmed Abdul Gheit, il quale ha fatto riferimento agli sforzi della organizzazione palestinese volti a dar vita ad un governo di tutti i partiti, nonostante essa abbia ottenuto la maggioranza assoluta in occasione delle elezioni parlamentari del 25-1.
Simili considerazioni provengono anche dall’America Latina.
A differenza che in Usa e UE, qui Hamas non compare in alcuna “Lista del Terrore” e anche l’atteggiamento verso l’Iran è decisamente meno intransigente.
“Dopo aver visitato i paesi del Medio Oriente, andremo in America Latina”, ha reso noto un portavoce di Hamas l’8-2 nel corso di un’intervista con la BBC.
Si cercano contatti, prima di tutto, con i governi di sinistra di Venezuela, Bolivia e Cuba, stando a Mohamed Nazzal, che ha sottolineato il comune rifiuto della politica estera statunitense: “Il punto fondamentale è che questi stati si contrappongono agli Usa”.
Una dato che, certamente, facilita l’avvio di contatti, per Nazzal.
In programma ci sono visite anche in Argentina e Brasile.
“Se vogliono venire”-ha risposto il vicepresidente venezuelano José Vicente Ranger-“sono i benvenuti”.
Simile è il rapporto con l’Iran.
Mentre in occidente le minacce di sanzioni prendevano sempre più piede, il presidente del parlamento di Teheran si è recato a Cuba, in Venezuela e in Brasile.
A L’Avana, Gholam Ali Haddad ed il suo omologo cubano Ricardo Alarcòn hanno ribadito il diritto di tutti gli stati all’uso civile e pacifico dell’energia atomica.
Inoltre, è stata dichiarata una comune volontà di combattere il terrorismo a livello mondiale.
Precedentemente, Haddad ed il presidente del parlamento venezuelano, Nicolàs Mauro, avevano sottoscritto una dichiarazione contro lo sviluppo e la diffusione delle armi nucleari.
In occasione della seduta dell’Autorità Internazionale per l’Energia Atomica dello scorso mese dedicata anche al programma nucleare iraniano, soltanto Cuba, il Venezuela e la Siria si erano opposti al deferimento di Teheran al Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
Un tale atteggiamento e i contatti aperti con Hamas e Teheran non sono rimasti senza conseguenze.
Il deputato repubblicano statunitense Dan Burton si è dichiarato “decisamente preoccupato”, poiché “il presidente venezuelano Hugo Chavez e il dittatore comunista cubano Fidel Castro, come altri capi di stato latino-americani, aprono a organizzazioni terroriste islamiche come Hamas e a riconosciuti sostenitori del terrorismo come l’Iran”.
Stando a Burton, membro della commissione esteri della Camera dei Rappresentanti, gli Usa faranno di tutto “per convincere” questi stati che, “perseguendo una simile politica, mettono in pericolo sé stessi e altri”.

Inoltre:
L.Conti: “Venezuela-Iran: accordo energetico o strategia antiamericana”, www.equilibri.net, 8-3-2006
J.Gluesing: “Islam is gaining a Foothold in Chiapas”, http://service.spiegel.de/cache/international/spiegel/0,1518,druck-358223,00.html