Condoleezza: Italy, grazie di Vicenza

Cordialmente faccia a faccia per mezz’ora toccando l’atlante delle crisi mondiali, dall’Afghanistan all’Iran, dal Medio oriente al Kosovo, per finire su Vicenza, un passaggio non certo esplosivo ma che poteva essere potenzialmente assai pericoloso per le relazioni tra Roma e Washington. «Mi ha espresso i suoi ringraziamenti – spiega D’Alema parlando del suo incontro con Condoleezza Rice – per alcune difficili decisioni prese sull’Afghanistan e su Vicenza. Su questo punto ho raccomandato agli Stati uniti di tener conto delle preoccupazioni della popolazione di Vicenza per quanto riguarda l’impatto urbanistico e ambientale dell’allargamento della base. Spero che gli Stati uniti tengano conto delle preoccupazioni». Il capo della diplomazia italiana ricorda che queste stesse preoccupazioni sono presenti nella delibera di approvazione all’allargamento di Camp Ederle, che «pure esprimendo parere favorevole ha posto una serie di condizioni e di problemi di cui spero gli americani vorranno tener conto».
«E’ stata messa sul tavolo un’esigenza politica – spiega una fonte diplomatica – ed abbiamo trovato una grande ricettività da parte di Condoleezza Rice per arrivare ad un progetto che abbia il minimo impatto ambientale sul tessuto urbano della città. Senz’altro terranno presente le nostre considerazioni». Da parte italiana si tratta al momento di un atto di fede, l’unico d’altronde possibile visto che l’ok di Roma è arrivato da poco e da parte statunitense manca ancora un qualsiasi progetto per l’allargamento della base su cui si possa valutare nel concreto l’impatto per Vicenza e la sua cittadinanza.
Vicenza è stata solo un passaggio di un incontro che rientra nella categoria di quelli «molto cordiali», assicura la diplomazia italiana, a dimostrazione di un’intesa tra la Rice e D’Alema che va avanti da tempo e che, ascoltando sempre la diplomazia italiana, riflette il buon sangue che scorre tra Washington e Roma. «C’è una grande fiducia verso l’Italia – dice sempre la fonte – buona parte dell’incontro è passato in ringraziamenti per l’impegno italiano in varie crisi». Un incontro più politico che di sostanza, visto il poco tempo a disposizione, ma anche un incontro simbolico. Il segretario di stato Usa aveva infatti in agenda solo due incontri a tu per tu, quello con D’Alema e l’altro con il ministro degli esteri afghano.
Proprio sull’Afghanistan, la Rice, oltre a ringraziare il suo omologo per l’approvazione del decreto legge con cui vengono rifinanziate le missioni internazionali, non boccia l’idea della Conferenza internazionale, la considera «un tema da approfondire», assicura D’Alema. Ma è anche chiaro che non si tratta certo di un tema in agenda a breve termine. C’è maggiore sintonia quando si parla di Medio Oriente, un territorio in cui Roma può vantare il ruolo di primo piano svolto in Libano. D’Alema ha ribadito l’intenzione di «incoraggiare il dialogo tra Abu Mazen e il governo israeliano», ma anche come siano necessari risultati ed atti concreti, «come una tregua e la restituzione dei soldi delle imposte che spettano ai palestinesi». Tra la Rice e D’Alema qualche parola anche sui negoziati sull’Iran e qualche scambio di preoccupazioni sul Kosovo. «D’altronde – conclude la fonte – in mezz’ora non è che si poteva affrontare chissà che cosa».