«Con la minima impossibile stare dietro al caro-vita»

Un’emergenza nell’emergenza. I dati Istat sulla povertà confermano che gli anziani sono una delle categorie più esposte: il 14% degli over 65 è considerato «indigente». Nel centro Italia, il tasso di povertà relativa è più che raddoppiato rispetto al 2003 – dal 4,2 al 10% – e restano drammatiche le condizioni di vita nel Mezzogiorno: qui i poveri ultrassessantenni superano il 28%. A incidere di più sulle difficoltà della popolazione anziana – fanno notare dall’Osservatorio della terza età – le spese legate al sostentamento e ai medicinali. Secondo i dati dell’Ote si stanno ingrossando le file di chi si rivolge alla Caritas o ad altri enti di assistenza per mangiare: nel 2004 sono state distribuite 53mila tonnellate di alimenti per sostenete un milione e duecentomila anziani. Coldiretti ha inoltre verificato che nel Mezzogiorno quasi il 40% delle persone tra 55 e i 64 anni ha dovuto fare i conti, nel 2004, con una riduzione della spesa per l’alimentazione. Ma anche l’aumento dei costi per la casa pesa sulle tasche degli over 65. «I rincari delle bollette e degli affitti – racconta Riccardo, 72 anni – ci strozzano. Abbiamo un’entrata fissa, stare appresso al carovita è impossibile». Tutto questo mentre il governo attraverso i tagli agli enti locali impone un controllo della spesa sociale. Dall’osservatorio sulla famiglia riunito a Bologna il sottosegretario al Welfare Sestini invita a «razionalizzare» i costi per la «cura» degli anziani. L’Auser, Onlus a sostegno della terza età, lamenta invece insieme ai sindacati la mancata istituzione di un Fondo nazionale per la non autosufficienza e avverte: «Le associazioni di volontariato non possono supplire da sole all’assenza di investimenti statali per i più deboli».