Con Giovanni Pesce resta viva la memoria della Resistenza

Caro direttore, carissimi compagni,

gli anni trascorsi dalla Resistenza stanno superando i 60, avere ancora l’ onore di testimonianze vive e dirette diventa occasione rara.

E’ necessario tenere viva la memoria, pretendere che l’ istruzione pubblica ne faccia argomento di valore storico: chi erano i partigiani, cosa fecero per liberare l’ Italia dall’ occupazione nazista, il contributo che hanno dato in altri paesi per la liberazione dall’ oppressione, cosa è stata e l’ importanza che ha avuto la solidarietà internazionalista.

Per questo chiedo ci si mobiliti per ottenere la nomina di senatore a vita per Giovanni Pesce, dal 1936 garibaldino in Spagna, partecipa a tutti i combattimenti fino alla battaglia dell’ Ebro riportando diverse ferite; rientrato in Italia viene arrestato, processato e confinato a Ventotene; dal 1943 organizza i GAP a Torino e nel ’44 assume il comando del 3° GAP a Milano. Decorato di medaglia d’ oro, la Repubblica Italiana adesso gli deve riconoscere la nomina di senatore a vita, perchè deve essere riconosciuta la Resistenza “senatrice a vita”.

Saluti comunisti.

Angelo Bariani
(Reggio Emilia)