Comunicato sulla riforma della Costituzione

Comunicato di Claudio Grassi e Alberto Burgio

La riforma della Costituzione approvata ieri dal Senato rappresenta
l’ultimo e forse il più grave atto compiuto da questo governo contro lo
Stato repubblicano nato dalla Resistenza. Non si tratta soltanto – come
riduttivamente si ripete – della “devoluzione”, anche se il
trasferimento di competenze legislative esclusive alle Regioni in
materie essenziali come la sanità e la scuola costituisce di per sé una
gravissima minaccia all’unità del Paese e la premessa per più profonde
disparità tra il ricco nord e il Mezzogiorno, già pesantemente
discriminato. C’è dell’altro: c’è il mutamento della forma dello Stato,
che surrettiziamente viene trasformandosi in una Repubblica
presidenziale, nella quale il Primo ministro sarà incontrastato dominus
del Parlamento. Unitamente alla riforma dell’ordinamento giudiziario
(che ha posto le basi per il controllo politico della magistratura) ciò
comporta una concentrazione di poteri nelle mani dell’esecutivo
incompatibile con i principi cardine del costituzionalismo moderno.
Nel constatare la gravità di questo attacco, non possiamo non
considerare che siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di quanto
nefaste siano state le riforme istituzionali promosse dal centrosinistra
nel corso degli anni Novanta. Questa riforma, infatti, non è soltanto il
coronamento di una dissennata tendenza a considerare la Carta
costituzionale riformabile in base a valutazioni politiche contingenti.
E’ anche la conseguenza di una improvvida e mal concepita riforma
maggioritaria, che ha offerto alla destra l’opportunità di forzare le
procedure previste per la revisione costituzionale e di stravolgere metà
della Carta a colpi di maggioranza.
Ora tutta la nostra determinazione va posta nella preparazione della
campagna referendaria allo scopo di diffondere in tutto il Paese la
consapevolezza della necessità di respingere questa sciagurata riforma.
Già da oggi questo è uno dei nostri principali obiettivi.