Comunicato stampa di “Dentro e fuori le mura”

COMUNICATO STAMPA DEL GRUPPO ‘DENTRO E FUORI LE MURA’

Firenze, 12 novembre 2005

Nel carcere di Sollicciano continua la protesta dei detenuti e delle
detenute contro le condizioni disumane in cui sono costretti/e a vivere,
per l’indulto/amnistia e per un rovesciamento delle attuali politiche
penali e penitenziarie, sull’immigrazione e sulle tossicodipendenze.
Ribadiamo la nostra solidarietà alla mobilitazione dei detenuti e
invitiamo tutti/e ad esprimere il proprio appoggio, in qualsiasi forma,
con la mobilitazione dei detenuti e delle detenute di Sollicciano. Anche
facendosi portavoce delle loro richieste e partecipando alle prossime
iniziative che verranno convocate.
Sovraffollamento, negazione del diritto alla salute, uso repressivo
della psichiatria, autolesionismo, tentati suicidi, abuso della
carcerazione preventiva e assenza del diritto alla difesa: sono queste
le parole chiave della quotidianità a Sollicciano. Una realtà che, come
spiegano i detenuti stessi nella lettera che riportiamo, non potrà che
essere aggravata dalla sciagurata approvazione della cosiddetta
‘ex-Cirielli’: una legge apertamente classista, che concede l’impunità
ai potenti mentre seppellisce in carcere gli esclusi della società.
Nel frattempo, a Sollicciano sono tornate in azione le ‘squadrette’.
Alcuni giorni fa, almeno una quindicina di agenti hanno pestato un
detenuto immigrato mentre da un cortile di passeggio lo portavano alle
celle di isolamento; nella stessa occasione, altri cinque detenuti
immigrati sono stati picchiati durante il trasferimento dal ‘cellone’
che occupavano ad altre sezioni. Si sono verificati anche altri atti di
violenza su singoli detenuti. Chiediamo che la Magistratura di
Sorveglianza indaghi su questi episodi, secondo quanto stabilito dalla
legge.
Nell’incontro tenutosi in Palazzo Vecchio giovedì 10 novembre, tra gli
altri il presidente del consiglio comunale Cruccolini, il provveditore
regionale dell’amministrazione penitenziaria De Pascalis, il direttore
Cacurri e il comandante Masciullo si sono sforzati di descrivere
Sollicciano come un ‘carcere trasparente’, i cui problemi sono in via di
rapida soluzione. Un ottimismo incomprensibile, un’ironia tragica,
un’ipocrisia pericolosa.

Lettera dai detenuti di Sollicciano
La protesta continua, e le forme pacifiche si susseguiranno cercando
metodi sempre più incisivi fino alle conseguenze più estreme che ci
vedranno revocare il mandato ai nostri legali! E questa volta chiederemo
che loro scendano in piazza con noi, rivendicando la giusta applicazione
delle leggi, con criteri univoci da parte di tutti i tribunali di
Sorveglianza.
E’ l’appello che lanceremo in conferenza stampa giovedì 10 novembre,
invitando tutti i compagni detenuti nelle altre carceri a unirsi a noi
perché la nostra voce sia la voce di tutti i poveri cristi, che
affollano gli istituti di pena dimenticati dai poteri forti che cercano
immunità a nostre spese! Sì perché la ex-Cirielli, distraendo l’opinione
pubblica con l’aggravio delle pene e l’esclusione dai benefici ai
recidivi, di fatto concede un’amnistia privata a chi ha cercato
ricchezza e potere sulla pelle degli italiani, corrompendo e ricattando.
Ma chi sono i recidivi? Basta fare un giro per i corridoi degli istituti
di pena per rendersi conto della povertà, dello stato di indigenza di
chi occupa le celle! Sono costoro i ‘recidivi per forza’, coloro che una
volta fuori dal carcere restano esclusi da ogni opportunità lavorativa
senza che abbiano alcun riferimento esterno che li aiuti a reinserirsi!
Esclusi da ogni possibilità di lavoro, non resta loro che tornare a
delinquere, a rubare, a essere sfruttati da chi conduce le fila dei
grossi traffici: questi sono i recidivi che vogliono seppellire nelle
carceri!
E’ un terribile passo indietro che annulla di colpo gli effetti della
legge Gozzini che anche se spesso disattesa, ha segnato la fine della
violenza nelle carceri. E immaginiamo cosa accadrà quando al
sovraffollamento di oggi si aggiungerà la crescita di circa 20.000
detenuti all’anno!
L’esasperazione di chi non crede più nel principio rieducativi e
riabilitativo della pena porterà conseguenze terribili, e quando sarà
ancora emergenza, chi oggi ha gettato le basi delle future ‘violenze del
carcere’ dovrà rispondere agli uomini e a Dio.
Chiediamo quindi che tutti i compagni detenuti di tutta Italia si
uniscano alla nostra forma pacifica di protesta, dimostrando più
lungimiranza di chi oggi, giocando con la giustizia, ha fatto soltanto i
propri interessi privati e quelli di chi impunemente vedrà aumentare le
proprie ricchezze certo della copertura che questa ex-Cirielli comporta
per i ricchi e i potenti.

Dentro e Fuori le Mura
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