Comunicato di Essere comunisti e Sinistra critica del Lazio

COMUNICATO STAMPA

Il 20 ottobre si è svolto il Comitato Politico Regionale del Lazio di Rifondazione comunista, che ha votato su proposta del Segretario regionale, Guido Mozzetta, la nuova segreteria. Il risultato di 28 voti favorevoli, 17 contrari e due astenuti, fotografa la divisione del gruppo dirigente, il quale dal 1998 ad oggi aveva sempre diretto unitariamente il partito, gestendo la difficile fase della scissione cossuttiana e l’opposizione alla Giunta Storace.

Risulta incomprensibile la scelta della 1^ mozione congressuale di escludere una parte numericamente e politicamente importante dall’esecutivo (circa il 40% dei consensi congressuali), proprio oggi, che finalmente si può aprire una nuova fase nella vita politica del Lazio e che maggiormente servirebbe unità per battere Berlusconi e per spostare su contenuti sociali e politici avanzati il programma dell’Unione.

Nelle federazioni provinciali del Lazio c’è una gestione unitaria a Civitavecchia, Latina, Rieti e Castelli dove in passato il gruppo dirigente locale si era diviso. Inoltre, un proficuo rapporto di collaborazione si sta sviluppando a Frosinone, Viterbo e Tivoli. Nonostante questo nuovo clima nelle federazioni, nel Comitato Politico Regionale vi è stata una chiusura come non avviene in quasi nessun’altra regione d’Italia.

E’ per questo che durante la seduta il dibattito ha evidenziato la difficoltà di spiegare le motivazioni politiche di un’esclusione che lo stesso Segretario regionale ha cercato fino all’ultimo di evitare, ma trovando però una forte contrarietà di una parte della sua maggioranza, in particolare del gruppo dirigente della federazione romana.

I compagni di Essere comunisti e Sinistra critica (2^ e 4^ mozione congressuale) si impegnano da subito ad aprire in tutti i circoli un dibattito pubblico sulla politica del Prc nel Lazio e chiedono la convocazione, entro gennaio, da Statuto, della Conferenza programmatica che impegni il Gruppo e gli Assessori regionali su una linea politico-programmatica condivisa dall’insieme del corpo del partito regionale, che aiuti a superare una situazione di divisione altamente dannosa, oltrechè incomprensibile, e che favorisca il rilancio del partito in vista dell’impegnativa scadenza elettorale del comune di Roma.

In particolare questo lavoro ci vedrà impegnati nella capitale, dove un atteggiamento settario ed autosufficiente del gruppo dirigente federale produce debolezza politica ed insufficienza nel denunciare e correggere limiti ed errori presenti in alcune scelte della Giunta Veltroni.

Molto occorre ancora fare per valorizzare gli elementi progressivi presenti nel programma regionale ribadendo la centralità del ruolo pubblico in particolare su Sanità, Trasporti ed Ambiente, battendosi contro la precarietà e per la piena e buona occupazione, contrastando le spinte neocentriste e privatizzatrici presenti nei Ds e nella Margherita, oggi tornate aggressive dopo il risultato delle primarie. Infine, va data applicazione concreta all’impegno contenuto nel programma di Marrazzo di contrarietà alla cosiddetta Direttiva Bolkestein.

Per fare tutto questo è fondamentale il movimento, il conflitto sociale ed un partito unito che aiuti a costruirli.

Giuseppe Carroccia (2^ mozione Essere comunisti)
Roberto Rossetti (4^ mozione Sinistra critica)