Comunicato del Partito Comunista Sudafricano (SACP)

“Il Partito Comunista Sudafricano (SACP) condivide e accetta in pieno la decisione assunta dal governo sudafricano di non concedere il visto per una visita del Dalai Lama. Sosteniamo il nostro governo in questa sua decisione.

E’ cosa nota che il mese di marzo è un periodo particolarmente delicato, dal momento che è collegato al putsch del Dalai Lama per la secessione del Tibet dalla Cina: una circostanza che viene generalmente presa in considerazione dagli ambienti diplomatici, compresi quelli di tutti i maggiori paesi occidentali. Questi stessi paesi sarebbero stati anch’essi estremamente cauti nel permettere la visita del Dalai Lama nelle proprie capitali in questo periodo.

E’ dunque ipocrita da parte di qualcuno, compresi i leader occidentali, condannare in questa occasione il comportamento del Sud Africa.

Il SACP intende mettere in evidenza i tentativi di coloro che, sfruttando il fatto che il Sud Africa è in piena campagna elettorale, tendono a politicizzare la posizione del governo sudafricano in merito alla questione del Dalai Lama e a strumentalizzare la Conferenza per la Pace per la World Cup del 2010 (i campionati del mondo di calcio-ndr) per sostenere opportunisticamente un programma separatista tibetano in chiave anti-cinese.

Noi ci opponiamo a questi giochi politici di prestigio volti a costringere il nostro governo ad interferire attivamente negli affari interni della Cina e a strumentalizzare politicamente milioni di tifosi della World Cup 2010, la maggior parte dei quali, in più di 100 nazioni, sostiene la piena sovranità della Cina sul Tibet.

L’intera operazione ha il sapore dell’ipocrisia e deve essere denunciata.

Ci congratuliamo con il comportamento vigile del nostro governo che si assume così la piena responsabilità di promuovere una posizione indipendente e sovrana sulle questioni di politica estera, ivi compresa la riaffermazione del suo pieno appoggio alla politica di “Una Cina – Due Sistemi”.

I comunisti riaffermano il loro sostegno di principio alla necessità che la Conferenza di Pace per la World Cup 2010 si svolga secondo il programma stabilito, senza indulgere a pericolose operazioni politiche, fortemente connesse agli interessi dell’imperialismo e alle sue aggressioni, in particolare nei confronti dei paesi in via di sviluppo”.

Il Partito Comunista Sudafricano (SACP)
23 marzo 2009

Traduzione dall’inglese di Mauro Gemma