Comunicato del Cdr di Liberazione

Oggi Liberazione esce senza le firme dei giornalisti. Firmano esclusivamente i collaboratori e i redattori precari. Si tratta di un’ulteriore forma di protesta decisa dall’assemblea di redazione che ha intensificato l’agitazione sindacale in vista della riunione del Consiglio di Amministrazione della società editrice in programma per lunedì prossimo. Non possiamo accettare che venga definito e imposto a scatola chiusa un piano di ristrutturazione senza una trattativa preliminare con i lavoratori. Non possiamo accettare un pacchetto di misure preconfezionato, prendere o lasciare, come sarebbe un piano deciso dal Cda e già passato al vaglio degli organismi dirigenti del Partito proprietario unico della testata. Tanto meno potremmo subire passivamente il ricorso unilaterale da parte dell’azienda allo stato di crisi con tutte le pesanti conseguenze sull’occupazione e il reddito dei lavoratori. Chiediamo perciò che il Cda apra subito un tavolo di confronto per esaminare la condizione effettiva del giornale, le sue prospettive e risorse e le diverse possibili soluzioni. E’ indispensabile conoscere dati finanziari certi. Le assicurazioni del Prc circa il ripiano di bilancio per l’anno in corso, indubbiamente positive, non risolvono però gli interrogativi sul futuro del giornale già per il 2009. D’altra parte è ancora difficile quantificare esattamente gli effetti finanziari del gravissimo taglio all’editoria deciso dal governo che possono variare a seconda degli esiti del dibattito parlamentare sul regolamento applicativo. Ma pesanti interrogativi emergono dallo stesso bilancio aziendale presentato dalla Mrc. E’ nostro preciso diritto conoscere la reale condizione finanziaria, l’entità effettiva delle diverse poste di bilancio, molte delle quali non ci convincono affatto, nonché le ragioni economiche e le connesse responsabilità delle scelte compiute. In particolare riteniamo inaccettabile che continuino a gravare sul giornale e si siano anzi ulteriormente appesantiti stipendi e contributi per persone che sono estranee alla redazione mentre i collaboratori non ricevono da tempo i compensi e alcuni giornalisti che prestano quotidianamente la loro attività sono stati assunti con contratto a termine e tra pochi giorni, secondo l’amministrazione, dovrebbero restare disoccupati. Pretendiamo la definizione certa della pianta organica sulla base delle realtà di fatto e il superamento del precariato. Ed è solo su questa base che saremo disponibili ad una trattativa seria sul rilancio di Liberazione . Richiamiamo pertanto il Cda e la Proprietà al rispetto della regola sindacale più elementare: non si impone ma si tratta.