Comunicato degli scienziati e delle scienziate contro la guerra

Le recenti rivelazioni da parte di alcuni mass-media sull’operato delle forze statunitensi durante l’assedio di Falluja ci spingono a prendere posizione in quanto scienziate e scienziati spinti dalla volontà di usare a fini di pace le competenze acquisite per il lavoro che facciamo.

L’uso di WP (Willi Pete, ovvero il fosforo bianco nel gergo militare), come documentato in particolare dal servizio di Ranucci su RAInews24 (vedi: http://www.rainews24.it/Notizia.asp?NewsID=57784), costituisce una violazione del principio di base della Convenzione sulle Armi Chimiche, cui gli Stati Uniti aderiscono dal 1997. La convenzione infatti si pone come fine “la proibizione e l’eliminazione di tutti i tipi di armi di distruzione di massa; convinti che la completa ed effettiva proibizione dello sviluppo, produzione, acquisizione, immagazzinaggio, detenzione, trasferimento ed uso di armi chimiche e loro distruzione, rappresenta un passo necessario verso il conseguimento di tali obiettivi comuni”.

Il WP, come il Napalm, è una sostanza classificata come “incendiaria” il cui uso in guerra sarebbe permesso in circostanze ben definite. Al di là di usi ‘legalmente’ permessi e vietati, però, il risultato sui civili (previsto, ed anzi cercato dai militari USA), costituisce un fatto documentato ed ormai indubitabile.

L’utilizzo di queste tecniche sulla popolazione civile è di gravità inaudita, suscita il nostro orrore, e ci impone di denunciare con forza l’abominio che rappresenta: la trasformazione di conoscenza, bene comune dell’umanità, in strumento di distruzione di massa.
L’episodio (ammesso che di episodio si tratti e non di strategia deliberata) è reso ancora più grave dai tentativi di impedire le testimonianze, facendo pagare prezzi altissimi e personali ai giornalisti non-embedded per il coraggio delle loro denunce.
Come se non bastasse, una volta svelata la strage nascosta, l’amministrazione USA tenta ancora di minimizzare e/o negare l’accaduto e i suoi effetti drammatici.

Ma le conseguenze di tale gesto potrebbero essere ancora più gravi: ci domandiamo infatti su quale base si potranno ritenere vincolanti tutti i trattati e le convenzioni con cui si è cercato di costruire un mondo vivibile, nonostante la propensione umana alla guerra. Il comportamento dell’esercito statunitense oggi in Iraq, come trenta anni prima in Vietnam, come anche la guerra chimica messa in atto dalla NATO contro la cittadinanza jugoslava (i cui effetti di lungo periodo sono stati rilevati anche da organismi internazionali) fanno ridiventare “prassi bellica ordinaria” quei crimini di guerra che si speravano banditi per sempre dalla Storia.
Chi mai si sentirà obbligato a non diffondere malattie, a non avvelenare le acque, a non ‘ distruggere il nemico ‘ anche usando armi atomiche? Se è concesso ai più potenti di non seguire le regole da loro stessi imposte a tutti gli altri, perché chi già soffre per i loro soprusi non dovrebbe usare le stesse armi?
Malgrado tutti gli impegni solenni pronunciati dopo Hiroshima e l’Olocausto, dopo il Vietnam, si stanno ripetendo orrori che speravamo espulsi dalla storia; orrori che saranno ancora un volta pagati da tutta la collettività mondiale, in termini fisici e sociali, a partire come sempre dai più poveri ed indifesi.

È possibile che i veri responsabili di tutto questo non saranno mai ufficialmente giudicati e condannati, magari appellandosi a cavilli (il WP non è compreso nell’elenco delle armi chimiche, gli USA non hanno mai firmato il protocollo di Ginevra sulle armi incendiarie, ecc), ma tutte le persone devono sapere quali sono gli interessi strategici ed economici che rendono il mondo un luogo in cui è sempre più difficile e doloroso sopravvivere.

È necessaria ed urgente una reazione molto decisa, che già si intravede nelle prime mobilitazioni popolari. A queste aggiungiamo da parte nostra la ferma richiesta che sia fatta piena luce su questo come su altri episodi recenti di guerra inumana da parte di USA e NATO, e “coalizioni di volenterosi” di cui disgraziatamente fanno parte anche forze del nostro Paese. Chiediamo chiare prese di posizione ed azioni conseguenti dei nostri esponenti politici, che devono decretare il rientro immediato delle nostre truppe e farsi portatori di richieste presso tutti gli organismi internazionali specifici (CWC – Chemical Warfare Commission) e generali (ONU) affinché essi si pronuncino su questa guerra, su questo episodio, su questo criterio di due pesi e due misure nei rapporti tra Stati.

Per parte nostra, ribadiamo il nostro impegno a non collaborare a qualsiasi attività connessa con l’industria bellica (v. http://www.carta.org/campagne/pace/050302scienziati.htm), ed esprimiamo la ferma condanna di ogni forma di sopraffazione dei popoli e delle persone. Rifiutiamo il coinvolgimento della scienza per questi scopi ed invitiamo tutte le persone, scienziate/i in particolare, ad operare per un mondo di pace.

Scienziate e scienziati contro la guerra

Alessandroni Giacomo, ingegnere elettronico, Pesaro
Ascoli Davide, matematico, Torino
Badiale Marino, matematico, Torino
Balsi Marco, ingegnere elettronico, Roma
Baracca Angelo, fisico, Firenze
Barone Giulia, storica, Roma
Bettio Curzio, chimico, Padova
Bianchi Alessandro, informatico, Bari
Brandi Vincenzo, ricercatore, Roma
Caire Luisella, matematica, Torino
Cavallaro Chiara, economista, Roma
Celentano Marco, filosofo, Napoli
Cervino Marco, fisico, Bologna
Chiadò Piat Valeria, matematica, Torino
Clarizia Alberto, fisico, Napoli
Cristaldi Mauro, naturalista, Roma
Damiani Ilaria, matematica, Roma
Del Bello Claudio, filosofo, Roma
Delle Donne Marcella, sociologa, Roma
De Remigis Paolo, elettronico, Torino
De Sole Pasquale, biochimico, Roma
Di Fazio Alberto, astrofisico, Roma
Drago Antonino, fisico, Napoli
Ferrarese Giorgio, matematico, Torino
Filabozzi Alessandra, fisica, Roma
Fujita Yashima Hisao, matematico, Torino
Gaetani Sancia, biologa, Roma
Ghidini Massimo, fisico, Parma
Gigli Anna, matematica, Roma
Iannuzzelli Francesco, informatico, Londra
Letardi Paola, fisica, Genova
Macchi Silvia, urbanista, Roma
Magnone Edoardo, chimico, Genova
Marenco Franco, fisico, Roma
Martocchia Andrea, fisico, Roma
Morandi Vittorio, ricercatore, Bologna
Munck Karin, operatrice cultura scientifica, Parma
Nencini Luca, fisico, Roma
Paciello Maria Luigia, fisica, Roma
Pagani Elio, Varese
Palmegiano Giovanni Battista, zootecnico, Torino
Pedicini Marco, matematico, Roma
Pieroni Enrico, fisico, Cagliari
Polcaro V.Francesco, fisico spaziale, Roma
Pona Carlo, fisico, Roma
Pratali Maffei Sergio, architetto, Venezia
Prosperi Marcella, tecnica, Roma
Remino Carlo, ingegnere, Brescia
Roggero Margherita, matematica, Torino
Salerno Silvana, biologa, Roma)
Sarti Alessandro, Bologna
Signorini Antonella, biologa, Roma
Spinazzola Francesco, virologo, Roma
Stasolla Maria Giovanna, storica, Roma
Tarozzi Alberto, sociologo, Bologna
Triolo Lucio, fisico, Roma
Valente Adriana, sociologa, Roma
Vitiello Libero, biologo, Padova
Vitiello Spartaco, operatore audiovisivi, Padova
Zerbino Ettore, psicanalista, Roma
Zoppè Monica, biologa, Pisa
Zucchetti Massimo, ingegnere nucleare, Torino