Commissione Amato: chiudere Cpt prima possibile

I giuristi specializzati sui temi dell’immigrazione sono d’accordo sulla necessita’ di chiudere i Centri di permanenza temporanea per immigrati clandestini.
Alla vigilia della presentazione della relazione sui Cpt da parte della commissione voluta dal Viminale e presieduta da Staffan De Mistura, l’Associazione di studi giuridici sull’immigrazione prende decisamente posizione. “Noi siamo per la chiusura totale e completa dei Cpt, perche’ sono, di fatto, anche giuridicamente, una detenzione in assenza di reato- spiega Nazarena Zorzella, dirigente dell’Asgi, piu’ volte ascoltata nel corso delle audizioni sull’eventuale riformulazione delle legge Bossi-Fini-.
I risultati espressi nella bozza della relazione della commissione costituiscono un primo passo positivo in questo senso”, aggiunge di fronte alle anticipazioni che vorrebbero la Commissione De Mistura fortemente critica sui Cpt. L’espulsione e il trattenimento, prosegue Zorzella, “non sono dei reati”, pero’ prevedono “una detenzione piu’ forte ed esclusiva” delle carceri (quella, appunto, nei Cpt). “Sono dei luoghi del tutto privi di diritti”, aggiunge Zorzella.
L’avvocato ritiene giusto anche, come indicherebbe la relazione della Commissione, che i Centri di identificazione siano trasformati in Centri di accoglienza: “Attualmente hanno una conformazione che e’ grosso modo simile ai Cpt- sottolinea la dirigente Asgi- e le direttive comunitarie non consentono il trattenimento in strutture chiuse di un richiedente asilo, per esempio. Costoro hanno una posizione molto diversificata dagli stranieri normali, perche’ sono in fuga dal loro paese per problemi di persecuzione e discriminazione. Mi auguro che ci sia un graduale, ma mi auguro veloce, liberazione dei centri di identificazione”.
Anche la presenza delle badanti nei Cpt, viene ritenuta dai giuristi “una delle tante assurdita'” di questi centri. “Soprattutto negli ultimi anni- aggiunge Zorzella (Asgi)- una grossa parte dei trattenuti sono costituiti da donne che sono in attesa di perfezionare la procedura di autorizzazione al lavoro. E’ positivo che la Commissione (guidata da De Mistura, ndr) abbia rilevato l’irrazionalita’ di questa situazione: si tratta di persone essenziali per le le famiglie italiane e per la tenuta del welfare”.
Altra assurdita’, rilevata dall’Associazione di studi giuridici sull’immigrazione, e’ la presenza di ex detenuti nei Centri. “Passano dalle carceri ad un altro carcere, il Cpt- spiega Zorzella- dove la legge prevede che si collochi lo straniero quando non c’e’ un aereo a disposizione, per esempio, o se manca l’identificazione. Ma se lo straniero e’ stato in carcere c’e’ stato tempo, mesi o addirittura anni, per identificarlo compiutamente. Non si capisce perche’ lo stesso tipo di procedure avviate, poi, in questa direzione nei Cpt non possono essere applicate quando stanno nelle carceri”.
Allo stesso modo l’Asgi giudica “inammissibile” che in questi Centri siano trattenute le vittime di tratta: “Sono spesso ragazze giovani e sfruttate, non possono stare in questi centri”.
Anche l’assistenza legale insufficiente offerta agli ospiti dei Cpt e’ uno dei punti critici rilevati dalla Commissione De Mistura e che trova d’accordo l’Asgi. “Non c’e’ assistenza legale- taglia corto la dirigente Zorzella-. Oggi i Cpt sono solo ed esclusivamente dei luoghi di detenzione dove non c’e’ un libero accesso neanche per gli avvocati. Ci sono procedure tali per cui solo se si e’ stati nominati si puo’ accedere, e solo in determinate fasce orarie”. Non sempre lo straniero, prosegue Zorzella, soprattutto se e’ arrivato da poco tempo, e’ a conoscenza di un avvocato per fare una nomina: “C’e’ quindi impossibilita’ di accesso e di informazione anche legale- aggiunge l’avvocato- su quelli che sono i suoi diritti”. Non esistono neanche programmi sociali di assistenza, segnala l’Asgi: “Ci sono tutte figure improbabili e generiche, mancano progetti di assistenza sociale, psicologica, sanitaria. I Cpt sono luoghi abbandonati”.
Va bene, inoltre, per l’Associazione di studi giuridici sull’immigrazione, il punto dell’emendamento presentato ieri sera alla Camera dall’esecutivo, che prevede l’ingresso libero per gli extracomunitari che restano 3 mesi (via, in questo caso, al permesso di soggiorno). “E’ un piccolo correttivo per eliminare l’incontro a distanza con il datore di lavoro che presuppone un periodo precedente di clandestinita’ da parte dell’immigrato- commenta Zorzella- Consente allo straniero di trovare occasioni di lavoro e poi formalizzarle”.
Anche la prevista cancellazione dell’articolo 7 della Bossi-Fini viene considerata positiva. La norma, che prevedeva l’obbligo per i padroni di casa di segnalare entro 48 ore alla pubblica sicurezza l’ospitalita’ concessa ad uno straniero e’ discriminatorio, “richiesto solo per loro”. Piu’ in generale, sulla revisione del testo unico dell’immigrazione, la giurista dell’Asgi conclude: “Vediamo un po’ cosa fara’ il governo. Il ministro Amato aspettava i risultati dei lavori della Commissione De Mistura proprio per delineare quella che potrebbe essere la riforma. Noi speriamo che lo faccia velocemente, anche perche’ i tempi non sono sempre compatibili con i diritti di queste persone che sono comunque trattenute nei Cpt. Bisogna avvicinare le due esigenze”.